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3 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Napoli-Roma (2-1)


In una partita sorprendentemente equilibrata, Simeone spinge i sogni del Napoli un po' più su.


- Nella giornata che testimonia l’implosione del Milan e della Juventus, al Maradona scendono in campo due squadre decisamente motivate: il Napoli per rendere ancora più profondo il vuoto alle sue spalle, la Roma per capitalizzare le cadute altrui e fare punti in ottica Champions. Ne esce fuori una sfida intensa, divertente e molto più equilibrata rispetto ai pronostici della vigilia. Pur non indossando il vestito scintillante a cui ci aveva abituato, il Napoli porta a casa anche questa gara e vola a un irreale +13 sulla seconda a gennaio;

- Nel match dell’andata una sola squadra aveva giocato a calcio e si era meritatamente portata a casa i 3 punti. Fin dai primi minuti si intuisce però che chi si immaginava un match-fotocopia sarebbe rimasto deluso: la Roma è sempre molto accorta e più focalizzata sulla distruzione del gioco avversario che sulla propria proposta, ma questa volta lo fa in maniera più proattiva, rischiando spesso l’aggressione alta sia con i laterali che con i braccetti di difesa. Il Napoli conosce però a menadito lo spartito che deve interpretare e non si scompone più di tanto. A testimoniarlo la splendida azione del gol dell’1-0, in cui un bellissimo giro palla consente di farsi beffe di una difesa schierata e viene finalizzato da una prodezza à la Batistuta di Osimhen;

- Nella ripresa, con l’innesto di El Sharaawy al posto di uno Spinazzola ancora non al meglio, la Roma scende in campo con coraggio. Nonostante le sue difficoltà in fase di costruzione, riesce a creare più di un pericolo in transizione, fino al meritato pari proprio del neo entrato. Alla fine la differenza la fanno i cambi, uno in particolare: Spalletti toglie a sorpresa uno lo strabordante Osimhen e si affida a Simeone. In barba alle zero presenze da titolare in campionato, il Cholito segna un altro gol pesantissimo, il terzo da due punti dopo quelli con Milan e CremoneseDopo essere uscita imbattuta nelle trasferte con Juve, Inter e Milan alla fine la Roma cade a Napoli, e paradossalmente lo fa nel big match esterno giocato meglio.;

- Fino al pestone sulla mano che lo condiziona e innervosire un po’, il numero 9 del Napoli è il dominatore della scena. Kvaratskhelia fa paura solo con la sua presenza sul terreno di gioco e, anche in una prova ma a sprazzi, mette lo zampino sul primo gol. Zielinski cresce alla distanza e trova il corridoio giusto per Simeone, mentre sembrano un po’ più affannati del solito Anguissa e Di Lorenzo. Nella Roma brilla Nemanja Matic, che con le sue letture cancella gli half-spaces del Napoli sulla trequarti e tira le fila del gioco. Bene anche ElSharaawy, mentre Dybala è encomiabile nel sacrificio ma brilla meno del solito. Pesante anche la caduta del totem Smalling sul gol del 2-1;

- Una considerazione la merita anche il demiurgo di questo Napoli, Luciano Spalletti. Da sempre maestro nel far performare al meglio le sue squadre e nel valorizzare i calciatori, spesso e volentieri dando una svolta alla loro carriera (Brozovic e Lobotka insegnano), quest’anno sta raccogliendo tanto buon seminato, dando vita alla sua lectio magistralis. Da inizio stagione gli azzurri hanno inanellato una serie di prestazioni spettacolari, trovando la quadra attorno a un 4-3-3 estremamente moderno e fluido, ricco di soluzioni e modi con cui far male a ogni tipologia di avversari. Ci sono state diverse vittorie roboanti, ma vincere anche partite sofferte come quella di oggi, coinvolgendo tutta la rosa, rappresenta un segnale ancora più significativo. 53 punti in 20 giornate -17 vittorie, 2 pari e 1 sola sconfitta- sono qualcosa di irreale, ma anche pienamente meritati. Il momento di difficoltà delle rivali non può e non deve togliere nulla a quanto fatto fin qui dal Napoli, anche perché con questa media punti la vetta non sarebbe comunque in discussione. Ed è una vetta strameritata.

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Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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