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, 11 Gennaio 2023

Considerazioni sparse post Milan-Torino (0-1 d.t.s.)


A furia di rimandare Adopo il goal della qualificazione, i rossoneri si fanno beffare dai granata.


- All'arrivo a San Siro, il mood generalizzato e condiviso da stampa, tifosi, giocatori e probabilmente pure la terna arbitrale è chiaro: "Va bene qualsiasi risultato, basta che non si vada ai supplementari". Detto fatto, il Dio del calcio non può che fare l'esatto contrario di ciò che gli si chiedeva, costringendo tutti ad una mezz'ora di supplizio ulteriore dopo novanta minuti (più lungo recupero) dove in totale si conta un'occasione vera per parte, oltretutto nel primo tempo;

- Le scelte diametralmente opposte dei due allenatori, d'altra parte, coi titolari per Juric e una formazione sperimentale per Pioli, rendono conto delle priorità delle due squadre al di là di qualsiasi dichiarazione di facciata. Ciò nonostante, il Torino del primo tempo non è quello arrembante che ci si sarebbe aspettati, alla ricerca di un vantaggio da conservare in vista dell'eventuale subentro dei titolari nel Milan e questo gioca a svantaggio dei granata, che addirittura devono ringraziare il palo per non trovarsi sotto;

- Nella ripresa, con la severa espulsione di Djidji e l'ingresso dei titolari nel Milan, verrebbe naturale aspettarsi di vedere chiudere la partita ai rossoneri, invece i cambi difensivi immediati di Juric, uniti alla non particolare verve dei padroni di casa, manifestano i peggiori incubi dei tifosi presenti a San Siro, che rivivono un film già visto tre giorni fa contro la Roma, ma questa volta con delle conseguenze peggiori. Il goal regalato nel finale dell'extra-time, infatti, rappresenta l'eliminazione dalla Coppa Italia agli ottavi di finale, alla prima partita giocata, con buona pace di Pioli che l'aveva inserita tra gli obiettivi stagionali;

- A meritare le luci della ribalta, almeno per una sera, è certamente Vanja Milinkovic-Savic: un muro capace di respingere qualsiasi conclusione e spedirla a distanze siderali, lontano da qualsiasi avversario in posizione di nuocere. Le sue parate sono decisive per tenere il risultato in equilibrio in attesa del momento buono, l'unico, per approfittare del vuoto pneumatico di attenzione di un Milan totalmente concentrato sulla fase offensiva. Bravo Lukic a notarlo, Bayeye e lanciarcisi e poi a regalare il comodo pallone da infilare in porta a Michel Adopo, ma l'MVP del match resta il portiere granata;

- Nella mediocrità del match, a portare a casa il passaggio del turno è la squadra che ha messo maggiore concentrazione e ci ha creduto di più. A tratti si è visto un Milan molto lezioso (Giroud ha capito che a calcio non si gioca di tacco?), quasi superficiale e convinto di vincere una partita senza avere praticamente nulla in mano. Una mancanza di concentrazione importante, che suona come una sirena d'allarme, più che un campanello, data la recidività in tempi recenti. Complimenti al Torino, dunque, meritatamente qualificato, ma dalle parti di Milanello l'aria comincia a farsi decisamente calda.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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