
Considerazioni sparse sul Mondiale per Club di Volley Femminile
Il volley italiano si conferma sul tetto del mondo: dopo Perugia al maschile, anche Conegliano trionfa nel Mondiale per Club femminile!
- La Prosecco Doc Conegliano sale per la seconda volta sul tetto del mondo, aggiudicandosi il Mondiale per Club dopo aver sconfitto in finale le eterne rivali del Vakifbank Istanbul. Le “pantere”, dopo le coraggiose scelte di mercato (su tutte il privarsi di Paola Egonu, passata proprio tra le fila delle competitor turche), erano partite non con tutti i favori del pronostico: la formula della manifestazione, disputatasi ad Antalya, le metteva di fronte all’altra quotatissima turca, l’Eczaczibasi della campionessa Boskovic, alle brasiliane Gerdau Minas e Dentil Praia ed alle kazake del Kuanysh (campioni d’Asia). In un trofeo che ha decretato la superiorità del volley europeo (con le extra-europee tutte fuori dal podio), le ragazze di Daniele Santarelli hanno sbaragliato tutte le avversarie ed hanno riportato il trofeo (già vinto nel 2019) tra le colline del Prosecco, vincendo in finale quello che oramai è un "clasico" contro le eterne rivali mondiali del Vakifbank, detentore del titolo;
- La finalissima contro le rivali turche guidate da Giovanni Guidetti, forti del fattore campo dell’Antalya Arena gremita da ben 33mila persone, è stata una delle più belle partite di volley femminile mai viste nella storia: per qualità messe in campo, per agonismo, per spirito difensivo, per la classe assoluta di chi giocava. Il 3-1 con cui l’Imoco ha vinto la contesa ha sorpreso per autorità e per coralità: qualche segnale si era visto già nel gironcino, dove le pantere avevano sottomesso una big come l’Eczaczibasi, ma giocarsi una finale, con un’organico praticamente rivoluzionato, in questo modo era oltre le più rosee previsioni. Bravissimo Daniele Santarelli, che centra un record spaventoso: da allenatore ha fatto il bis mondiale in pochi mesi, vincendolo con le nazionali alla guida della Serbia, ed ora con il club: uno spoiler di una carriera luminosissima, dal momento che il tecnico ha solo 41 anni;
- La Prosecco Doc Conegliano, dopo aver fatto incetta di titoli negli ultimi anni (5 scudetti, 1 Champions League, 1 Mondiale per Club, 4 Coppa Italia, 6 Supercoppe italiane), si era indirizzata verso un ricambio generazionale del suo gruppo storico e vincente. Salutate le campionesse simbolo di tante vittorie, su tutte Paola Egonu, ma anche Miriam Sylla e Raphaela Folie, in gialloblù sono arrivate atlete con minore appeal all’apparenza, ma che si stanno rivelando altrettanto redditizie in termini di rendimento, quali Bella Haak, Kelsey Robinson e Marina Lubian. Addirittura, al momento le “pantere” oggi stanno facendo meglio del gruppo precedente, che nella passata stagione non era riuscito a conquistare questo ambitissimo titolo, forti anche della permanenza di alcune colonne portanti quali De Gennaro, Wolosz, Plummer. Nello sport i cicli finiscono, ma solo i club intelligenti capiscono quale sia il momento esatto per attivare le porte girevoli, forti di una struttura così solida dietro che permette tale cambiamento: spesso è proprio questo timing riorganizzativo a far la differenza, e la dirigenza di Conegliano è stata, ancora una volta, maestra nel coglierlo;
- Ancora una volta, al centro della scena c’è Paola Egonu, che era l’icona perfetta di questa finale: la campionessa di Cittadella infatti aveva giocato per Conegliano fino alla scorsa stagione, ed ora, in uno scambio di opposti estivo, era tra le fila del Vakifbank, l’altra finalista. Dopo la delusione mondiale, ne arriva una seconda per l’azzurra: nella finale perde la battaglia individuale con Haak e non riesce mai ad incidere quanto ci si aspetterebbe da un’atleta del suo calibro, pur circondata da altre atlete di massimo livello (su tutte la brasiliana Gabi). Nel mondo del volley, Egonu è il personaggio più rinomato e la sua hype porta sempre ad una radicalizzazione delle posizioni nei suoi confronti: se da una parte è vero che nelle ultime due manifestazioni importanti le squadre in cui militava hanno perso, dall’altra non si può tacere come molti dei successi di Conegliano abbiano la sua firma in calce. Proprio il giorno della finale, Paola spegneva solo 24 candeline: ha già un palmares incredibile, e proprio questa scelta coraggiosa di provare a vincere altrove potrebbe portarla a maturare e consacrarsi ulteriormente;
- Pochi giorni prima della vittoria di Conegliano, anche il mondiale per club maschile era andato ad una squadra italiana: la Sir Safety Perugia di Andrea Anastasi aveva infatti per la prima volta nella sua storia portato a casa il trofeo, sconfiggendo in finale un’altra italiana (l’Itas Trento). Per il volley italiano è il più classico dei magic moment: campione di tutto in estate con le nazionali, ora anche con i club si sta riaffermando come il migliore al mondo. Quando si è in vetta, la sola cosa da fare è non smettere di pensare alla base: il movimento è in salute (è il secondo sport per praticanti e pubblico, dopo il calcio), ed è uno dei pochi sostenibili per costi (una delle principali differenze con il rivale basket, invece in calo) e per valori (il più classico degli sport per famiglie, data la sua trasversalità di genere). L’augurio è che questi eccellenti risultati non siano solo un alloro di cui fregiarsi, ma la base per continuare a crescere dalle palestre di base sino ai titoli intercontinentali.
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