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, , 27 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Croazia-Canada (4-1)


Il Canada dura il tempo di una candela nel vento.

- Pronti via ed è subito gol del Canada con Alphonso Davies, simbolo di questo Canada multietnico che da oggi diviene ancor più una leggenda del suo Paese, avendo realizzato il primo gol canadese nella storia dei campionati del mondo; per la Croazia sembra stia per profilarsi una specie di incubo, dopo la caduta del Belgio di poche ore prima, ma in realtà è solo un'illusione;

- La Croazia infatti ci mette poco a stabilire il suo impero sul terreno di gioco: a calcio, si è soliti sentire, vince il centrocampo, e quello della Croazia non ha forse rivali a livello mondiale, in termini di qualità di palleggio. D'altronde parliamo di gente che gioca in tre delle squadre più blasonate d'Europa, che speranze potevano avere i poveri Eustaquio ed Hutchinson?;

- Una volta conquistato il cuore del campo, tutto ciò che è successo dopo, ovvero i quattro gol con cui i croati hanno fatto loro la partita, è solo una logica conseguenza: i due gol a fine primo tempo di Kramaric e Livaja sembrano due ceffoni in pieno volto di Bud Spencer, con i poveri calciatori canadesi lasciati tramortiti e intontiti, incapaci di una vera e propria reazione che non arriva neppure nel secondo tempo, quando una Croazia che pure rallenta i ritmi riesce comunque a trovare altre due volte la via della rete. Il gol di Majer nel finale in particolare certifica la resa incondizionata della pur volenterosa squadra nordamericana;

- Il Canada che dunque è la seconda squadra ad essere ufficialmente eliminata dal Mondiale, dopo il Qatar padrone di casa: un vero peccato perché la rosa di Herdman non è affatto male, ma pecca troppo in esperienza internazionale (eccetto Davies, David ed Eustaquio nessuno dei canadesi gioca ad altissimi livelli) ed un reparto, quello difensivo, decisamente non all'altezza della situazione. Non tutto il male viene però per nuocere: l'esperienza qatariota ha certamente arricchito il bagaglio di una nazionale giovane con individualità interessantissime (a proposito: tenete d'occhio Buchanan del Bruges...);

- La vittoria croata scaccia momentaneamente i fantasmi dell'eliminazione, che non sono però del tutto diradati: il trionfo del Marocco infatti complica il cammino delle due europee, che con ogni probabilità nell'ultima gara del girone spareggeranno per un posto agli ottavi di finale. Da questo girone, potrebbe arrivare la prima grande sorpresa del campionato. La Croazia, da far suo, lancia il suo grande segnale già oggi: con questa qualità in mezzo al campo, darà filo da torcere a chiunque.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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