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3 min

- di Antonio Mazzolli

Considerazioni sparse post Spagna-Costa Rica (7-0)


La Spagna sbriga la pratica in meno di mezz'ora e per il resto della partita diverte e si diverte, dilagando come se fosse un allenamento. Costa Rica che si prende lo scettro come squadra più sciagurata vista finora.


- La prima Spagna del mondiale si affida alla sorpresa creata da Luis Enrique, con scelte tecniche di ispirazione guardiolesca: Morata fuori dai titolari, Olmo e Asensio davanti, Rodri centrale di difesa e il trio azulgrana Busquets-Gavi-Pedri a centrocampo. Facile capire quale poteva essere l’idea del tecnico asturiano: scardinare l’organizzazione difensiva costaricana (unica arma alla vigilia per provare a sovvertire i pronostici) non dando punti di riferimento certi. Certo è, che con qualunque precetto tecnico o tattico, la Spagna avrebbe comunque dominato; l’impressione che dà per l'intero match il Costa Rica è quella di una retroguardia tutt’altro che capace di far fronte alle folate della roja. I dubbi sono leciti: quanti i meriti della Spagna e quanti i demeriti del Costa Rica? La nazionale centroamericana è parsa fin qui la più scarsa vista al mondiale, assieme al disgraziato Qatar, ma la Spagna viaggia a livelli inaspettati;

- Ciò che impressiona è la strabordante maestria tecnica degli iberici, in tutti i suoi uomini. Anche se in un clima da amichevole, visto lo scarto evidente di oggi, occorre parlare dei punti forti della selezione di Luis Enrique. Colui che ruba principalmente l’occhio è Gavi, ma è difficile stasera dare un merito a qualcuno in particolare. Ferran è il più dinamico, Asensio e Olmo i più efficaci, Busquets prende in mano fin da subito la situazione e Pedri gioca già come se abbia alle spalle anni di esperienza ad alti livelli. Terza rosa più giovane del Mondiale, ma l'idea è che che nel pensiero della roja e nella sua realizzazione si entri sia che si abbiano 18 o che si abbiano 30 anni, se meritevoli. E questo è uno degli aspetti più apprezzabili di Luis Enrique;

- Questa prima partita è un concentrato di tutti gli ingredienti che hanno fatto grande la Spagna negli anni: grande giro palla (orchestrato dal Professor Busquets), recupero feroce (aiutato da un’evidente mollezza costaricense), liberazione delle fasce esterne e creazione degli spazi centrali sulla trequarti. Ciò che cambia dal passato è che se prima c’era un po’ più di difficoltà nel andare dritti verso l’obiettivo, specchiandosi nella propria bellezza, la Spagna unisce adesso la bellezza all’efficacia, ottenendo una goleada che lancia un segnale a tutte le contender. Nel finale era evidente vedere come ad ogni azione potesse corrispondere una rete;

- Adesso, è vero che il Costa Rica partiva già svantaggiato fin dai sorteggi, e un’impresa stile 2014 era praticamente impossibile. E’ anche vero che una squadra che si è qualificata agli spareggi, non può essere uno spauracchio per nessuno in questo girone. La sensazione è che oggi per la nazionale centroamericana puntasse a incanalare la partita in dei binari che sono ben presto deragliati: una volta capito l’andazzo, si è mollato la presa ed è subentrata l’idea di giocarsi tutto nel prossimo match contro il Giappone: se non per la qualificazione, quantomeno per l’orgoglio;

- Vittoria che porta benefici che vanno al di là del risultato: nella ripresa il ct asturiano ha potuto sostituire i quattro blaugrana in campo su cinque (Ferran Torres, Pedri, Busquets e Jordi Alba), risparmiandogli mezz’ora di fatica (oggi poca) in un torneo che si gioca a ritmi serratissimi. Per la Spagna un grosso vantaggio presentarsi allo scontro contro la Germania in questa situazione di classifica: potrebbe prospettarsi un rimescolamento generale, o perché no, la prima eliminazione illustre di questa rassegna. Rimane da capire se, riuscendo a replicare questa proposta di gioco, la Spagna sarà vittima di sé stessa piacendosi troppo o riuscirà ad avere l’istinto del killer nelle partite che contano, o quelle con avversari più chiusi. Assieme alla Francia e all’Inghilterra, in sostanza, è la squadra che ha dato le migliori sensazioni, segnale che le europee non staranno a guardare tanto facilmente un successo sudamericano pronosticato prima di Qatar 2022.

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Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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