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Sassuolo - Lazio
, 15 Gennaio 2023

Considerazioni sparse post Sassuolo-Lazio (0-2)


Sassuolo - Lazio, a dispetto del risultato, è stata una partita in cui la voglia di non perdere ha prevalso sulla voglia di vincere. La squadra di Sarri ritrova la vittoria e gestisce il risultato.


- Sarà rimasto deluso chi si aspettava da Sassuolo – Lazio un trattato su trame elaborate di possesso palla. E infatti, specialmente nel primo tempo, la fase di non possesso ha giocato una parte nettamente più importante. Sia Sassuolo che Lazio nelle prime partite del 2023 non hanno avuto i riscontri che si aspettavano. Il Sassuolo ha totalizzato 2 sconfitte (3 con quella di oggi), mentre la Lazio 1 punto in 2 partite (con Lecce e Empoli). Con l’aggravante di essere stata rimontata 2 volte su 2. Per entrambe le squadre, in un certo senso, era più importante non perdere che vincere. È proprio in quest’ottica che Dionisi e Sarri hanno preparato la partita appena terminata;

- La Lazio nel primo tempo porta una pressione esasperata sul Sassuolo, costretto ad un possesso palla tra i propri difensori e, quasi sempre, al lancio lungo. La Lazio è molto brava a schermare tutte le linee di passaggio. Su alcuni di questi lanci lunghi nascono le azioni più pericolose del Sassuolo, che attacca meglio sulla fascia di Berardi rispetto a quella di competenza di Laurienté. Su quest’ultimo hanno fatto buona guardia Hysaj ma soprattutto Nicolò Casale. I centrali difensivi della Lazio hanno fatto una buona partita ed hanno contribuito ad una solidità difensiva ritrovata.

- Il Sassuolo, invece, non portava un pressing immediato sui difensori che ricevevano palla. La partita del Sassuolo, almeno nel primo tempo, si può riassumere nell’intenzione di bloccare ogni possibile azione del centrocampo biancoceleste. Cataldi, più di Milinkovic-Savic e di Luis Alberto, è stato l’osservato speciale. Quasi mai nel corso del primo tempo il metodista laziale è riuscito a ricevere palla dai propri difensori. Questo modus operandi giustifica anche la titolarità di Obiang, preferito a Maxime Lopez.

- Nonostante una prima parte di gara piuttosto intesa, i ritmi del primo tempo tendono a scemare fino al 40’. Negli ultimi 5 minuti del primo tempo la partita ha subito un risveglio improvviso. Un paio di guizzi del Sassuolo, con a seguito il gol della compagine biancoceleste. La partita non poteva che sbloccarsi con un episodio. Un colpo di testa di Milinkovic-Savic propizia il tocco di mano di Toljan, punito con il cartellino giallo. In assenza di Ciro Immobile, sostituito per infortunio al 15’, si presenta dal dischetto Zaccagni che mette la palla dietro alle spalle di Pegolo. Si conclude così un primo tempo equilibrato, anche se non bello. I portieri non sporcano neanche i guanti.

- La seconda frazione di gioco si preannuncia più frizzante. Il Sassuolo, per evitare la terza sconfitta di fila, ha necessità di apportare alcuni cambi. È così che Dionisi al 54’ apporta 2 sostituzioni: Maxime Lopez per Obiang e Defrel per Alvarez. La prima, in particolare, volta ad aggiungere creatività e gestione del gioco al centrocampo neroverde.  Il Sassuolo quindi cerca di fare la partita e le squadre inevitabilmente si allungano. Nonostante ciò, le migliori occasioni capitano sui piedi dei biancocelesti. I laziali sprecano, prima con Felipe Anderson e poi con Pedro. Felipe Anderson si farà poi perdonare sradicando palla dai piedi di Ruan Tressoldi e scartando un incolpevole portiere neroverde.

- La partita della Lazio è stata sicuramente condizionata dal forfait anticipato di Ciro Immobile, uscito per un problema (che sembra non grave) alla coscia. La squadra capitolina è infatti stata incapace di cercare la profondità per larghi tratti della partita. I biancocelesti però possono ripartire da una certezza: la solidità difensiva. Si tratta infatti dell’unica squadra a non aver mai subito gol nei primi 30 minuti del primo tempo, nonché di una delle migliori difese dell’intero campionato. A questo, si aggiunge la capacità ritrovata di gestione del risultato. L’incapacità di archiviare la pratica prima dell’extra-time ha fatto riecheggiare i fantasmi che hanno accompagnato la Lazio nelle prime 2 partite del 2023. In questo senso, Sarri può tirare un sospiro di sollievo: almeno in questa gara la Lazio è stata capace di gestire il risultato e di portare a Roma il pieno bottino.

- La partita del Sassuolo, nonostante gli sforzi profusi, si è conclusa nel peggiore dei modi. La squadra emiliana si è riunita sotto la curva di riferimento per scusarsi di una prestazione opaca. Dovrà stare attenta la compagine guidata da Alessio Dionisi a non perdere la bussola: la prossima partita contro il Monza si preannuncia tutt’altro che semplice.  

  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

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