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, , 21 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Inghilterra-Iran (6-2)


L'Inghilterra inizia alla grande il suo Mondiale battendo 6-2 l'Iran, grazie alla doppietta di Saka e alle reti di Bellingham, Sterling, Rashford e Grealish. Deludente invece la prestazione del Team Melli, che tra quattro giorni contro il Galles si giocherà già le ultime chances di poter passare il turno.


- Un'Inghilterra credibile ed a tratti spettacolare. Non poteva iniziare meglio il Mondiale dei Tre Leoni, alle prese con un match di debutto che poteva riservare insidie nascoste, e che invece si è rivelato un'ottima panacea per placare le solite polemiche che hanno accompagnato la squadra di Southgate alla vigilia del viaggio in Qatar. Certo, l'Iran visto al Khalifa International Stadium è davvero poca roba. Se negli anni la nazionale di Queiroz ha dimostrato di meritare anche il più importante palcoscenico internazionale - 4 anni fa a Russia 2018 solo un gol sbagliato da Taremi nei minuti finali della sfida contro il Portogallo negò l'accesso del Team Melli agli Ottavi -, la versione vista oggi è quella di una squadra insufficientemente preparata a livello difensivo e con poca qualità per far male agli avversari in fase offensiva. Sembrava potesse essere un girone equilibrato per quanto riguarda il discorso secondo posto. Aspettando comunque Usa-Galles, per quanto visto oggi però, l'Iran non sembra avere le carte giuste da giocarsi per la qualificazione al prossimo turno;

- Dopo il momento degli inni nazionali - a proposito, quello Iraniano è stato accusato di essere troppo simile a quello della Corea del Sud, pazientiamo ancora 2 giorni per risolvere questo struggente mistero - il campo ci ha regalato le prime importanti risposte. Il capitano inglese, Harry Kane, esibisce al braccio una fascia normalissima, quasi anonima. Niente colori dell'arcobaleno quindi, niente "One Love Armband" come si era ipotizzato alla vigilia. La federazione inglese ha scelto così la strada meno tortuosa, spaventata da possibili sanzioni. Poi le scelte tattiche, con l'attenzione puntata sui moduli selezionati per l'occasione dai due commissari tecnici. Southgate va con la difesa a 4, via uno degli ipotizzati 3 centrali difensivi e dentro un trequartista in più. C'è Sterling sulla sinistra e non Foden. C'è Bukayo Saka dalla parte opposta, e Mason Mount a fare da raccordo tra i reparti. Anche Queiroz cambia rispetto alle recenti uscite, il suo è un 4-5-1 molto abbottonato, con il capitano Hajsafi e l'ala del Feyenoord Jahanbakhsh schierati come esterni di centrocampo. Infine, prima del calcio d'inizio, l'Inghilterra si inginocchia. Un bel gesto, almeno questo, nella vetrina più importante al mondo;

Harry Kane senza la "One Love Armband"

- Nel 6-2 finale dei Tre Leoni spiccano le prestazioni dei tre trequartisti schierati alle spalle di Harry Kane. Saka, Mount e Sterling, con il loro movimento continuo e la grande qualità palla al piede hanno infatti fornito pochissimi riferimenti alla difesa avversaria, e creato i presupposti per costruire azioni pericolose. Nel primo gol inglese ci sono almeno due dei principi tattici impostati da Southgate: il movimento degli esterni offensivi verso l'interno del campo, vitale per le discese dei terzini, e l'inserimento costante di uno dei due mediani, a seguire l'azione offensiva. Ed è proprio così appunto, con un cross di Shaw e un colpo di testa preciso di Bellingham, che l'Inghilterra ha trovato il gol più importante, quello che ha sbloccato la partita. Il centrocampista del Dortmund conferma le grandi doti da realizzatore messe in mostra in questa stagione. Sono già 9 infatti i suoi gol stagionali, 10 dopo quello di oggi, di cui ben 4 segnati in Champions League. Bellingham, a 19 anni e 145 giorni, è diventato anche il secondo più giovane realizzatore inglese ad un Mondiale, dietro solamente a Michael Owen, a segno nel 1998 all'età di 18 anni e 190 giorni;

- Menzioni doverose anche per due giocatori che non stavano vivendo il momento migliore della carriera, e che oggi invece hanno ritrovato prestazioni e soprattutto fiducia. Stiamo parlando di Harry Maguire, schierato un po' a sorpresa al centro della difesa in coppia con Stones, e di Raheem Sterling, che nell'ultimo mese al Chelsea era finito nel mirino della critica per i suoi problemi in fase realizzativa. Il difensore dello United, forse è vero un po' impacciato in occasione del gol iraniano, si è distinto però nell'area avversaria sfiorando la rete in un paio di occasioni, e fornendo anche l'assist per il primo gol di Bukayo Saka. L'attaccante londinese invece, preferito a Foden, ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante per questa nazionale, segnando la bellissima rete del 3-0 e fornendo giocate di classe superiore. E poi ovviamente c'è Bukayo Saka, che sembra avere un conto aperto con il destino dopo il dramma - sportivo - della finale dell'Europeo persa contro l'Italia. Che stagione quella del gioiellino dell'Arsenal, che ora sembra davvero pronto a prendersi anche questo Mondiale;

- L'Iran esce stordito e clamorosamente ridimensionato da questa prima partita del Mondiale qatariota. Le scelte di Queiroz, ad onor del vero, non hanno di certo aiutato. Mancava Azmoun, ed è sicuramente un'assenza difficile da assorbire per una nazionale così povera di talento. Ma il 4-5-1 schierato dal tecnico portoghese è stato quasi una dichiarazione di resa immediata, anche e soprattutto per l'atteggiamento mostrato in campo. L'Iran infatti ha tenuto costantemente un baricentro troppo basso per poter impensierire gli avversari, non riuscendo poi mai a ripartire con la giusta qualità ed efficacia. Il primo gol di Taremi, a conclusione dell'unica bella azione offensiva del Team Melli, non fa altro che aumentare i rimpianti per quello che poteva essere davvero questa partita. Strana poi la decisione di preferire Karimi ad Ezatolahi, con quest'ultimo sempre presente e protagonista nelle partite di qualificazione e dotato di un talento sicuramente maggiore. Deludente invece la prestazione di Jahanbakhsh, che alla vigilia si pensava potesse mettere in difficoltà la difesa inglese, vista anche la sua buona esperienza nei campionati europei. La prossima partita contro il Galles, tra 4 giorni, sarà già decisiva. Di certo, andrà affrontata con spirito ed idee diverse.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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