
Considerazioni sparse post Lazio-Bologna (1-0)
Una partita sonnolenta, vinta di misura dalla Lazio in un freddo pomeriggio romano.
- Abbiamo visto ottavi di finale di questa Coppa Italia molto più entusiasmanti. Questo è poco ma sicuro. Va detto, però, che la Lazio ha espresso un buon gioco e una discreta intensità a dispetto di un Bologna troppo sulle sue. Uno a zero, tante occasioni create dai romani che hanno messo però in mostra qualche malumore di troppo interno. I rossoblù nervosi, imprecisi, disattenti e, verrebbe da dire, quasi svogliati;
- Primo tempo di buona intensità Lazio, pressing, passaggi corti e veloci. Il Bologna è chiuso e compatto e non lascia molte linee di passaggio utili. Arriva qualche cross e\o imbucata ma senza Immobile diventa più difficile. Felipe Anderson, però, segue movimenti e, sapientemente, pressa con Pedro gli avversari e proprio da un controllo errato del giovane Sosa, Pedro - come fu nel derby - si invola sul lato corto dell'area e serve un pallone che Felipe deve solo spingere in rete. Da quel momento in poi null'altro da segnalare;
- Stessa storia, stesso posto e stesso prato verde. Motta prova a dare la scossa inserendo Medel, prima, e Soriano poi - oltre ad una serie di giovani che sta cercando di lanciare - ma non trova l'effetto sulla squadra sperato. La Lazio palleggia, senza correre particolari rischi. Prova a fare il secondo ma senza riuscirci poiché, parrebbe, esserci una scommessa interna alla squadra a chi tira più volte in porta centrando il portiere. Da segnalare una sgaloppata di Hysaj che supera in campo aperto Sosa - con sommo sbigottimento degli astanti - e poco altro se non nervosismo diffuso ma ingiustificato;
- Per entrambe le squadre è stato un allenamento. Un confrontarsi reciproco su schemi, giocate, nuove idee e giocatori. La Lazio giocherà martedì contro il malconcio Milan mentre il Bologna sfiderà Lunedì sera al Dall'Ara la Cremonese - a proposito di sorprese di questa coppa. Dunque, il non detto era chiaro: chi prima segna la porta a casa, senza stress e patemi d'animo, è pur sempre un allenamento;
- Dedica speciale va fatta a Sinisa. Le due squadre che l'hanno visto protagonista sul campo e in panchina rendono un doveroso omaggio ad un uomo di sport morto troppo presto. Per fortuna è calato il silenzio sull'uomo perché, successivamente alla sua morte, ne sono state dette tante. Troppe. Ridondanti e senza un vero senso logico né sull'uomo, né sul periodo storico in cui ha vissuto e su cui sappiamo dannatamente poco.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














