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7 min

- di Stefano De Caro

Mondiale 2022: guida all'Inghilterra


Le critiche contro il CT Southgate sono esplose dopo l'ultima disastrosa Nations League, ma l'Inghilterra in Qatar è una delle nazionali di maggior talento e tra le favorite alla vittoria finale.


Le condotte criminali intorno al mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


Partiamo da qualche numero. 56, come gli anni passati dall'ultima - e unica - Coppa del Mondo vinta dalla nazionale inglese, conquistata nel 1966 battendo in finale la Germania Ovest, nel Mondiale di casa. 6, come le partite consecutive senza vittorie - striscia ancora aperta - con cui l'Inghilterra si presenterà alla sfida contro l'Iran, nel match di debutto della sua avventura in Qatar, questo pomeriggio alle 14:00; queste 6 partite coincidono con le 6 disputate nel Girone 3 della Nations League, in cui la squadra di Southgate ha avuto un percorso disastroso, che ha portato fino alla retrocessione nella Lega B della competizione.

E infine il 7, contro 1, come la quota che i maggiori bookmakers hanno comunque assegnato alla possibilità che i Tre Leoni alzino la Coppa a fine torneo. Solo Brasile (4,5/1) e Francia (5/1) sono accreditate di chances maggiori. Come è possibile, visto tutto quello che abbiamo detto in precedenza? Perché in fin dei conti, quella di Southgate, è una delle squadre con più talento che andranno in Qatar a giocarsi il Mondiale.

Come da tradizione, l'avvicinamento della nazionale inglese al Mondiale è stato - ed è tuttora - sotto costante bombardamento del fuoco amico. L'obiettivo principale, sempre secondo la tradizione, è il Commissario Tecnico. Sir Bobby Robson prima di Italia '90 venne attaccato così aspramente da stampa e tifosi da far vacillare la sua posizione di CT a pochi giorni dall'inizio della competizione. Oggi l'intensità delle critiche verso Gareth Southgate è un po' più bassa, ma comunque considerevole. Dopo la sfida di Nations League persa contro l'Italia a settembre Southgate ha dovuto alzare la voce per scacciare i rimproveri della stampa: "Sono la persona giusta per guidare la squadra nel torneo. È la cosa migliore, senza dubbio".

Quella sera, dal settore ospiti di San Siro i fischi dei tifosi inglesi si sono fatti sentire ancora prima che l'arbitro fischiasse la fine. La stampa britannica, già sul piede di guerra per la qualità - molto bassa, a dire il vero - della produzione offensiva della squadra, non si è poi fatta scappare l'occasione di tornare anche su un suo vecchio cavallo di battaglia, la linea a tre di difesa, da sempre giudicata poco incline alla rosa inglese e "rea" di togliere spazio al tanto talento offensivo che i Tre Leoni hanno in dote in questi anni. Insomma, Southgate con quelle parole ha voluto dare un segnale. "Al comando ci sono io, sono io l'uomo giusto per guidare l'Inghilterra al Mondiale." Ma c'era davvero bisogno di ribadirlo dopo un quarto posto al Mondiale e un secondo posto all'Europeo?

La rosa

Southgate ha presentato alla Fifa una pre-lista di 55 giocatori, senza però renderla pubblica e senza comunicarla né ai diretti interessati né tantomeno ai rispettivi club. Da questa maxi selezione poi il tecnico ha selezionato i definitivi 26 giocatori da portare in Qatar. L'Inghilterra ha tanto talento a disposizione in ogni reparto che inevitabilmente le scelte di Southgate hanno alimentato nuove polemiche. Cosa fare con James e Walker, due pilastri di questa squadra, fermi però da parecchie settimane a causa di importanti problemi fisici? E come fare a non portare Maddison dopo un inizio di stagione così positivo?

La scelta tra i pali è quella che ha riservato meno sorprese. Non c'erano dubbi sul fatto che in Qatar andassero Jordan Pickford - candidato principale ad essere il titolare nel ruolo -, Nick Pope e Aaron Ramsdale. Niente da fare quindi per Dean Henderson, che dopo aver ritrovato minuti e prestazioni con il Forest dopo gli anni bui ad Old Trafford sembrava ad un certo punto poter essere il nome nuovo nella lista dei convocati di Southgate. Ma in Qatar ci va l'usato sicuro. Tre ottimi portieri, probabilmente sullo stesso livello, tra cui l'allenatore inglese ha sempre preferito però il numero uno dell'Everton. Non un campione di affidabilità, ma capace di singole prestazioni esaltanti, soprattutto negli ultimi 15 mesi.

