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, 22 Gennaio 2023

Considerazioni sparse post Spezia-Roma (0-2)


La Roma vince e convince contro uno Spezia rimaneggiato. Dybala illumina, Abraham concretizza.


- Tre punti, porta blindata ed intesa in continua crescita tra i suoi uomini chiave. La Roma esce benissimo dal Picco, nonostante inizialmente sia stata una partita nervosa e poco spettacolare. Primi quaranta minuti “sporchi”, poi l’errore di posizionamento di Amian che ha aperto la prateria al trio Abraham-Dybala-El Shaarawy. Da quel momento la partita è stata in totale controllo della Roma, brava a raddoppiare a pochi minuti dall’inizio del secondo tempo. Lo Spezia, sfortunato ed estremamente rimaneggiato, non ha mai, di fatto, impensierito Rui Patricio, che torna a casa con i guanti puliti. Vittoria meritata per gli uomini di Mourinho, che adesso possono guardare davvero la classifica da un punto di vista privilegiato;

- Il pregiudizio sul non-gioco della Roma è forte ma in tutta onestà oggi i giallorossi non hanno giocato una brutta partita. Bravi nella gestione dell’uscita con la palla ad eludere la prima pressione dello Spezia, gli uomini di Mourinho si sono ben comportati nella complicata trasferta al Picco. Matic, in particolare, è sembrato l’innesto più appropriato. Ha portato la lucidità e la freddezza di cui aveva bisogno il centrocampo romanista, dettando i tempi ed offrendo ai difensori la disponibilità di uno scarico sicuro ed immediato. La difesa è stata la solita cerniera, mettendo in mostra un Chris Smalling particolarmente ispirato e gli esterni, Zalewski in particolare, hanno messo in crisi i quinti spezzini. Dybala poi...;

- Dybala ha una luce diversa. Che sia l’Olimpico o meno, l’argentino quando è in giornata è un giocatore unico nel panorama del campionato italiano. E’ il principale riferimento offensivo della Roma, dal momento della firma sul contratto Mourinho gli ha consegnato le chiavi della squadra. Anche oggi un numero imprecisato di giocate di qualità, tra cui spiccano le sue inconfondibili conduzioni tutte mancine. Dopo la doppietta casalinga contro la Fiorentina, Dybala ha lasciato il segno anche oggi, fornendo l’assist al bacio a El Shaarawy per sbloccare la partita ed intercettando il pallone poi offerto ad Abraham per il raddoppio ad inizio primo tempo. Non sapremo mai se contro il Bologna la Roma davvero non avrebbe vinto senza di lui ma ci fidiamo di Josè Mourinho: Dybala è l’unico davvero imprescindibile per questa Roma;

- La partita dello Spezia è stata inevitabilmente condizionata dall’assenza contemporanea di Nikolaou, Nzola, Holm - uscito per infortunio ad inizio partita - e Kiwior, appena ceduto all’Arsenal. Quattro assenze così importanti sarebbero state difficile da gestire contro chiunque, figuriamoci contro una squadra dalla caratura tecnica evidentemente superiore come quella giallorossa. Gotti ha provato a dare soluzioni tattiche alternative inserendo Verde accanto a Gyasi lì davanti, ottenendo però scarsissimi risultati. Entrambi hanno concluso per essere schiacciati dai difensori della Roma, troppo più prestanti atleticamente. Non bene i cambi, Esposito e Maldini in particolare;

- Complice la fresca penalizzazione della Juventus, la Roma rimane saldamente al quarto posto della classifica in piena zona Champions. Al di là della vicenda legata a Zaniolo, si percepiscono good vibes attorno alla Roma che, oltre a vincere e non subire gol, comincia anche a convincere. Mourinho chiude il “girone d’inverno” con 5 punti in più rispetto allo scorso anno. Pur non avendo mostrato miglioramenti evidenti dal punto di vista del gioco, la Roma rimane una squadra tremendamente efficace che adesso non può nascondere più le ambizioni da Champions League. Lo Spezia, invece, dopo quattro risultati utili consecutivi, esce con le rossa rotte da questa sfida. L’infermeria torna improvvisamente ad essere piena e tra i ricoverati c’è Nzola, l’unico vero giocatore insostituibile di Gotti. Trovare un’alternativa a breve non sarà semplice e lo Spezia dovrà compattarsi presto se non vorrà dissipare l’importante vantaggio di 6 punti sul terz’ultimo posto in classifica.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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