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, 5 Gennaio 2023

Considerazioni sparse post Chelsea-Manchester City (0-1)


Il gol di Mahrez permette alla banda di Guardiola di tornare a -5 dall'Arsenal capolista. Per il Chelsea, alla 5ª sconfitta nelle ultime 7 partite, la classifica si fa deprimente.


- "Can City close the gap?" titolava stamattina la pagina sportiva del Daily Mail. La risposta, dopo 90 e passa minuti di battaglia, è un deciso "sì". Grazie al gol di Mahrez, decisivo per sbancare Stamford Bridge, i campioni in carica sono infatti riusciti a limare il distacco dalla capolista Arsenal, lontana ora solo 5 punti. Contro i Blues, in una fredda e piovosa tipica giornata londinese di Gennaio, il City ha vinto forse la partita più importante della stagione, in un periodo complicato - 1 vittoria nelle ultime 3 di Premier - e in risposta ad uno dei finora rari rallentamenti della banda di Arteta, fermati sul pareggio due giorni fa dal lanciatissimo Newcastle. Il Chelsea, che il suo periodo complicato lo sta vivendo in realtà da metà Ottobre, sprofonda invece al decimo posto in classifica, distante 19 punti dalla vetta e 10 dal quel quarto posto che ora più che mai diventa il vero obiettivo stagionale;

- Il primo tempo è scivolato via senza particolari sussulti, se si escludono un palo di Chukwuemeka su una ripartenza blues e un tiro di poco alto di Haaland a conclusione di uno smarcamento da enciclopedia del centravanti. Le due squadre, più che spinte dalla volontà di uscire dal momento no, sembravano terrorizzate dal doverci per qualche motivo rimanere. Sono i dettagli tattici, per gli amanti del genere, ad aver offerto il vero intrattenimento. Il City, quando ha la palla, è schierato 3-2-4-1, con Bernardo e Rodri davanti alla difesa e Joao Cancelo alto a destra. Potter, dopo 5 comprensibili minuti di smarrimento, ha risposto con l'accentramento di Ziyech in fase di non possesso, quasi da mezz'ala, con il risultato che la parte centrale del terreno di gioco, quando il City sviluppava l'azione, risultava più trafficata della M25 di Londra nell'ora di punta. Una sfida a scacchi, tra due maestri. Non era lo spettacolo che ci aspettavamo, probabilmente. Ma, dobbiamo ammetterlo, un pochino abbiamo goduto lo stesso;

- Il punto debole del Chelsea è il lato sinistro, e Guardiola manco a dirlo sembra averlo capito molto bene. Dopo la pausa il City rientra con Lewis e Akanji, con il chiaro intento di isolare Bernardo nell'1vs1 con Cucurella. Dopo neanche un quarto d'ora l'allenatore catalano rinforza la dose inserendo Mahrez, e contemporaneamente Grealish dall'altra parte in sostituzione di uno spento Foden. Saranno proprio questi due a confezionare lo splendido gol dei blues di Manchester, con il tocco dell'algerino arrivato al culmine di un'azione partita 80 metri indietro dai piedi di Stones e passata poi anche dai tocchi delicati di Gundogan e De Bruyne. Volevamo lo spettacolo vero, il più puro. Ora non ci possiamo davvero lamentare;

- Il Chelsea è una squadra in preda ad una grande confusione generale. Confusione tattica, in primis, dovuta a scelte estive di mercato poco comprensibili, e che neanche l'arrivo di Potter ormai 4 mesi fa ha contribuito a risolvere. L'allenatore inglese aveva spiegato di quanto la sosta gli sarebbe servita per costruire finalmente un Chelsea simile a quello che aveva in testa. Se il risultato è quanto visto a Nottingham e stasera, beh allora il tempo è stato usato male. Dopo il gol del City, neanche a metà ripresa, l'ex Brighton ha scelto di usare gli ultimi 3 cambi a disposizione tutti insieme. Fuori Ziyech, Aubameyang e Cucurella, per distacco i peggiori in campo, i primi due anche con l'aggravante di un'atteggiamento irritante, e dentro una banda di ragazzini. Un segnale che forse la pazienza è arrivata alla fine, sicuramente un gesto che dalle parti di Stamford Bridge dovranno analizzare nel dettaglio;

- Non è sicuramente il miglior Manchester City dell'era Guardiola, neanche lontanamente. Una squadra che a volte sembra scervellarsi troppo sul da farsi, cercando soluzioni forse un po' troppo inutilmente complicate quando si ha così tanto talento a disposizione. De Bruyne è tornato più o meno nella stessa versione - bruttina - che avevamo visto al Mondiale. Foden sembra meno coinvolto in fase di possesso e la sua fiducia generale sembra risentirne. Rodri deve ancora alzare il livello per raggiungere i picchi clamorosi della passata stagione. Nonostante ciò, la squadra di Guardiola è ancora li, pronta per vivere una seconda parte di stagione quanto più memorabile possibile. Tra tre giorni torna la Fa Cup, ancora contro il Chelsea, questa volta ad Etihad, e il City ripartirà alla caccia di quel trofeo che in bacheca manca ormai da 4 anni.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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