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Considerazioni sparse post Francia-Marocco (2-0)


La Francia mira alla doppietta mondiale.


- Dopo dei quarti vissuti sul confine tra sport e leggenda, le semifinali mondiali ristabiliscono le gerarchie e portano in fondo le due squadre più forti rimaste nella competizione, pur dentro due partite molto diverse. Dopo la mattanza a tinte sudamericane di ieri, oggi il Marocco ha provato ad assaltare il treno merci francesi in ogni modo. La Francia fa la solita Francia. Sonnecchia, si abbassa, si sveglia, si diverte e alla fine vince. Troppo più forte, con un giocatore in campo troppo più forte degli altri;

- A inizio Mondiale tutto sembrava apprecchiato per un flop della Francia, tra infortuni a pioggia, le solite indiscrezioni pruriginose dei giornali francese, la cabala del Mondiale successivo a quello vinto, tradizionalmente disastroso. La profondità del movimento francese ha invece consentito a Deschamps di costruire già da subito un nuovo ciclo già pronto e affamato, privo di totem come Pogba, Matuidi e Kantè e senza nessuna scoria del passato. La Francia si rinnova e cambia pelle, pur mantenendo il suo atteggiamento borghese inscalfibile e inconfondibile;

- Il Marocco dopo qualche minuto di assestamento successivo al gol a freddo di Theo, riesce a tratti anche a dominare la partita, chiudendo la Francia in un fazzoletto di pochi metri. Per un quarto d’ora la partita sembra un film western dove il Marocco cerca di sparare mentre la Francia si nasconde tra i cespugli; Mbappé allora inizia a fare la fisarmonica e spalanca il tempo e gli spazi, da solo. Un treno alta velocità in carne e ossa. La sua strabordanza atletica dilania alla lunga il Marocco, che prende un gol quasi casuale ma frutto della disperazione di avere a che fare con uno così;

- Ode al Marocco, una banda di spiritati. Una squadra cattiva, fisica, cinica, tatticamente impeccabile. Tutto profuma di culto, dalla pelata fumante di Amrabat, che ha seriamente rischiato di gambizzare Mbappè, alla barba scomposta di Boufal, personaggio da fumetto che sembra nato solo per polemizzare con tutti e per dribblare qualsiasi cosa. Oggi il Marocco ha pagato una sbavatura iniziale difensiva che ha tolto certezze all’impianto di squadra, presentata con un improbabile 343 per dare spazio al capitano Saiss. Una volta scrollate le paure di dosso e ripresentatosi a 4 in difesa, il Marocco ha dimostrato anche stasera di meritare questo palcoscenico. Ció che più stupisce è che i marocchini sono allenati da Regragui solo da agosto 2022. In quattro mesi, è stato costruito un miracolo;

- Certamente la tecnica prestata alla causa sporca di Griezmann merita una menzione (ma d’altronde quale giocatore degno di nome non fa una corsa in più in un Mondiale?), eppure bisogna dire che non abbiamo ricordi di un campionato del mondo che vede due giocatori così dominanti rispetto al resto. Messi e Mbappé sono i due uomini che hanno alzato l’asticella delle prestazioni e della memoria futura collettiva di un Mondiale straniante che non poteva peró finire con epilogo sportivo migliore. I due giocatori del mondo domenica si giocano il Mondiale, uno contro l’altro. Un bel regalo di Natale.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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