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, , 26 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Francia-Danimarca (2-1)


Il TGV Mbappé vanifica il pareggio gasperiniano della Danimarca: la Francia vince e uscirà dal gruppo D in vetta.


- Sin dai primi istanti si ha la sensazione di vedere nella Francia di Qatar 2022 una franchigia NBA durante una partita di regular season. Non ha l'interesse né la necessità di mantenere i ritmi altissimi, dato che il talento fisico e tecnico è da primi della classe: sul sottile filo tra la supponenza, l'arroganza, la superficialità e la debordanza, non appena i Bleus schiacciano l'acceleratore provocano terrore e paura. Quando hai campioni del calibro di Mbappé non c'è altro da fare... Che il pericolo maggiore per la rosa di Deschamps sia quello di gigioneggiare troppo, di specchiarsi come Narciso e lodarsi per la propria bellezza calcistica è risaputo: da qui in avanti, a maggior ragione nella fase a eliminazione diretta, sarà compito dell'ex capitano juventino scalare le marce e azionare gli infiniti cavalli a disposizione nel momento e per la durata ideali;

- La Danimarca, rispettando la tradizione recente, si conferma una selezione che si accoppia bene alle caratteristiche tattiche della Francia. Gli scandinavi sono una formazione abbastanza forte e consapevole della propria solidità per mettere in secondo piano, per una volta, la fantasia e l'estro in favore dell'abnegazione e il sacrificio. Le distanze e i movimenti tra i reparti sono oliati alla perfezione, impedendo ai galletti di straripare ed esondare tra le maglie bianche del terzetto centrale difensivo. In poche parole, anche alla Danimarca è quasi riuscito ciò che la Serbia era andata vicina a fare col Brasile;

- Data per assodata l'eccellenza dei singoli francesi, vale la pena sottolineare alcuni nomi che, rispetto ai compagni, portano in sede di presentazione qualche punto di domanda in più. Upamecano, portato spesso fuori posizione dai movimenti della trequarti danese, è fondamentale nel recuperare tempi e spazi per non creare scompensi alle spalle di Theo; il Duca Rabiot, nonostante la mollezza sul colpo di testa del centrale del Barcellona, è un giocatore in contract year (per rimanere in tema cestistico), si è iniziato a vederlo in maglia Juve e Qatar 2022 è la vetrina migliore per esporre i gioielli della casa; Dembelé compie un sottovalutatissimo lavoro in fase di copertura nel limitare l'atletismo di Maehle, senza per questo limitare la pericolosità nell'1vs1 nella metà campo avversaria. Ci sarebbero anche Griezmann e Mbappé, ma ci sembra superfluo dilungarci oltre;

- L'autista del carro italiano di Jesper Grænge Lindstrøm è già pronto da diverso tempo, e non è nostra intenzione rubargli il posto. Non possiamo far altro che godere della sua luccicanza: gli avversari non gli consentono di brillare come ha già mostrato di saper fare con l'Eintracht, ma i lampi sono abbacinanti. Il quadrilatero centrale costituito dal trequartista del Frankfurt, Højbjerg, Eriksen e Damsgaard cerca insistentemente di muovere il blocco difensivo francese: l'intenzione è la migliore, l'esecuzione non sempre riesce, più per meriti avversari che altro. Difficile capire perché il titolare fosse Cornelius: nonostante ciò, Hjulmand dimostra per l'ennesima volta di essere un allenatore estremamente preparato;

- Ogni ufficialità è rimandata all'ultima giornata del gruppo D: la Danimarca rimpiange il pareggio nell'esordio con la Tunisia: battere l'Australia non è impresa improba, ma avere l'obbligo di farlo rappresenta un carico psicologico al quale Hjulmand, nonostante l'ottima prestazione con una delle favorite di Qatar 2022, avrebbe rinunciato volentieri. La Francia evita qualsiasi spauracchio nell'ultimo turno con la Tunisia, fungendo da inatteso ago della bilancia per le speranze di qualificazione del resto del gruppo.

  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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