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2 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Lazio-Fiorentina (1-1)


La Lazio frena, la Fiorentina prova ad uscire dal tunnel.


- Un pari che scontenta tutti all'Olimpico, quantomeno in ottica classifica. Ma anche un pari di una gara gradevole da vedere, e soprattutto un pari inaspettato alla vigilia alla luce dei recenti risultati. La Lazio si presentava con una roboante vittoria a San Siro contro il Milan, la Fiorentina da due sconfitte di fila contro Toro e Roma e in generale un gennaio alquanto dimenticabile. Ne esce invece una partita molto aperta ed equilibrata, che soprattutto per i viola può valere come iniezione di fiducia;

- Si sono fatti forse troppi estetismi e ricami sulla Lazio con il "falso nueve". Che poi, cosa sarà mai questo mitologico falso nueve. Un giocatore rapido e scattante posizionato centralmente? Uno che viene sempre incontro? Uno che non dà punti di riferimento? In attesa di scoprirlo, la constatazione è che la Lazio, in una gara subito indirizzata ma poi gestita un po' pigramente e scivolata di mano, ha molto beneficiato dell'ingresso di Immobile (e del coincidente risveglio di Milinkovic-Savic) per alzare il suo baricentro negli ultimi 20 minuti. Una spallata quella degli uomini di Sarri, che non è bastata a prendere il bottino pieno, ma quantomeno ha rimesso in equilibrio la partita;

- In casa viola Italiano per uscire dalla crisi si è affidato agli antichi dogmi. 4-3-3 (ovvero mezzali a lavorare in coppia e il solo Amrabat a costruire), squadra molto propensa al possesso e meno forzatamente verticale, più equilibrio a centrocampo, e soprattutto l'ennesimo tentativo alchemico di trovare la qualità nei singoli. L'operazione non gli riesce perfettamente, ma forse affidarsi alla vecchia strada (nonostante precedenti tragici contro la Lazio) sembra essere alla fine la soluzione più semplice e rassicurante per i suoi;

- Il modo con cui la Fiorentina ha coperto il campo e ha gestito il pallone è stato in effetti molto più pulito rispetto alle ultime uscite. Nei viola rimangono alcuni limiti strutturali a questo approccio, relativi principalmente alla poca rapidità nel palleggiare nello stretto di alcuni singoli. Tuttavia, un'efficace e più ordinato pressing offensivo ha limitato le temute ripartenze verticali della Lazio. Per il resto, a raddrizzare la gara dopo lo svantaggio ci ha pensato proprio la qualità di un singolo, tanto mancato per problemi fisici: Nico Gonzalez. Il gol è una prodezza, ma in generale è la vastità di soluzioni offensive che l'argentino offre a pesare tanto per i viola. Una variabile questa che nessun'altro, nel parco offensivo gigliato, può offrire;

- Riportando per onor di cronaca che a trenta secondi dal termine la Lazio deve ringraziare la traversa (colpita in pieno da Milenkovic da distanza ravvicinata), spendiamo l'ultima considerazione sulla prova di Zaccagni. Una gara di estremo sacrificio la sua, fatta di ripetuti ripiegamenti difensivi e chiusure fondamentali. Serviva questa sua partita per puntellare la più delicata catena sinistra biancoceleste, ritrovatasi a dover giocare più di spada che di fioretto. Giocatore prezioso l'ex Verona, una non banale sintesi di quantità e qualità al servizio della squadra.

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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