
Top e Flop della 18ª giornata di Premier League
Il meglio e il peggio dell'ultimo turno del campionato inglese. E stasera già si ricomincia.
TOP
Emiliano Buendia
L'Aston Villa vola e il merito va attribuito in gran parte al lavoro di Unay Emery. Da quando l'allenatore spagnolo si è insediato al Villa Park, infatti, i Villans hanno collezionato 3 vittorie in 4 partite, con scalpi importanti come quelli di United e Tottenham.
Proprio la sfida contro gli Spurs ha visto finalmente protagonista Emiliano Buendia, autore del suo primo gol stagionale, quello dello 0-1. Arrivato nell'estate 2021 dal Norwich per l'importante cifra di 38 milioni di sterline, l'argentino ha faticato non poco nei suoi primi 18 mesi a Birmingham. L'arrivo di Emery sembra però averlo definitivamente sbloccato. L'ex tecnico di Arsenal e Villareal ha portato in dono quelle certezze tattiche che tanto erano mancate nella gestione Gerrard. L'Aston Villa oggi schiera un 4-4-2 molto simile nelle caratteristiche a quello impiegato nei suoi anni al Sottomarino Giallo. Un sistema dai reparti stretti, in cui tutti sanno cosa fare, magari non spettacolare, ma sicuramente molto efficace.
Anche a livello di scelte, Emery è apparso subito avere le idee chiare. Dentro Kamara, Young e appunto Buendia, finalmente al centro del progetto dopo tanti mesi di tira e molla. La trequarti dell'Aston Villa ha così un padrone nuovo, e l'alternanza continua con Coutinho, tipica del periodo di Gerrard, sembra definitivamente finita. A giovarne, oltre allo stesso argentino, sembra esserne tutta la squadra, che ora si ritrova in una comoda posizione di centro classifica da cui poter guardare con più fiducia alla seconda parte di stagione.
Per quanto riguarda Buendia, non deve essere stato facile in queste settimane essere il n.10 argentino di una squadra di Premier e non aver partecipato al Mondiale. L'orgoglio del ragazzo di Mar del Plata sarà stato sicuramente messo alla prova in modo importante, ma questo 2023 potrebbe essere un nuovo inizio per la sua carriera. Soprattutto con un tecnico che sembra davvero apprezzarlo sul serio.
Fulham
In piena lotta per le posizioni europee, il Fulham è forse la vera rivelazione del campionato insieme al Newcastle di Eddie Howe. I Cottagers, grazie alla vittoria contro il Southampton, si sono lasciati alle spalle anche il Brighton, e sembrano davvero voler correre per qualcosa di grande. Dopo aver dominato la Championship dello scorso anno, chiusa con 90 punti e 106 gol realizzati, il Fulham sta dimostrando di essere una squadra con idee chiare e molte individualità interessanti. Abbiamo già parlato qui di Joao Palhinha, probabilmente uno dei migliori mediani di tutta la Premier League, a segno per la rete del decisivo 2-1 proprio nella sfida contro i Saints. Ma a brillare, nel sistema perfetto di Marco Silva, sono davvero in tanti.
L'esplosione definitiva di Robinson, ad esempio, è stata senza dubbio un tassello che ha aiutato la crescita della squadra. Il classe '97 americano si è messo in mostra anche al Mondiale, e il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2024, sarà uno delle priorità del club per i prossimi mesi.
Mitrovic e Willian poi, nonostante qualcuno li avesse bollati come inadatti al livello altissimo della Premier League attuale, stanno invece dimostrando di poter essere ancora pedine molto importanti, anche per un club dalle ambizioni di medio-alta classifica come è oggi il Fulham. L'attaccante serbo, anche lui in vetrina in Qatar, sta vivendo un periodo fantastico sotto il profilo realizzativo. Nonostante il rigore sbagliato contro il Southampton, Mitrovic ha infatti segnato 53 gol in 58 match nell'ultimo anno e mezzo con la maglia del club londinese. Numeri da capogiro, che stanno aiutando il Fulham nella rincorsa verso il sogno europeo.
