
Considerazioni sparse post Tottenham-Arsenal (0-2)
L'Arsenal vince in casa del Tottenham per la prima volta dal 2014 e vola a +8 dal Manchester City.
- L'ultima volta che l'Arsenal ha vinto in casa del Tottenham, Mikel Arteta era in campo e il gol decisivo lo aveva segnato Tomas Rosicky. Quasi nove anni dopo quella sfida, l'Arsenal è tornato a vincere in casa dei suoi rivali, in uno stadio nuovo e con Mikel Arteta in panchina. A maggio del 2022, nell'ultimo precedente al Tottenham Stadium, la squadra di Conte aveva affondato le speranze di Champions League dei Gunners in poco meno di un tempo, girando all'intervallo sopra di due gol e un uomo. Quasi un anno dopo, la situazione si è totalmente invertita;
- Alla sfida del Tottenham Stadium, Conte arriva dopo tre sconfitte e un pareggio in quattro partite contro le big six, tra cui la sfida di andata contro la capolista. Per l'ex tecnico di Inter e Juve l'idea è di provare a mettere un po' di pressione sulla costruzione dell'Arsenal ma questa idea si rivela quasi subito inutile. L'Arsenal, infatti, è una delle squadre che resiste meglio al pressing in Europa e lo ha dimostrato anche in questo derby. L'immagine in negativo diventerà quella di Hugo Lloris che quasi regala un gol nei primi minuti per poi riuscirci buttandosi in porta un cross di Saka. Il gol di Odegaard, una ventina di minuti dopo, legittimerà solo la superiorità dei Gunners in campo;
- Il primo tempo dell'Arsenal è semplicemente una dimostrazione di ciò che Arteta ha impresso nel suo club dal suo arrivo. I Gunners si mostrano perfetti nella gestione del pallone e il vantaggio che si scavano nel primo tempo diventa semplicemente incolmabile anche quando gli Spurs tentano, quasi disperatamente, di recuperare il risultato nel secondo tempo. La squadra di Conte ci proverà principalmente affidandosi agli strappi di Hojbjerg e Kulusevski, gli unici pienamente positivi della squadra, ma finirà per scontrarsi contro un Ramsdale autore della miglior partita della sua carriera. La partita di Rambo si affianca a quella di Odegaard, fresco del premio di giocatore del mese e autore dell'ennesima partita totale;
- Il Tottenham esce da questo derby con una classifica ulteriormente complicata dalle vittorie di Newcastle e Manchester United e per Conte questa stagione si sta rivelando sostanzialmente deludente. Per molte partite l'approccio remissivo degli Spurs è costato punti e critiche a Conte. Al tecnico salentino va riconosciuto un tentativo di miglioramento ma l'idea di provare a costruire una partita meno reattiva si è scontrata con l'errore del suo portiere, che ha mandato subito all'aria i suoi piani. Qualche settimana fa, Conte ha chiesto tempo per costruire una squadra da titolo ma in questa stagione è impossibile non riscontrare un'involuzione della sua squadra;
- Quasi per simmetria invece, l'Arsenal sembra arrivato alla sua migliore espressione della gestione Arteta. I Gunners hanno costruito la loro partita con grande sicurezza nel primo tempo e hanno retto bene anche il rientro degli Spurs. Abbiamo già citato le prestazioni di Ramsdale e Odegaard ma in questa partita si è visto anche un Xhaka estremamente pulito - un solo passaggio sbagliato - e un Thomas incredibilmente solido senza palla. In generale i Gunners hanno trovato una forma perfetta. Sotto la guida di Arteta sono stati capaci di gestire bene i ritmi della partita e trovare combinazioni con continuità. Le ambizioni di titolo sembrano legittimate ulteriormente dalla sconfitta del City nell'altro derby di questo weekend, che significa un margine di 8 punti sul secondo posto. Un risultato impressionante comunque lo si guardi.
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