, 14 Gennaio 2023

Il pagellone di Napoli-Juventus (5-1)


Prova impressionante di Osimhen, che disintegra Bremer. Kvaratskhelia conferma quali siano i suoi livelli, così come il centrocampo di Spalletti. Nella Juventus si salva solo Di Maria.


Napoli

Meret 6,5: si fa trovare pronto quando la Juventus rientra in partita, salvando il possibile pareggio a fine primo tempo.

Di Lorenzo 7: prova di totale affidabilità del terzino azzurro, che si trova dovunque sulla sua fascia di competenza. Non desiste mai dal fare quella corsa in più;

Kim 6,5: sembra disattento in qualche occasione, ed è protagonista in negativo nel gol della Juventus. Poi si staglia, imperiosamente, al centro della difesa partenopea. Cresce, sale di livello, domina fino a quando la sua prova assume contorni importanti a livello di lucidità e attenzione;

Rrahmani 6,5: la sua scivolata nel primo tempo mette i brividi al Maradona, ma la sua girata dà il via a una serata stellare. Assieme a Kim aggredisce, chiude, contrasta. Una cerniera che è difficile da superare;

Mario Rui 6,5: una grande applicazione, contro un cliente che alla vigilia risultava scomodo. Appoggia la manovra e contiene, e anche lui è un ingranaggio che in questo momento funziona (dal 70' Olivera sv);

Zambo Anguissa 6,5: è il vero motore di questo Napoli, è fisicamente impressionante e vince tutti i duelli a cui viene sottoposto. Mostra un’enorme sicurezza in ogni fase di gioco, facendo sempre minuscoli gli avversari che gli si pongono davanti. Una slavina che si abbatte sul centrocampo bianconero;

Lobotka 7: non esiste in questo momento un uomo box to box in grado di reggere il confronto con lui. Come un Ercolino è sempre in piedi a ogni contrasto. La palla con lui è in banca. La sua capacità di smarcamento è regale;

Zielinski 6,5: in questo Napoli che va a memoria, anche lui è protagonista di una prova ordinata, dando sostegno alla fase offensiva. Lascia spazio ad altri protagonisti, ma la sua non è una prova da sottovalutare in una tavolozza che in questo momento ha colori raggianti. E’ il flusso attorno al quale l’azione del Napoli assume contorni di una grande efficacia; (dal 79' Ndombele sv)

Politano 6,5: la sua ampiezza mette in difficoltà Kostic e Allegri, che gli concedono uno spazio fondamentale a creare quanto di buono fatto dal Napoli nella prima frazione di gara; (dal 46’Elmas 7: lasciarlo fuori adesso è quasi un delitto, visto il momento di forma che sta attraversando: ma le opzioni del Napoli sono veramente tante. Lui entra fortissimo, continuando il lavoro di Politano con ancora più incisività);

Osimhen 9: si vede fin da subito che sente la partita. Urla, sbraita, è dominante lungo tutto l’arco del match in uno dei duelli più attesi della vigilia. Un punto di riferimento importante per questo Napoli, che a lui si appoggia e in lui ripone tutti i suoi sogni; (dal 79 Raspadori sv)

Kvaratskhelia 8: dopo due match sottotono gli tocca nuovamente dimostrare di che pasta è fatto: di quella buona, della sfogliatella, del babà, scegliete voi quale. Nell’uno contro uno in Italia non ha eguali, è un pericolo costante destinato a spaccare altre decine di partite. Stasera zittisce molte bocche;

All.Spalletti 7: l’altra sfida della vigilia, quella contro Max, la vince lui. Il suo Napoli è uno spettacolo di squadra che sente il gusto delle grandi partite. Attacca alto, corre, sembra fisicamente indemoniata, e il merito è sostanzialmente tutto suo, in procinto di costruire un capolavoro.

Juventus

Szczesny 5: prenderne cinque in un colpo solo è una dura botta, ma forse ha qualche colpa solo sul secondo;

Danilo 5: affonda, da capitano, nel vascello bianconero. In difficoltà come tutto il reparto difensivo, ma poco aiutato a contenere un Kvaratskhelia dominante;

Bremer 3,5: perde nettamente e in modo umiliante il duello fisico con Osimhen, regala letteralmente due gol al Napoli, con colpe perlomeno per un altro. Perde palloni sanguinosi, è buggerato dal centravanti nigeriano in ogni circostanza. Una delle prestazioni di un singolo tra le peggiori nella storia della Serie A;

Alex Sandro 4,5: non sembra in grado di sostenere un match ad alti livelli come questo, trovandosi in mezzo a un ciclone come quello rappresentato dagli attaccanti del Napoli. Non ha gravi colpe, ma cinque gol non arrivano per caso;

Chiesa 5: penalizzato dal ruolo che gli viene assegnato all’inizio, che non è nelle sue corde. Prova a sbattersi, ma si vede che non è ancora al meglio. Necessita di giocare là davanti, ma stasera è come predicare nel deserto. Alcuni errori anche nella propria area; (dal 74’ Iling-Junior sv)

McKennie 4,5: non si capisce ancora cosa questo giocatore debba fare nell’arco dei 90 minuti, quali siano i suoi punti di forza e quelli deboli. Non dà solidità, non si inserisce, non fa nessun tipo di filtro. Sbaglia nettamente anche sul 3-1 del Napoli;

Locatelli 5: gli manca energia, non riesce a gestire nessun pallone che capita tra i suoi piedi. Il centrocampo del Napoli surclassa lui e i suoi compagni; (dal 57’ Paredes 5: non ha particolari colpe, entra a partita ampiamente compromessa)

Rabiot 5: non regge minimamente il confronto a livello fisico con il centrocampo partenopeo, non dando neanche grosse soluzioni a livello di filtro e di appoggio. Sembra stanco, svogliato, il Rabiot di qualche mese fa senza memoria della crescita repentina avuta ultimamente; (dall’83’ Soulé sv)

Kostic 4,5: non ha spazio, non dà nessun impatto a livello offensivo e messo dietro sembra non essere al suo posto. Non può essere mandato allo sbaraglio così;  

Di Maria 6,5: l’unica luce in questa serata da dimenticare per la Juventus. L’unico in grande di costruire qualcosa, ma anche di concludere a rete. Certo, stasera un contesto di squadra alla sua altezza sarebbe stato di grande aiuto (dal 74’ Miretti sv);

Milik 5: ha un’occasione all’inizio, così come è suo il tocco per il gol di Di Maria. Scompare tra le maglie di Kim e Rrahmani e non si ritrova più fino alla fine;  (dal 57’ Kean 5: al suo ingresso ogni entusiasmo era calato. E lui non fa nulla per rendersi pericoloso);

All.Allegri 4: la dimostrazione che non sempre impostare una partita su una solida fase difensiva e poi tentare l’allegrata con una zampata o un colpo di fortuna, paga. Non esiste una sola cosa in cui Spalletti non lo disintegri: nella proposta, nelle idee, nelle motivazioni trasmesse ai suoi. La scelta di formazione iniziale anche, soprattutto con Chiesa nei cinque – ma ce ne potrebbero essere altre – è totalmente sbagliata e sconfessa ciò che si era visto finora: l’utilizzo dei giovani.

  • Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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