Martin Odegaard
La stella di Martin Odegaard continua senza sosta a brillare lungo tutti gli stadi d'Inghilterra. Dopo la magica prestazione nel derby contro il West Ham, anche all'Amex Stadium di Brighton il norvegese ha dato l'ennesima dimostrazione di classe e leadership. È proprio questo secondo aspetto che continua, ogni settimana di più, a lasciarci a bocca aperta. La capacità di essere la guida di un gruppo così importante è qualcosa che probabilmente solo Arteta e pochi altri avevano intravisto tra le doti del giovane Martin. In redazione è partita la disputa: a chi assomiglia di più? Forse proprio a quell'Ozil di cui, di fatto, nei Gunners ha preso il posto. O forse a David Silva, icona della Premier recente e altro sinistro che ha incantato l'Inghilterra per parecchi anni. Chi lo sa. Voi, se volete, aiutateci.
Nelle due partite dopo la sosta, Odegaard ha spostato leggermente il suo raggio d'azione in campo. Siamo stati abituati a vederlo quasi da mezz'ala destra, nella prima parte di stagione, a formare quel triangolo letale con Saka e White che tanto bene ha fatto per lo sviluppo offensivo dell'azione dei Gunners. Con Xhaka che agiva dall'altra parte, inserendosi spesso senza palla in area per dare supporto a Gabriel Jesus, il sistema dell'Arsenal era così un vero e proprio 4-3-3.
Contro West Ham e Brighton invece abbiamo visto il norvegese muoversi su tutto il fronte offensivo, senza dare punti di riferimento ai reparti avversari, pronto a mettersi in visione per ogni compagno in difficoltà. Quasi a voler ribadire, e torniamo ancora lì, il suo status di leader in un momento storico della stagione in cui l'infortunio di Gabriel Jesus avrebbe potuto creare problemi più seri. Quasi a voler trasmettere il messaggio che se le responsabilità aumentano, in una stagione così importante, non sarà di certo lui a tirarsi indietro.
Manchester United
Con la vittoria al Molineux e la contemporanea sconfitta del Tottenham, i Red Devils hanno fatto un altro piccolo passo verso l'ormai dichiarato obiettivo stagionale, quello cioè di tornare nell'Europa che conta, cercando di mettere quante più basi possibili per un futuro che dovrà tornare ad essere glorioso. Ten Hag però, dopo aver risolto brillantemente la questione Ronaldo, avrebbe ora bisogno di un altro tassello per completare il suo disegno. Una prima punta manca come l'aria, e si è visto anche l'altro giorno contro i Wolves. Se si attendevano risposte da Martial, infatti, sono arrivate quelle sbagliate. Il francese ha fallito l'ennesima occasione della carriera, e la dirigenza United dovrà assolutamente intervenire per trovare la soluzione più adeguata.
Se davanti i Red Devils continuano a faticare più del previsto però, salvati ancora una volta dalla classe di un ritrovato Marcus Rashford, è invece dal reparto difensivo che arrivano i migliori segnali per il tecnico olandese. Dopo il disastroso pomeriggio di Etihad infatti, quando De Gea dovette raccogliere 6 volte il pallone dalla propria porta, lo United ha concesso solamente 6 gol in 9 partite, di cui 3 tutti insieme nella sfortunata trasferta di Birmingham contro l'Aston Villa di Emery. Merito della ritrovata forma di Varane, tornato al centro del reparto dopo gli acciacchi di inizio stagione, e dell'inserimento in pianta stabile di Casemiro in formazione, che dopo il suo arrivo - derby contro il City compreso - ha dovuto faticare più del previsto per trovare posto nell'undici iniziale.
Prima della mini sosta per la Fa Cup i diavoli rossi ospiteranno ad Old Trafford il pericolante Bournemouth. L'occasione ideale per mettere un altro mattoncino nella costruzione di una stagione finalmente positiva.
