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Darwin Núñez durante un'amichevole con il Liverpool
, 9 Gennaio 2023

Il difficile ambientamento di Darwin Núñez


I suoi primi sei mesi sono stati più difficili del previsto.

Le premesse dell’arrivo di Darwin Núñez a Liverpool sembravano le migliori possibili. Jurgen Klopp, subito dopo il suo arrivo, lo aveva definito un giocatore “forte fisicamente, veloce e molto lucido davanti alla porta”. Parole che suonano scontate ma che segnano comunque una certa rottura con il passato.

Prima di Darwin, il centravanti del Liverpool sotto Jurgen Klopp è stato sempre una figura particolare, a partire da Bobby Firmino, la cui presenza in campo era più vincolata alle sue capacità di regista offensivo che non di finalizzatore. Nel corso degli anni, però, Klopp ha iniziato a cercare qualità diverse, inserendo in quel ruolo due esterni dotati di una sopraffina capacità di lettura degli spazi come Diogo Jota e, soprattutto, Sadio Mané. Questi ultimi sono stati dei centravanti eccezionali sotto molteplici aspetti pur non essendo dei centravanti convenzionali. Darwin, in tal senso, è il primo nove convenzionale a giocare per il Liverpool in quasi sei anni e questo gli conferisce una sua unicità. 

Commentando il suo arrivo a Liverpool, Federico Raso su Rivista Undici aveva descritto Darwin Núñez come un centravanti fisicamente esuberante, a cui piace allargarsi per ricevere e portare il pallone ma che cerca costantemente la profondità e che sa convertire con grande lucidità le occasioni che ha. Mettendo questa descrizione in prospettiva con le caratteristiche degli ultimi centravanti del Liverpool si capisce perché Klopp lo abbia reputato il profilo ideale. Il suo modo di interpretare il ruolo si sovrappone bene a quelli di Mané e Diogo Jota ma è abbinato a un fisico molto più imponente di entrambi. Questo è forse l’aspetto di progresso più importante per l'allenatore tedesco.

Il suo debutto, nel Community Shield contro il Manchester City, asseconda perfettamente la descrizione che si fa di lui: nei trenta minuti che gioca contro i Citizens fa vedere tutto il suo repertorio: attacca ripetutamente la linea con grande veemenza ma mostra anche una grande intensità in fase di non possesso. Si conquista il rigore, convertito da Salah, che manderà il Liverpool sul 2-1. Gestisce con grande personalità i duelli con Aké e alla fine trova anche il gol che chiude la partita. È un gol dall’estetica abbastanza discutibile, in cui si lancia a terra per anticipare Ederson di testa, ma che fa vedere una grande capacità di scegliere soluzioni anche controintuitive per segnare. La sua è la partita esemplare per un centravanti moderno.

Una partita che viene quasi esaltata dall’erroraccio di Haaland dalla parte opposta. Va detto, per correttezza di informazione, che il Community Shield risulta sempre in una partita giocata a ritmi più simili a quelli di un’amichevole che non di una partita ufficiale. Questa edizione non ha fatto eccezione e, col senno di poi, ha forse finito per falsare le percezioni sulle due squadre in campo.

Nonostante questo, Núñez al Liverpool ha confermato più o meno tutte le sue incredibili qualità di movimento, lettura del gioco, intensità e fisicità viste al Benfica. In Premier debutta con un gol contro il Fulham ma già alla seconda partita, contro il Crystal Palace, cade nel gioco di provocazioni di Joachim Andersen e si fa espellere per una testata.

Al suo ritorno non sembra in condizioni brillanti ma è ancora un giocatore capace di mostrare le sue qualità. Darwin riesce sempre a lasciare una sua traccia nelle partite: con i suoi movimenti tiene ancora in grandissima apprensione le difese avversarie. È uno che sa cosa fare e come farlo al meglio in quasi tutto ciò che riguarda la lettura del suo ruolo. Rimane solo un’eccezione: i gol. 

