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4 min

- di Matteo Petrera

Mondiale 2022: guida all'Olanda


Dopo la clamorosa assenza a Russia 2018, gli Oranje si presentano in Qatar come una possibile outsider. A guidarli, sul campo e nella testa, c'è l'artefice del terzo posto nel 2014, Louis van Gaal.


Le condotte criminali intorno al mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


Nella storia del mondo ci sono personaggi che si ricordano più di altri. Lo stesso vale per gli eventi: alcuni sono fissi per sempre nella nostra memoria, altri li dobbiamo andare a cercare più in fondo, e a volte può non bastare, perché lo spazio dopo un po' finisce. Ci sono personaggi impressi nell'opinione pubblica che non moriranno mai; la verità in fondo è tutto ciò che noi crediamo sia vero. Siamo più inclini a ricordare coloro che hanno il proprio nome scritto sui libri di storia, magari di fianco a un evento particolarmente importante, di cui sono considerati gli artefici, piuttosto che "gli altri".

Lo stesso vale per il calcio. I nomi dei vincitori sono quelli che saltano subito all'occhio, ma "se la storia la facciamo raccontare solo a chi ha vinto, che storia è?", diceva il giornalista Giampaolo Pansa. Nel mondo del Pallone questa frase può essere tradotta e riassunta con una sola parola, con il nome di una nazione che ha rivoluzionato il modo di intendere il gioco: Olanda.

L'Olanda è l'unica nazionale ad essere arrivata tre volte in finale di un mondiale senza averlo mai vinto, eppure se oggi il calcio è questo, è perché loro, qualche decennio fa, lo hanno rivoluzionato. L'uomo copertina del cambiamento fu Johan Cruijff, il Profeta del Gol, il Pelè Bianco secondo Gianni Brera, giusto per darvi un'idea. Il Calcio Totale di Michels trovò in Cruijff l'interprete perfetto, come un artista che definisce un vero e proprio movimento culturale, che lo incarna tutto nella sua persona. Da lì tutto ha inizio, tutto si sviluppa e si evolve, per arrivare al presente, a Qatar 2022. Ogni quattro anni il calcio ha la possibilità di rendere giustizia ad un paese che per lui, per il calcio, ha dato tutto. Questo mondiale rappresenta una nuova occasione. Gli Oranje hanno l'opportunità di diventare, nei fatti, qualcosa che sotto sotto sono già da tempo, campioni.

La Rosa

Louis van Gaal ha a disposizione una rosa eterogenea, ricca di giocatori versatili, in grado di occupare più posizioni sul terreno di gioco. La difesa è forse il reparto dove gli olandesi convincono di più: lo compongono giocatori del calibro di van Dijk, de Ligt, de Vrij, Akè e il giovane classe '01 Jurrien Timber. Il CT opterà per un terzetto difensivo con il centrale del Liverpool a coordinare le operazioni. Gli altri quattro si giocheranno una maglia da titolare fino all'ultimo, con de Vrij che parte un po' più indietro nelle gerarchie.

In mezzo al campo piace molto a van Gaal il mediano dell'Atalanta Marten de Roon, che farà probabilmente coppia con il tecnico e fantasioso Steven Berghuis, centrocampista classe '91 dell'Ajax. Gli olandesi possono contare su due centrocampisti di alto livello come Frenkie de Jong e Teun Koopmeiners, che in Nations League hanno giocato poco, ma rimangono comunque due pedine importanti nella rosa. La grande forza di questo reparto è la varietà delle soluzioni, che un maestro come van Gaal saprà certamente sfruttare nel migliore dei modi. Da sottolineare anche la convocazione del centrocampista classe 2003 ex PSG, Xavi Simons.

La fascia destra è tutta di Denzel Dumfries, autore di un grande inizio di stagione con la maglia nerazzurra. Dall'altra parte la scelta è tra Daley Blind, assoluto veterano per gli Oranje, e il gioiellino del Manchester United Tyrell Malacia. Non è stato convocato invece l'atalantino Hans Hateboer.

Dietro le punte il posto sembra riservato alla stella in rampa di lancio del calcio olandese, Cody Gakpo. Il classe '99 del PSV Eindhoven ha segnato 12 gol e confezionato 11 assist tra campionato ed Europa League, tutto in appena 16 partite. Predilige la fascia sinistra, in modo da ricevere fronte alla porta e rientrare sul destro, il suo piede forte. La parola giusta per descrivere Gakpo è imprevedibilità, di qualsiasi genere. È il jolly dell'intera squadra, e van Gaal non vorrà di certo farne a meno. A prescindere dalla posizione.

"Sabbia" è un podcast in quattro episodi scritto e realizzato da Sportellate. Un progetto nato con l'obiettivo di descrivere le fondamenta criminali su cui poggiano - tanto metaforicamente quanto letteralmente - gli stadi di Qatar 2022. Online dal 14 novembre su tutte le piattaforme di streaming podcast.

È strano da dire, ma l'attacco è il reparto dove gli olandesi sono più in difficoltà. Memphis Depay è in un brutto momento e i sostituti scarseggiano. O meglio, a dire il vero le opzioni ci sarebbero, ma nessuna ha convinto fino in fondo. La punta al fianco di Steven Bergwijn è ancora da definire, e lo sarà fino alle prime partite del girone, magari anche più in là. Weghorst, Janssen, Luuk de Jong, Depay e Xavi Simons sono pronti a contendersi una maglia da titolare.

La rosa degli Oranje è lunga e colma di risorse, ma il vero top player è probabilmente il signore che siede in panchina. Louis van Gaal ha il compito di estrarre tutto il potenziale di cui sono capaci i suoi giocatori. Il Mondiale è da sempre una competizione che premia le squadre più coese, quelle più compatte. Il ruolo del CT in questo è fondamentale, e in Olanda lo sanno. Per questo hanno scelto van Gaal, per sognare in grande.

Il pronostico

L'Olanda si trova nel gruppo A insieme a Qatar, Senegal ed Ecuador. L'obiettivo è vincere il girone, superando l'ostacolo Senegal e con un occhio di riguardo ai sudamericani guidati da Gustavo Alfaro, specie dopo la prima convincente vittoria nella partita inaugurale. La squadra di van Gaal può sorprendere, ma non è la favorita per la vittoria. Gli Oranje, in virtù di un primato nel girone, potrebbero accedere più facilmente ai quarti di finale. Da lì in poi ci penserà il gruppo.

I quarti rappresentano la meta, una meta da cui ripartire, verso la realizzazione di un sogno. Arrivare tra le prime otto significherebbe aver svolto il proprio dovere, ma infonderebbe anche una consapevolezza utile magari a spingersi oltre, a imporsi come vera sorpresa del Mondiale. In fondo, lo abbiamo detto, l'Olanda è in credito con il calcio per tutto quello che gli ha dato, e sarebbe l'ora di prendersi quanto gli è dovuto.


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Classe 2003. Nasce lo stesso giorno di Luciano Spalletti. È sin da piccolo appassionato di sport, con il sogno nel cassetto di diventare telecronista. Inizia a giocare a tennis a sei anni, dopo aver visto il dodicenne Alexei Popyrin trionfare in un torneo giovanile. Con il tennis ha smesso e ora studia Scienze Politiche.

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