La difesa è il singolo reparto su cui i critici del CT sono più vigili. I media inglesi non hanno mai nascosto di non gradire la difesa a tre, mentre Southgate sembra deciso a continuare su quella strada, quasi un marchio identitario della sua gestione. Al primo passaggio a vuoto, inevitabilmente, sarà la guerra.

La difesa a quattro resta comunque un'opzione percorribile, anche a partita in corso. In questo senso, quello più prettamente tattico, si deve quindi giudicare la scelta di portare Ben White e non Fikayo Tomori. White a differenza del milanista ha dimostrato in carriera di poter giocare praticamente in 4 ruoli, sia in una difesa a 3 che in una difesa a 4. Una caratteristica fondamentale, in un torneo - si spera - molto lungo e in cui le variabili potrebbe essere molte. Gli altri nomi presenti nella lista definitiva sono quelli di John Stones, Harry Maguire, Eric Dier, Kieran Trippier, Luke Shaw, Trent-Alexander Arnold, Kyle Walker e - a sorpresa, Conor Coady. Il centrale dell'Everton ha avuto un impatto positivo con la nuova maglia Toffes, e insieme a Tarkowsky forma una delle coppie meglio assortite di tutto il campionato. Noi, per quanto possa valere, ci sentiamo di dire che la sua convocazione sia assolutamente meritata.

L'infortunio di Ben Chilwell ha complicato un po' i piani del tecnico inglese alla vigilia di queste convocazioni definitive. L'esterno del Chelsea avrebbe infatti sicuramente fatto parte della spedizione. Una delle scelte contestate a Southgate è stata quella di non aver chiamato il "sostituto", e cioè Ryan Sessegnon. Fiducia quindi a Shaw, dita incrociate sulla sua stabilità fisica, e nel caso Trippier pronto a cambiare fascia ed andare a occupare la fascia sinistra. La questione infortuni è stata centrale in tutte queste settimane di avvicinamento, soprattutto per quanto riguardava i nomi di Reece James e Kyle Walker. Southgate ha deciso di portare solo il difensore del City, il cui problema fisico è sembrato meno importante di quanto inizialmente previsto. Walker è uno dei leader tecnici ed emotivi di questa squadra, e altra arma tattica fondamentale per la difesa dei Tre Leoni. Rinunciarci sarebbe stato un colpo davvero tremendo.

"Sabbia" è un podcast in quattro episodi scritto e realizzato da Sportellate. Un progetto nato con l'obiettivo di descrivere le fondamenta criminali su cui poggiano - tanto metaforicamente quanto letteralmente - gli stadi di Qatar 2022. Online dal 14 novembre su tutte le piattaforme di streaming podcast.

Anche a centrocampo c'erano molti dubbi intorno alle condizioni di Kalvin Phillips. Il mediano ex Leeds, da questa stagione al Manchester City, e presente nella lista definitiva dei 26 di Southgate, non ha mai realmente iniziato la sua esperienza con la nuova maglia a causa di un fastidioso problema alla spalla, che ha poi forse tardivamente deciso di risolvere con un'operazione. Phillips è un giocatore che ha sempre goduto di una grande stima da parte del tecnico inglese, che gli ha garantito il posto da titolare per tutto Euro 2020 al fianco di Declan Rice.

L'esplosione di Jude Bellingham nelle ultime settimane sembra aver messo il problema Phillips un po' in secondo piano. Il giovane centrocampista del Borussia Dortmund è stato provato con buoni risultati in quel ruolo, nelle ultime due sfide di Nations League contro Italia e Germania, e a nostro avviso parte leggermente avvantaggiato per un posto da titolare nella sfida di debutto contro l'Iran. Gli altri centrocampisti convocati in Qatar sono Declan Rice, Jordan Henderson, Mason Mount e Conor Gallagher. Quest'ultimo, che se siete soliti ascoltare il nostro podcast sulla Premier Give the Ball to Bobby saprete già di quanta stima gode all'interno della nostra redazione, è stato uno dei nomi sorprendenti nella lista di Southgate.

