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, 31 Dicembre 2022

Considerazioni sparse sull’arrivo di Ronaldo all'Al-Nassr


Cristiano Ronaldo è diventato un imprenditore a tempo pieno.


- Due sorrisi dietro ai quali si cela un caso di portata mondiale, giunto con la semplicità e l'immediatezza di un tweet. Cristiano Ronaldo è ufficialmente un calciatore dell'Al-Nassr, squadra saudita che ieri, 30 dicembre 2022, alle ore 22.18, ha spazzato via tutti i dubbi con un'estemporanea fotografia condivisa sui social. "Abbiamo fatto la storia" è la prima frase che si legge nel messaggio. La notizia, bisogna dirlo, era nell'aria, ma è un classico esempio di "se non vedo non credo", una tipica chiacchiera metropolitana che si diffonde, guarda caso, a pochi giorni dall'inizio del mercato invernale;

- E non avevamo tutti i torti. Era tutto troppo assurdo per essere vero: la destinazione, lo stipendio, un personaggio come Ronaldo, abituato al ruolo di attore protagonista, che esce di scena in questo modo. Ogni pezzo del puzzle sembrava completamente fuori posto, e invece quella fotografia ha preso forma e significato, certificando oltre al trasferimento, la fine di un'era. Non solo perché se n'è andato uno dei giocatori più dominanti degli ultimi vent'anni e dell'intera storia del calcio, ma anche e soprattutto perché l'atleta più competitivo, il simbolo dell'etica del lavoro e della costruzione di sé, il carisma fatto persona, ha smesso di essere un calciatore, diventando un imprenditore a tempo pieno;

- E, come prevedibile, apriti cielo. La discussione ha invaso la sezione commenti di tutti i social sulla faccia della Terra. "Ha fatto bene o ha fatto male?" è l'interrogativo di tendenza. In questo articolo non troverete una risposta, perché di fatto non esiste. Tesi e antitesi sono ugualmente legittime e rappresentano due sguardi diametralmente opposti sul mondo del calcio e dello sport. Chi sostiene infatti che l'offerta fosse irrinunciabile non sbaglia, ma è allo stesso modo rispettabile una visione più romantica e forse, vista la direzione presa ultimamente, più ingenua. Si tratta di una dialettica che non trova la sua sintesi. Un dettaglio però deve far riflettere: Cristiano Ronaldo in Europa, non lo voleva più nessuno;

- L'Arabia Saudita è uno dei Paesi candidati ad ospitare la Coppa del Mondo del 2030, con Ronaldo a fare da testimonial. È una dovuta precisazione che rende chiara e nitida la scelta dell'Al Nassr. Non è importante infatti la singola squadra, quanto invece l'intero movimento arabo. L'acquisto di Ronaldo è il primo passo per costruire, nel senso più artificiale e superficiale del termine, una tradizione sportiva in una nazione che non l'ha mai avuta. Uno sfarzoso tappeto, di quelli tipici orientali, per aumentare la credibilità e nascondere la polvere in vista dell'assegnazione del 24° Mondiale. Più che un trasferimento, una campagna propagandistica;

- Nel caso dell'immagine del portoghese però, si tratta senza dubbio di cattiva pubblicità. Nello sport infatti un singolo evento, anche extra campo, può condizionare l'opinione pubblica su un'intera carriera. L'ultimo stimolo è quello che domina la nostra mente, mettendo in secondo piano quanto accaduto in precedenza. E se pensiamo che tredici giorni fa Leo Messi alzava al cielo la prima Coppa del Mondo della sua carriera, il confronto è impietoso. Cristiano Ronaldo rischia di vedere messo da parte (e non cancellato) tutto il bello che ci ha regalato in questi anni. Dietro a quei sorrisi, a quel nome e quel numero sette stampati sul retro della divisa, c'è uno sfondo di assoluta tristezza. Un magone che riempie la fotografia e svuota i cuori dei tifosi, da poco orfani del proprio campione.

  • Classe 2003. Ama i talenti inespressi e i giocatori ipertecnici. Ora studia Comunicazione e Società.

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