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, 12 Gennaio 2023

Come sta andando il Brighton di De Zerbi?


Il tecnico italiano ha già impresso un'identità molto chiara ai Seagulls.

Parlare di un allenatore peculiare come De Zerbi, così come può esserlo un Sarri o un Allegri, rischia di ridurre il tutto a un aut-aut troppo semplicistico, senza aggiungere nulla di interessante al dibattito. Nel calcio tutti vogliono vincere, ma quando si parla di strategie per valorizzare i giovani calciatori è ormai pacifico che uno stile di gioco che implementi i principi del gioco di posizione, e che quindi offra ai calciatori gli strumenti per leggere gli spazi, che insegni loro a occupare razionalmente le porzioni del campo in modo da ricercare costantemente la superiorità numerica e posizionale, è tendenzialmente più utile per raggiungere l'obiettivo.

Per vincere, idee, dogmi e stili di gioco devono fare i conti con le caratteristiche dei giocatori a disposizione degli allenatori. Dunque il primo passo per vincere le partite è mettere i giocatori nelle migliori condizioni per esprimere le proprie qualità. Diversi studi e analisi dimostrano poi un secondo passo, e cioè che nell'ultimo decennio è il possesso palla l'arma "di pensiero" che ha maggiormente contribuito alla vittoria. Ma in questo pezzo ci fermeremo prima, alla valorizzazione dei giocatori.

Quando pensiamo che un allenatore non stia facendo bene il proprio lavoro, dovremmo più concentrare la nostra analisi sul materiale che ha a disposizione e su come lo sta utilizzando, piuttosto che sulla filosofia del tecnico. Non è importante che Allegri abbia uno stile di gioco più conservativo di Sarri, o che Conte sia più dogmatico di Guardiola: è più importante che ognuno di essi valorizzi al meglio il materiale a propria disposizione, ed è corretto che le critiche piovano quando al valore e alle caratteristiche dei giocatori non corrisponda un impianto di gioco adeguato a sfruttarne il potenziale.

Questa introduzione è forse retorica, ma quantomai utile per sviare subito un ipotetico filone narrativo e avvicinarci al focus di questo pezzo: Roberto De Zerbi in tre mesi di Premier League ha mantenuto le proprie idee e le ha adattate ai giocatori a propria disposizione, ottenendo dei risultati eccellenti. Il suo Brighton sta volando proprio attraverso la piena valorizzazione del materiale tra le mani del tecnico bresciano.

Uno stile riconoscibile

Roberto De Zerbi è un allenatore che non rinuncia mai ad alcuni principi specifici: l'inclinazione al possesso palla; la ri-aggressione veloce, la costruzione dal basso 3+2; l'utilizzo dei mezzi spazi e l'attacco contemporaneo dell'ampiezza e della profondità. Pregi, rischi e difetti di questo stile hanno contraddistinto i suoi anni al Sassuolo e la sua parentesi allo Shakthar Donetsk, prima che giungesse a inizio ottobre a Brighton per sostituire Graham Potter, passato al Chelsea.

Il calcio si regge sugli esiti delle partite, ma per giudicare il lavoro fatto da De Zerbi in questi tre mesi si può anche prescindere da questi. La bontà del lavoro di De Zerbi si vede innanzitutto in come le sue idee si siano adagiate e mescolate a una rosa che nei mesi precedenti aveva un impianto di gioco per molti aspetti differente.

A partire dal modulo tattico, dal momento che Potter schierava la sua squadra il più delle volte sulla base di una difesa a tre. Ma la mano di De Zerbi si vede soprattutto nell'aver valorizzato giocatori come Moises Caicedo, ormai perno di centrocampo dei Seagulls, Alexis Mac Allister e Kaoru Mitoma. In più De Zerbi ha lanciato talenti interessanti come Levi Colwill ed Evan Ferguson, folgorante prima punta del 2004 che ha realizzato due gol nelle sue prime tre partite di Premier League.

Sul solco dell'ottimo lavoro svolto da Potter a partire dal 2019, il Brighton sta continuando a stupire, proseguendo un ciclo connotato da un calcio propositivo e spettacolare, che aveva portato a un nono posto nella scorsa stagione ma anche a una paradossale, comica e virale disparità tra xG prodotti ed effettivi gol siglati.

Dopo tre mesi di lavoro, ora pure quel mito è stato sfatato. In particolar modo nelle ultime uscite, il Brighton di De Zerbi non sta solo continuando a produrre decine di occasioni da gol, ma sta anche finalmente trovando una buona continuità in fase realizzativa.

All'Etihad contro Pep

Proseguendo nel paradosso di non concentrarci sui risultati, è proprio un 3-1 subito dal Manchester City di Guardiola a parlare a favore di De Zerbi, il 22 ottobre 2022. Di fronte all'allenatore che più di tutti ha influenzato il gioco moderno, e che più di tutti ha ispirato lo stile dell'allenatore bresciano, a meno di un mese dal suo insediamento sulla panchina dei Seagulls il Brighton ha disputato una partita coraggiosa, mostrando un'identità tattica solida e applicando un pressing costante sul campo dei Citizens, costretti ad adottare contromisure piuttosto insolite pensando allo stile di gioco di Guardiola (il primo gol arriva sull'asse Ederson-Haaland).

Se non vogliamo affidarci ai complimenti dello stesso Pep nel post-partita (sappiamo bene come Guardiola apprezzi il lavoro di De Zerbi, ma è altrettanto vero come dispensi pareri positivi un po' per tutti), è più utile questo articolo del Guardian pubblicato una decina di giorni dopo, in cui De Zerbi viene definito - parafrasando - un "risk-taker che può portare delle cose innovative anche in Premier League".

Dal 22 settembre a oggi

Sono passati circa tre mesi e mezzo dal suo insediamento in Inghilterra. Seppur basti quanto scritto finora (l'identità propositiva di gioco e la valorizzazione dei giocatori) per affermare che il Brighton abbia già vinto la scommessa De Zerbi, ora possiamo parlare anche di numeri e risultati. Dalla prima sfida in casa del Liverpool (un rocambolesco 3-3 in cui già si erano visti i primi tratti del suo calcio) all'ultima sfida di campionato vinta per 1-4 sul campo dell'Everton, il Brighton di De Zerbi ha conquistato quattro vittorie (arrivate nelle ultime sei partite), due pareggi e cinque sconfitte.

A una brutta uscita in Carabao Cup con il Charlton fa da contraltare l'ultimo successo in FA Cup, con un netto 5-1 ai danni del Middlesbrough. Oggi il Brighton si trova all'ottavo posto in classifica con la dodicesima squadra per valore della rosa in Premier, con diversi giocatori giovani e alcune assenze strutturali evidenti, su tutte quella di un centravanti di qualità.

Il presente conferma come al lavoro di De Zerbi, evidente fin dalle prime uscite, si stiano ora sommando risultati di prim'ordine, con vittorie come quella con l'Everton dove identità e stile di gioco riconoscibili sono andati di pari passo con solidità ed efficacia realizzativa. RDZ sta stupendo tutti al cospetto di alcune delle migliori squadre del panorama europeo, e il suo Brighton & Hove Albion ha intrapreso da settimane un evidente trend di costante crescita: non solo nel gioco, ma anche nei risultati.


  • 26 anni a base di fùtbol, racchette e capitali del mondo. Contro gli anglicismi inutili.

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