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, , 28 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Portogallo-Uruguay (2-0)


Il Portogallo batte l'Uruguay dopo una partita a due facce: primo tempo dominato dai lusitani e secondo dagli uomini di Alonso, che ora dovranno necessariamente battere il Ghana per qualificarsi.


- Le scelte di Alonso. Il CT dell'Uruguay decide di presentarsi con una difesa a tre, inusuale nel suo percorso in nazionale, e cambia ben quattro uomini rispetto alla partita contro la Corea. Entrambe queste scelte però non convincono a pieno; con la difesa a tre La Celeste perde gli ottimi tempi di pressing che la contraddistinguono e imposta una difesa a blocchi bassa; per quanto riguarda gli uomini non si capisce perché Alonso non abbia dato più minuti a De Arrascaeta, ottimo quando è entrato, e perché si ostini a far giocare Vecino. Il centrocampista della Lazio in entrambe le partite è sembrato troppo passivo e spaesato in un centrocampo che ha bisogno di ritmo per ingranare. E' vero che Torreira rischia di assomigliare troppo a Bentancur e quindi schierarli insieme può essere un rischio, ma l'ex Fiorentina non è l'unica scelta, in panchina ci sono elementi come De La Cruz che possono portare la giusta dose di dinamismo in quella zona di campo;

- Come si segna senza punte? La stessa domanda che si è fatto sicuramente Diego Alonso che le ha provate tutte per rendere la squadra più offensiva e che ha trovato un accenno di risposta solo in Maxi Gomez e Darwin Nuñez. I due grandi assenti-presenti sono ovviamente Cavani e Suarez. In questo caso però le colpe di Alonso sono davvero minime in quanto entrambi sono arrivati a questo mondiale in uno stato di forma quantomeno discutibile: Cavani ha fatto la preparazione da solo per poi unirsi al Valencia e Suarez ha deciso di tornare al Nacional e i risultati si vedono. Possibile che nessuno lo avesse avvisato che il campionato uruguayo non è abbastanza allenante per un mondiale?;

- L'importanza di Bentancur. L'ex Juve è stato indiscutibilmente il migliore in campo giocando una partita da mille sfumature. Ammonito al sesto minuto ha dovuto abbassare un po' l'aggressività per riconquistare la benevolenza dell'arbitro ma poi dal trentesimo in poi è salito in cattedra e ha spadroneggiato a centrocampo mettendo insieme un recupero dopo l'altro. Nell'azione che lo ha portato davanti a Diogo Costa è sembrato cambiare il suo stato in liquido per sgusciare tra i difensori portoghesi. Ha fatto una partita di ordine e fantasia che purtroppo passerà sotto traccia per il risultato ma a centrocampo è stato l'unico degno di una sufficienza, colpa anche di un Valverde evanescente. Se l'Uruguay vuole riaprire un ciclo un punto fermo deve essere Bentancur;

- Per me è una goduria che un giocatore che ho visto giocare a Beach Soccer a Novarello possa dominare in un campionato del mondo. Sto ovviamente parlando di Bruno Fernandes che è sui miei radar sin da quando lo vidi giocare nel Novara neo-retrocesso in Serie B ormai dieci anni fa. Che dire dell'evoluzione di questo giocatore? Un calciatore che ha imparato a svariare per tutto il fronte d'attacco adattando sempre il suo gioco alla posizione ricoperta: quando è in mezzo prova spesso l'imbucata, sulla fascia cerca la combinazione con il terzino oppure il cross (primo gol) e spesso prova la percussione solitaria in dribbling (rigore - inventato - procurato). Un giocatore duttile, divertente e pragmatico, che gioca sempre per divertire, divertirsi ma anche con lo scopo di coniugare utilità e bellezza;

- Un rigore da fantascienza. Il VAR e gli arbitri tornano ad essere protagonisti al mondiale questa volta sfavorendo l'Uruguay, che si vede assegnato un rigore senza logica contro José Maria Gimenez. Il centrale dell'Atletico non fa altro che attutire la caduta a seguito di un contrasto con la mano ma per l'arbitro iraniano questo è sufficiente per assegnare il rigore. Questa decisione potrebbe sembrare ininfluente visto che è arrivata al novantesimo, ma in un torneo corto come il mondiale pesa enormemente sulla differenza reti.

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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