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, 24 Gennaio 2023

Considerazioni sparse post Lazio-Milan (4-0)


Il giocattolo rossonero si è definitivamente rotto e la schiacciasassi biancoceleste non lo risparmia.


- In prima battuta, è necessaria una riflessione sulla formazione scelta da Pioli, che sembra vivere un periodo nel quale l'arroganza supera la lucidità nell'analisi. Il Milan è in evidente difficoltà fisica e psicologica, ma il suo allenatore insiste in un modulo, il 4-2-3-1, molto dispendioso in termini di corsa e che richiede grande lucidità per funzionare al meglio. Il risultato è che la sua squadra si ritrova spaccata in due prima ancora di cominciare, mentre la Lazio è compatta come una centuria romana e ci mette ben poco ad insinuarsi nelle larghissime maglie avversarie. Avere l'umiltà di tornare ad un centrocampo più corposo, simile a quello che ha permesso ai rossoneri di conquistare lo scudetto, sarebbe un toccasana: non c'è più Kessié, è vero, ma con Bennacer in cabina di regia, Pobega potrebbe affiancare Tonali nella posizione di mezz'ala;

- Oltre a questo, dato che il calcio non è soltanto tattica, giusto sottolineare l'enorme qualità di cui dispone la Lazio quando schiera contemporaneamente Milinkovic-Savic, Luis Alberto, Felipe Anderson, Pedro e Zaccagni (e non ce ne voglia sua santità Ciro Immobile). Il velo dello spagnolo sul cross dell'esterno italiano, a propiziare la rete del vantaggio, è un colpo di genio che lascia di stucco l'intera retroguardia rossonera. In tal proposito, la crescita palesata dal numero "20" dei biancocelesti, sotto la guida di Sarri è evidente: parliamo di un giocatore che aveva lasciato intravedere le sue grandi potenzialità già con la maglia del Verona, ma ora è diventato capace di abbinare intelligenza calcistica alle sue grandi qualità fisiche e tecniche, che fanno di lui uno dei top del nostro campionato;

- L'allenatore della Lazio, alla luce di tutto, si conferma uno dei più sottovalutati del panorama europeo. Capace di trasformare in oro qualunque cosa gli capiti sotto tiro, chiede soltanto tempo e un briciolo di qualità da gestire, per mettere in campo una squadra capace di giocare seguendo i suoi dettami, a patto che abbiano l'umiltà di mettere a disposizione le proprie capacità a disposizione del tecnico, senza l'arroganza d'imporre alcunché. Qualcuno dice che questo non ne fa un allenatore da grande squadra, ma i fatti dicono che ha sempre vinto qualcosa, quando ne ha avuta una a disposizione;

- Lo scorso anno, il Milan aveva costruito gran parte delle proprie fortune sulla migliore difesa del campionato che, a partire da Maignan (al quale i rossoneri devono almeno dieci punti), dava la giusta sicurezza per potersi permettere un calcio offensivo. Quest'anno, col portierone fermo ai box e Tatarusanu sostituto per niente all'altezza, tutta la difesa sembra risentirne ed è crollato il rendimento di ogni singolo giocatore del reparto, indipendentemente da chi gioca. L'amnesia generale che ha causato il rigore del tre a zero, in tal senso, è emblematica e conferma la necessità d'inventarsi qualcosa di nuovo per dare maggiore equilibrio e maggiori certezze a una squadra che pare la versione "sottosopra" di quella dello scorso anno;

- Dopo la rete di Felipe Anderson, qualche tifoso laziale s'è sbilanciato nel chiedere lo scudetto a Sarri. Un sogno che sfiora l'utopia, per questa rosa con poche alternative, ma che fa capire l'entusiasmo che si è creato nell'ambiente della squadra di Lotito. Un entusiasmo giustificato, perché con questa vittoria i biancocelesti prendono posto con grande autorità nella lotta per un posto in Champions League, ad un solo punto proprio dai rossoneri, ormai risucchiati nel gorgo delle squadre "terrestri" che si giocheranno l'accesso alle coppe europee, dietro ad un Napoli che ormai sembra giocare un campionato a sé stante. Il Milan resta secondo in virtù di quanto seminato negli ultimi mesi del 2022, ma la sensazione è che Pioli debba cambiare qualcosa al più presto, prima che ad essere cambiato sia lui stesso.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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