E poi c'è James Maddison. Il trequartista del Leicester, che catalogare nella categoria dei centrocampisti è forse limitante, è uno dei migliori per rendimento e numeri di queste prime 15 giornate di Premier League. 12 partite, 6 reti e 4 assist, il tutto in una squadra a tratti deprimente come sono state le Foxes in questo inizio di stagione. Si, lo ammettiamo, senza Maddison eravamo tentati di scioperare, e di non fare uscire questa guida. Southgate però ci ha accontentati, ora aspettiamo di vedere quanti minuti concederà al nostro James. Vederlo giocare è una gioia per gli occhi, non credo resisteremmo fino a dopo Natale per rivederlo in azione.

James Maddison, 6 gol e 4 assist in 12 partite di Premier League

Il reparto offensivo è una vagonata di talento, esperienza, velocità, gol. Non riusciamo a descrivere in maniera diversa la rosa di giocatori d'attacco tra cui Southgate ha dovuto scegliere. Partiamo dalla scelta per il ruolo di vice-Kane, una delle più tese e problematiche. I candidati erano essenzialmente tre: Dominic Calvert-Lewin, che questo gruppo lo conosce bene e che prima dell'infortunio - più di uno a dire il vero - era uno degli attaccanti migliori di tutta la Premier; Ivan Toney, il nome nuovo, l'attaccante che con 16 reti in questo anno solare si è guadagnato la prima convocazione in nazionale proprio per le ultime partite di Nations League; e Calum Wilson, rivisto in grande forma nelle ultime settimane con il suo Newcastle da urlo. La scelta è ricaduta proprio su quest'ultimo, e le polemiche sono esplose. Non tanto per il valore dell'attaccante dei Magpies, ma vista la forma e la continuità nell'ultimo periodo di Ivan Toney, be' non chiamare l'attaccante delle Bees è apparso alquanto strano.

Oltre ad Harry Kane in Qatar ci sono Phil Foden, Jack Grealish, Bukayo Saka, Marcus Rashford e Raheem Sterling. Tanta roba davvero. È questo il punto su cui batte la critica inglese: giocare con un difensore in più vuol dire rinunciare, almeno dall'inizio, a uno dei talenti qui sopra. Come fa Foden a non essere titolare in qualsiasi squadra del mondo? Eppure qui rischia di non esserlo. Quanto ancora deve dimostrare Bukayo Saka per essere un intoccabile nella sua nazionale? Probabilmente ancora qualcosa. Il tutto in nome dell'equilibrio tattico. Vedremo alla fine chi avrà ragione, e vedremo se Southgate smusserà un po' le sue convinzioni dogmatiche. Noi, in nome del divertimento e dello spettacolo, ce lo auguriamo vivamente.

Il pronostico

Senza tanti giri di parole: i Tre Leoni sono tra i favoriti per vincere Qatar 2022. Di più: sulla carta un'eliminazione prima delle semifinali sarebbe forse un fallimento. Sulla carta appunto, perché poi nella realtà va considerata la difficoltà di alcuni incroci che potrebbero presentarsi nei turni a eliminazione diretta. Uno su tutti: un probabile quarto di finale contro la Francia campione del mondo in carica. Una sfida che sarebbe entusiasmante ed epica quanto difficile da pronosticare.

La sistemazione del Mondiale nel mezzo della stagione agonistica, e non alla fine, rappresenta per una volta un vantaggio per la nazionale di Southgate. È risaputo infatti che la stagione inglese porta allo sfinimento i giocatori. Declan Rice, per dirne uno, l'anno scorso con il West Ham ha giocato più di 60 partite e ha dichiarato di essere arrivato a fine stagione con il contachilometri in tilt. Fa tutta la differenza del mondo, quindi, avere Kane a Novembre piuttosto che a Giugno. In questo senso il Mondiale 2022 è un'occasione unica per l'Inghilterra: stai a vedere che questa sia proprio la volta buona che i tifosi tornino a gridare, emozionati, dopo 56 anni, "it's coming home".


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Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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