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3 min

- di Matteo Tencaioli

Mondiale 2022: guida al Portogallo


Come al solito, il Portogallo arriva al Mondiale con le stesse probabilità di trionfare e di fallire.


Le condotte criminali intorno al mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


C'era una volta il Portogallo di Cristiano Ronaldo, squadra unica, guidata da un fuoriclasse capace di trasformare quella che per mezzo secolo era stata considerata una “nazionale qualitativa ma perdente” in un team capace di vincere consecutivamente l’Europeo (2016) e la neonata Nations League, alla sua prima edizione (2018-2019). I primi due trofei nella storia di una nazionale che, fino a quel momento, aveva raccolto solo un terzo posto ai mondiali del 1966, alla prima partecipazione al Campionato del Mondo.

Gli anni, però, passano per tutti. Anche per sua maestà CR7, che negli ultimi due anni sta affrontando un declino tanto nelle prestazioni quanto nell'immagine. Nel momento più difficile per il suo fuoriclasse, che resta comunque capitano e faro della nazionale, il movimento calcistico portoghese è riuscito a produrre un gruppo di giovani formidabili, pronti a prendersi carico del difficile compito di tenere alta la competitività del Portogallo. A partire da Rafa Leao, un talento unico che in Italia abbiamo visto crescere e affermarsi con la maglia del Milan.

La rosa

Portogallo

Vista l'abbondanza di talento da cui può attingere la nazionale lusitana, il CT Fernando Santos - in carica da settembre 2014, per longevità secondo solo a Deschamps a questo Mondiale - ha pre-convocato ben 55 calciatori, prima di scegliere i 26 definitivi. Alla fine l'esclusione più vistosa è quella di Diogo Jota, che non ha recuperato dall'infortunio al polpaccio subìto a metà ottobre.

Negli ultimi tempi il CT ha alternato il 4-2-3-1 e il 4-3-3, due moduli che mettono nelle condizioni migliori di esprimersi i due maggiori talenti della rosa: Leao e CR7. L'uno in rampa di lancio, l'altro probabilmente alla sua ultima grande competizione con la Seleção das Quinas.

In porta resta il ballottaggio tra Diogo Costa del Porto e Rui Patricio della Roma, con il primo che pare aver preso recentemente il sopravvento nelle gerarchie del selezionatore. Anche nel resto del campo ci sono ancora alcune posizioni aperte, accanto ad altre invece sicure e sigillate: João Cancelo terzino destro, Ruben Dias difensore centrale, Bruno Fernandes sulla trequarti, a danzare tra le linee e fare da collante tra i reparti.

A centrocampo sembra favorita la coppia formata da William Carvalho e Ruben Neves, mentre in attacco, insieme a Rafa Leao e Cristiano Ronaldo, la casella di ala destra dovrebbe essere occupata da Otavio, esterno del Porto, oppure Bernardo Silva del City, entrambi capaci di saltare l'uomo e creare superiorità con la loro tecnica.

Il pronostico

Non è semplice capire cosa aspettarsi da questo Portogallo, estroso e pieno di qualità, ma anche tendente alla sregolatezza. Una squadra capace di travolgere di reti gli avversari e di farsi togliere la testa del girone di qualificazione dalla Serbia, nella partita decisiva e in casa, finendo per trovarsi invischiato nei play-off.

Al mondiale il Portogallo è stato sorteggiato nel gruppo H insieme a Uruguay, Ghana e Corea del Sud. Un girone sulla carta alla portata, ma da non sottovalutare vista la qualità che hanno la Corea e il Ghana, squadre che potrebbero dimostrarsi delle temibili outsider. Se il reparto offensivo del Portogallo riuscirà a rendere al massimo con la giusta continuità, e se la squadra terrà sotto controllo quel pizzico di squilibrio difensivo che ha mostrato a volte, il potenziale per arrivare fino in fondo c’è tutto. Siamo di fronte, insomma, all’atavico problema della nazionale portoghese: una squadra a cui spesso è mancato “un centesimo per fare l’Euro”, ma che sembra sempre poterlo trovare da un momento all'altro tra i cuscini del divano.


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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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