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3 min

- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Uruguay-Corea del Sud (0-0)


Questo Mondiale ci ha già regalato molte partite emozionanti. Uruguay-Corea del Sud però non è tra queste.


- Tra rimonte, goleade e risultati a sorpresa, questi primi giorni di Mondiale ci hanno già regalato molte partite divertenti da guardare. Questa, semplicemente, non è una di quelle: Uruguay-Corea del Sud scivola via in un sonnolento primo pomeriggio senza lasciare praticamente nulla ai coraggiosi che hanno deciso di guardarla interamente. Un paio di legni estemporanei della squadra di Alonso sono il sussulto più grande di una partita che, altrimenti, avrebbe tra i principali highlights i telecronisti Rai che tentano di contare il numero di Kim, Son e Lee presenti nella formazione coreana. Finisce 0-0, e difficilmente sarebbe potuta finire con un risultato diverso;

- "Partita tattica" o "gara equilibrata" sono tra i giri di parole più gettonati tra quelli bravi per evitare di dire che un incontro è stato semplicemente brutto. I temi in campo sono abbastanza chiari: la Celeste ha un po' più di qualità, ma è una squadra lenta e compassata, che fatica a trovare il cambio di marcia per rompere un sonnolento equilibrio, mentre la Corea la mette sul piano del ritmo, provando a fare la differenza con la corsa, soprattutto sugli esterni. Il pallino del gioco viene alternativamente rimbalzato tra le due formazioni, come se entrambe si rifiutassero di fare la partita, e il risultato è che quando prova la Corea mancano qualità e idee, quando ci prova l'Uruguay mancano intensità e fantasia. E le due squadre finiscono per guardarsi allo specchio senza dire nulla;

- Celeste nostalgia è un successo di Riccardo Cocciante datato 1982, ma sembra anche il perfetto slogan per descrivere la rosa dell'Uruguay, una squadra che sembra il reboot di se stessa da qualche anno a questa parte. Vedere ancora in campo elementi come Diego Godin, Martin Caceres, Luis Suarez, il subentrante Cavani fa assomigliare la formazione della Celeste ad un qualunque undici schierato da Tabarez nell'ultimo decennio. L'impressione è che all'Uruguay manchi in effetti un po' di freschezza praticamente in ogni reparto per poter rappresentare ancora quella minaccia che era per tutti fino a qualche anno fa;

-La Corea del Sud ottiene tutto sommato quello che vuole, con un punto che mantiene questo girone equilibrato come prometteva di essere. La nazionale di Paulo Bento sembra abbastanza consapevole dei suoi limiti, quando ha la palla non sa troppo bene cosa farsene e per questo tenta di tenerla il meno possibile, affidandosi per lo più alle rapide ripartenze delle coppie di esterni sulle fasce. Naturalmente le sorti di questa squadra passano da Son, la stella del Tottenham che in questa occasione non riesce del tutto a caricarsi sulle spalle il peso intero della sua squadra. Fondamentale anche la linea difensiva guidata dal napoletano Kim, che respinge con sicurezza il gran numero di lanci lunghi tentati da un Uruguay piatto;

- Ma c'è qualcuno a risaltare in una gara così anonima? In negativo molti: per l'Uruguay gli esterni del 3-5-2, Pellistri e Oliveira, sono decisamente insufficienti, deludente il primo in fase offensiva, in affanno il secondo contro le sgasate dei coreani. Piatta la mediana Vecino-Bentancur, che dà intensità ma poche variazioni, e riceve poco anche da Valverde. Bene Kim Min-Jae, come già detto, nella difesa coreana, roccioso come ha mostrato anche in questo avvio di stagione a Napoli. Buona prova tutto sommato di Caceres, che contiene Son con mestiere, e di Darwin Nunez che, predicando un po' nel deserto, sembra l'unico a poter fare cambiare marcia ai suoi anche nelle prossime partite.

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Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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