
Considerazioni sparse post Inghilterra-Francia (1-2)
La Francia ha la meglio dell'Inghilterra in una sfida di livello stellare. Southgate, stavolta praticamente perfetto, si arrende solo alla classe infinita di Olivier Giroud ed all'ennesimo inciampo di Harry Kane.
- Inghilterra-Francia rimarrà nella storia di questo Mondiale come una delle partite più intense e grandiose dell'intero torneo, la perfetta conclusione di una due giorni che difficilmente riusciremo a dimenticare. Ci eravamo commossi ammirando le gesta di Modric, deliziati di fronte al sinistro di Lionel Messi e stupiti, ma forse anche non troppo, per le pagine di storia che la nazionale marocchina ha dedicato al suo popolo festante. Stasera è stato invece il tempo dell'esaltazione, come capita solo quando ci si trova davanti interpretazioni di livello superiore. Perché così va definita, in primis, la prestazione di Olivier Giroud, che chissà cosa deve inventarsi ancora per farsi da noi tutti considerare come uno dei migliori attaccanti degli ultimi 20 anni, o quella di Lloris, che forse più di tutti i compagni incarna lo spirito patriottico e che ha trovato, nell'ennesima grande serata della sua carriera in nazionale, due parate che, alla fine dei conti, hanno voluto dire semifinale;
- Sarà il Marocco il prossimo ostacolo di Deschamps sulla strada del back to back Mondiale, riuscito quasi novant'anni fa solo a Vittorio Pozzo. Una squadra, quella transalpina, riuscita ad alzare il livello delle sue performance proprio in occasione dell'impegno più arduo. Mai, in questo torneo, avevamo visto una Francia così lucida, attenta, anche cinica. La squadra di Deschamps è riuscita però ad esserlo nella sera più importante, con Dembelé e Griezmann fantastici per applicazione, Tchouameni e Rabiot che sembravano avere due cloni, per quanto spazio di campo riuscivano a coprire. Con Upamecano più di energia che di razionalità, Varane invece con la solita classe. E poi quei due, Giroud e Lloris appunto, con il bomber del Milan quasi in lacrime dopo l'ennesimo gol decisivo della sua storia. Forse il più importante, sicuramente il più romantico, a quell'età, in un'occasione così speciale;
- In realtà la Francia, soprattutto nella ripresa, ha dovuto soffrire, e parecchio. Merito di un'Inghilterra tenace, che più di tutto ha mostrato di avere bene in testa quello che doveva fare. Non è un mistero che Southgate abbia dato mandato alla sua Federazione di studiare i segreti che hanno portato i galletti a trionfare in Russia, quattro anni fa. Questa Francia lui la conosceva nei minimi dettagli, e in campo per larghi tratti si è visto. Il commissario tecnico inglese è pervaso da una vera e propria ossessione per le squadre vincenti. Sotto la sua lente d'ingrandimento sono infatti anche finite la Germania del 2014 e il Portogallo del 2016. Ma la sua Inghilterra, forse la migliore della sua gestione, anche più convincente di quella capace di battere la Germania nell'Europeo del 2021, una squadra vincente per ora non lo è;
- É stata una partita di dettagli. Quelli tattici, in primis, con gli inglesi che come detto hanno messo in mostra un piano ben definito, con Walker ed Henderson a prendersi cura di Mbappé - stasera stranamente solo normale - Rice splendido nelle seconde palle e nelle marcature preventive in fase di possesso, e la volontà di cercare Saka nell'uno contro uno con Theo. Un piano quasi perfetto, che solo le braccia corte di Pickford e il rigore calciato alle stelle da Harry Kane hanno fatto saltare per aria. Ah, il rigore. I rigori, per la precisione. Negli sguardi dell'attaccante inglese e di Lloris c'è tutta la maestosità - e la crudeltà - di questo sport. Due ragazzi dall'incredibile talento, due leader di una stessa squadra, gli Spurs, che nei loro anni insieme hanno dovuto affrontare cadute, purtroppo tante, da cui solo loro sanno come hanno fatto a rialzarsi. Il destino stavolta li ha messi contro, uno di fronte all'altro. E ancora una volta è stato il francese a prendere il volo;
- La cosa che fa più impressione guardando la Francia sono i margini di miglioramento infiniti che si riescono a notare. Questi ragazzi hanno tutto per dominare ancora un paio di Mondiali. Dembelé, che oggi grazie al lavoro di Koeman, Xavi e Deschamps è un giocatore diverso a quello di un paio di anni fa, potrà diventare ancora più efficace, più serio in certe situazioni offensive. Tchouameni è sulla strada per ripercorrere le gesta di chi lo ha preceduto a Madrid, quel Casemiro che tanto ricorda in molti aspetti del suo gioco, bolide da fuori area compreso. Mbappé fin quando le gambe gireranno così non avrà rivali, almeno in questa galassia. La Francia oggi è il presente, la favorita tecnica di questo Mondiale privo ormai di qualsiasi certezza. La Francia è stata il passato, dal momento che buona parte di questo gruppo è stato l'ossatura di quello che ha alzato la coppa in Russia. Ma la Francia è, forse sopratutto, il futuro più luminoso di questo nostro fantastico e spietato sport.
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