Núñez ha segnato cinque gol in Premier League, giocando poco meno di 900 minuti che diventano otto in 1200 se includiamo la Champions League. Un dato non eccezionale ma neanche negativo se non fosse confrontato con i circa 11 expected goals prodotti in queste partite. Inoltre, l'uruguayano ha il secondo miglior dato di xG accumulati per 90’ – 0.76 – che significa che produce quasi quanto Haaland ma segna, in media, un terzo dei suoi gol e meno anche di altri attaccanti come Wilson, Rodrigo, Mitrovic e Toney. 

Il suo problema con il gol è evidente e di ritorno dal mondiale – decisamente deludente e chiuso ai gironi – sembra peggiorare. Su Youtube si può trovare il video della sua partita nel Boxing Day con l’Aston Villa. Il titolo è autoesplicativo: Darwin Núñez Chaotic Performance vs Aston Villa. È una partita in cui gioca sostanzialmente bene nonostante la clip includa, impietosamente, anche tutti i suoi tocchi sbagliati. Darwin occupa l’area alla perfezione, taglia sempre con il tempismo giusto, è sempre dove dovrebbe essere ma non segna mai.

La sua prima occasione arriva su una svirgolata di Konsa: Darwin si vede cadere il pallone davanti al limite dell’area e calcia al volo. È solo ma non è un tiro facilissimo. Si coordina molto bene e ne esce un tiro abbastanza potente ma che finisce centrale tra le braccia di Olsen. A fine primo tempo taglia bene in area su una punizione dalla destra di Alexander-Arnold ma si coordina male e la manda, nuovamente, su Olsen. A 15’ dalla fine riceve da Salah poco prima della metà campo, si porta avanti il pallone e accelera a una velocità impressionante. Konsa lo insegue ma non gli riesce a stare dietro. Darwin, però, calcia troppo presto. Il tiro esce debole e largo. Chiuderà la partita con sei tiri per un totale di 1.16 xG senza però segnare. Viene premiato come migliore in campo, quasi per ironia. 

Se si guardano gli errori di Darwin Núñez in questa stagione si trovano scelte sbagliate, sì, ma anche sfortuna. In diverse occasioni sono semplicemente gli eventi a girargli contro in un modo talmente surreale da far credere che sia qualcuno a volere che lui non segni. Probabilmente la lettura più semplice è che Darwin sia semplicemente andato nel pallone. In molte sue esecuzioni sembra non riuscire a coordinarsi come sa; in altre calcia forte quando deve calciare piano, in altre ancora il contrario. Prende decisioni a volte controintuitive, forse alla ricerca di soluzioni sempre più contorte a un problema apparentemente irrisolvibile. 

È difficile capire se le difficoltà di Núñez siano conseguenza della difficile stagione del Liverpool. Sicuramente le sue difficoltà non stanno contribuendo a rimettere in piedi una stagione già complessa per il suo club. Per tutto il gruppo intorno a lui, però, lo status di Darwin non è mai stato in discussione.

https://twitter.com/AnfieldWatch/status/1608591817972269058?s=20&t=itcs-3F9hKySMstpTJFI9w

Klopp, probabilmente a ragione, è convinto del fatto che Núñez riuscirà a sbloccarsi. Nel corso della stagione il suo allenatore si è sempre battuto per difenderlo e ha citato, come paragone, anche le difficoltà che Lewandowski ebbe al suo arrivo al Borussia Dortmund. Non è difficile credere che Klopp sia sincero nel parlare del suo centravanti, così come non è difficile credere che Darwin finirà col trovare i gol che gli sono mancati finora. Resta difficile, però capire quanto Klopp potrà permettersi di puntare su di lui. Soprattutto in una stagione in cui tutto il Liverpool non sembra brillante offensivamente come in passato.

La scorsa estate abbiamo guardato a Darwin come l’anti-Haaland. Quella figura che doveva prendersi il Liverpool e portarlo ancora più in alto. In questi sei mesi, però, Darwin è diventato soprattutto il simbolo del momento difficile del Liverpool. Non proprio l’inizio che si sarebbe aspettato. 


Questo articolo è uscito in anteprima su Catenaccio, la newsletter di Sportellate.it.

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  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal,
    dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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