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3 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Stati Uniti-Galles (1-1)


La partita più bella del mondiale - tra quelle viste finora - termina con le squadre che si dividono predominio del campo, un tempo ciascuna e posta in palio. I giochi per la qualificazione, nel gruppo B, sono forse più aperti di prima.


- Stati Uniti-Galles non è solo hypsterismo allo stato puro, per quanto le premesse in questo senso siano state mantenute, ma è soprattutto calcio vero, intenso, combattuto. Le due compagini, chiamate a giocare quello che sulla carta sembrava uno scontro diretto per chi avrebbe accompagnato agli ottavi la favoritissima Inghilterra, hanno dato vita a un duello intelligente e ricco di spunti interessanti, che hanno reso questa sfida la migliore di queste prime quattro esibizioni qatariote;

- Primo tempo di pura marca americana: gli yankees allenati di Berhalter partono subito a spron battuto, andando per due volte vicini alla porta difesa da Hennesey, per poi tenere ritmi frenetici in mezzo al campo, costringendo spesso gli avversari a rincorrere. Esemplare in tal senso la partita di Antonee Robinson, esterno sinistro di difesa in forza al Fulham di cui siamo certi ne sentiremo ancora parlare in futuro, che con la sua brillantezza e il suo atletismo rappresenta una spina nel fianco costante per la squadra britannica. Si va al riposo sull'1-0 per gli USA, un risultato più che onesto alla luce di quanto visto nei primi 45 minuti;

- Nella ripresa però il Galles, con pazienza ed esperienza, si riprende ciò che è suo: la squadra di Page è esperta - forte com'è di gente abituata a palcoscenici importanti come la Premier, oltre che una tradizione recente più che discreta a livello continentale - e sa come fare per non farsi prendere dal panico e non perdere mai le redini della partita, mantenendo sempre alta la pressione sui suoi avversari, al contrario apparsi col passare dei minuti sempre più in debito di energie e, di conseguenza, di fosforo. Il forcing finale conduce al calcio di rigore valido per il definitivo 1-1, un risultato che premia gli sforzi dei dragoni che hanno tenuto meglio il campo nella ripresa;

- Bale è solo una copia sbiadita di mister 100 milioni, cifra record con cui nell'estate del 2013 il Real Madrid si aggiudicò le sue prestazioni. Le ragioni sono varie, tra tanti problemi fisici e un feeling mai del tutto sbocciato con le merengues, oltre a un amore smisurato per il golf: tuttavia, con la maglia del Galles addosso, l'ex Tottenham sembra sempre sul punto di trasformarsi dal mite Clark Kent in Superman, persino nelle piccole cose. Oggi Gareth non ha di certo giocato la partita più brillante della sua carriera, ma il capitano gallese sa sempre essere al posto giusto nel momento giusto: per lui un gol, il 41° con la maglia della nazionale, il primo alla massima competizione iridata, che lo consegna ancora di più alla leggenda della piccola nazione britannica. Il primo passo per uno storico passaggio del turno, che lo farebbe entrare direttamente nell'Olimpo, è stato fatto;

- Per un grande vecchio del calcio mondiale, che ricorda ancora bene come si fa ad essere decisivi, c'è un nuovo che avanza pronto a prendersi finalmente tutte per sé le luci della ribalta. Il suo nome è Timothy Weah, da oggi forse non più soltanto "il figlio di", ma un calciatore che entra a pieno diritto tra i migliori della nazionale a stelle e strisce. Suo il gol che apre le danze, impresa mai riuscita al suo eccezionale genitore che mai ha preso parte alla coppa del mondo, e lo fa con un colpo che ricorda molto un famoso gol del vecchio George: l'esterno destro con cui prende in controtempo il portiere gallese Hennesey, anticipandone l'intervento, è un colpo che denota non solo grande sensibilità tecnica, ma anche un'intelligenza calcistica non comune.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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