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, , 25 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Inghilterra-Stati Uniti (0-0)


Gli Stati Uniti impressionano e gli inglesi si ridimensionano.


- All'Al Bayt Stadium va in scena uno scontro generazionale. Non tanto per l'età dei giocatori in campo, quanto invece per la diversa tradizione calcistica radicata nei due paesi. Da una parte infatti, ci sono quelli che il calcio lo hanno inventato ed elevato a sport più famoso del mondo, gli inglesi. Dall'altra invece un paese che sembra aver conosciuto il gioco solo poco tempo fa, e che piano piano, passo dopo passo, lo sta sviluppando come forma di puro intrattenimento, in netta contrapposizione con lo storico romanticismo inglese. E' una sfida tra due movimenti completamente perpendicolari, che si scontrano perfettamente, e termina con un pari;

- Il più pericoloso in campo è senza dubbio Christian Pulisic. Statunitense, ma in forza al Chelsea, in Premier League. Nei blues è in palese difficoltà e il match di oggi contro l'Inghilterra rappresenta per lui un'occasione di rivalsa. Scende in campo più motivato degli altri; si carica la squadra sulle spalle e coinvolge il pubblico americano ad ogni occasione buona. La partita porta con sé una forte componente agonistica e nonostante il risultato sia rimasto bloccato fino alla fine, non ci siamo di certo annoiati. Primo quarto d'ora favorevole ai britannici, poi Stati Uniti, passando per un ping-pong continuo dove le fiammate dei singoli hanno catturato la nostra attenzione, fino ad arrivare di nuovo al dominio statunitense. Non è una di quelle montagne russe da cui esci sottosopra. E' una giostra più tranquilla, ma comunque divertente;

- Gli uomini di Southgate hanno fatto fatica. Hanno trovato davanti a sé una squadra compatta che difende con tutti gli undici dietro la linea del pallone, e poi riparte in transizione fulminea. Non ha brillato il frontman Harry Kane, a cui il c.t. non ha comunque rinunciato nonostante l'indisposizione fisica. Il centrocampo inglese è stato completamente sopraffatto dal trio Musah-Adams-Mckennie e i terzini non sono riusciti ad imprimere la spinta necessaria. Una delle poche note liete per Southgate è la prestazione intraprendente di Bukayo Saka e dei due difensori centrali, in particolare di Maguire, che ha eretto un muro davanti a Pickford. Se pensiamo alla prestazione vista all'esordio contro l'Iran, i tre leoni hanno decisamente deluso le nostre aspettative. Un piccolo ridimensionamento può fare bene;

- Ma ora parliamo di Tyler Adams. Il centrocampista classe '99 ha completamente rubato la scena ai compagni con una prova titanica, nonostante il suo modesto metro e settantacinque. Il capitano degli Stati Uniti c'è stato sempre, dall'inizio alla fine, in attacco e in difesa, in recupero e in impostazione. Una prova "all'inglese" di un centrocampista "all'inglese", che infatti gioca in Inghilterra, al Leeds. Ma non è stato il solo; la squadra di Berhalter ha giocato senza paura, sfruttando i suoi giocatori di talento e lo status costante di underdog, che le permette di concentrarsi solo e unicamente sul piano partita, senza pensare ad altro. Anche qui se vogliamo c'è una delusione. Timothy Weah, sotto i riflettori per il bellissimo gol contro il Galles e ovviamente per il cognome che porta, oggi è risultato piuttosto timido e non è riuscito a incidere. Bella prova, nonostante il fastidio, anche per quanto riguarda Weston Mckennie, che ha raggiunto Alex Sandro per la serie "I bianconeri resuscitati al mondiale";

- Nel girone B tutte le squadre sono racchiuse in soli tre punti. Per l'Inghilterra sarà decisivo il derby contro il Galles, che è nella condizione in cui deve obbligatoriamente vincere per sperare in un passaggio del turno. Dall'altra parte si giocherà la sfida tra Iran e Stati Uniti, rispettivamente a tre e due punti. Una sfida che porta con sé più di qualche trascorso politico. D'altronde il mondiale è questo, una competizione in cui domina il nazionalismo. E la politica c'è sempre, nascosta dalle gesta dei campioni, ma comunque lì, sullo sfondo.

  • Classe 2003. Ama i talenti inespressi e i giocatori ipertecnici. Ora studia Comunicazione e Società.

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