Flop
Lucas Paquetà
Una prestazione deprimente, nella serata più importante, in cui avrebbe dovuto prendere per mano la squadra e tirarla fuori da una situazione che adesso si è fatta ulteriormente complicata. In Qatar avevamo visto un Paquetà diverso, forse non scintillante, ma sicuramente più coinvolto e presente, titolare di una delle formazioni favorite per la vittoria finale. Moyes l'altra sera ha provato a metterlo lì, nel ruolo che ha ricoperto proprio nella Selecao, spostandolo un po' più indietro rispetto alla classica posizione di trequartista per affiancarlo a Declan Rice nel duo di centrocampo. Il risultato è stato deludente, a tratti addirittura dannoso. Da una sua palla persa è nato infatti il contropiede che ha portato il Brentford al raddoppio.
Nonostante tutto questo, nonostante in questa sua prima parte di stagione non abbia portato quel valore aggiunto che gli Irons si aspettavano, al momento della sua sostituzione è stato applaudito e sostenuto dai soliti fantastici tifosi Hammers. Un gesto splendido, che speriamo possa dare a Paquetà quel fuoco che finora gli è sicuramente mancato.

Tottenham
Il giochino di Antonio Conte sembra essersi rotto. Il Tottenham che abbiamo ammirato nella prima parte di stagione, la squadra tutta cuore e carattere capace di superare ogni difficoltà, spinta anche dai suoi campioni, oggi non sembra esistere più. Se anche Lloris alza bandiera bianca - imperdonabile il suo errore sullo 0-1 di Buendia - allora le cose si fanno molto complicate. La sconfitta contro l'Aston Villa ha fatto uscire gli Spurs dalla zona Champions per la prima volta in questa stagione.
L'assenza di Bentancur e Kulusevski, già essenziali nel sistema Spurs dopo neanche un anno dal loro arrivo, unita alla poca vena di Kane e Son - apparsi anche un po' giù fisicamente - è oggi un mix letale per le speranze dei bianchi di Londra. Se a tutto questo aggiungiamo le già note mancanze strutturali di una rosa assemblata troppo approssimativamente, ecco che il futuro del Tottenham appare tutt'altro che roseo.
Wout Faes
Faes è diventato il quarto giocatore nella storia della Premier League ad aver messo a referto 2 autogol nella stessa partita. Lo ha fatto l'altra sera, in 7 minuti, nella trasferta del suo leicester ad Anfield. 2 autogol decisivi, perché le Foxes avevano trovato in apertura il gol del vantaggio, e il Liverpool sembrava essere in una di quelle sere in cui non gli riescono neanche le cose più semplici. Il difensore belga, unico acquisto del desolante mercato estivo delle Volpi, già nella sfida contro il Newcastle aveva dimostrato di non essere tornato dal Qatar nelle giuste condizioni fisiche e mentali.
Le due prestazioni negative consecutive, sue e della squadra, hanno poi fatto ripiombare il Leicester nelle zone più basse della classifica, vanificando così la grande rimonta che la squadra di Rodgers aveva messo insieme prima della sosta. Urge recuperare Maddison, per evitare che la stagione viri verso una fine disastrosa. E urge che il riccioluto difensore belga torni ad essere quello ammirato prima del Mondiale.
Chelsea
Il successo contro il Bournemouth di pochi giorni fa ci aveva consegnato un Chelsea che sembrava finalmente aver ripreso la strada giusta.
Ieri sera, al City Ground, la squadra di Potter ha invece fatto registrare notevoli passi indietro. Il pareggio contro il Forest, vista l'urgenza dettata dalla classifica deficitaria, ha le sembianze di una sconfitta, e anche di quelle brutte. Il Chelsea del secondo tempo è stato il più brutto dei tanti, troppi brutti Chelsea di questa prima parte di stagione. Una squadra che dopo il vantaggio si è incomprensibilmente sciolta, arretrando il baricentro di venti metri, regalando agli avversari l'inattesa sensazione di poter riacciuffare il risultato.
Il Chelsea, ancora schiavo delle proprie gravi contraddizioni tattiche, è un cantiere dove i lavori sono molto lontani dall'essere terminati. All'orizzonte c'è la sfida contro il City, che potrebbe far sprofondare i Blues a -10 dal quarto posto. La strada per tornare grandi, dopo la gita a Nottingham, è tornata tremendamente in salita.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














