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3 min

- di Federico De Blasi

Mondiale 2022: guida all'Ecuador


Nazionale molto giovane e qualificatasi in modo brillante: l'Ecuador potrebbe essere una delle sorprese di questo Mondiale.


Le condotte criminali intorno al mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


L'Ecuador si accinge a partecipare alla sua quarta Coppa del Mondo e - probabilmente - non ha mai avuto una squadra così forte. È forse troppo presto parlare di Generación dorada, dato che molte delle stelle di questa selezione sono ancora poco più che ventenni, ma è proprio questa sintesi tra vecchia guardia e giovani in rampa di lancio che fa ben sperare.

Il percorso della Tri nella corsa alla qualificazione mondiale è stato tortuoso, più per le vicende extra-campo che per quanto successo sul rettangolo verde. Nel girone sudamericano l'obiettivo era arrivare dietro le tre nazionali più blasonate e giocarsi la qualificazione evitando gli spareggi, cosa brillantemente riuscita visto che l'Ecuador si è piazzato quarto, mettendosi alle spalle squadre più blasonate come Cile e Colombia (schiantata 6 a 1 a Quito). La qualificazione diretta è passata proprio dalle mura domestiche dove sono stati raccolti 18 punti, contro gli 8 guadagnati in trasferta.

"Sabbia" è un podcast in quattro episodi scritto e realizzato da Sportellate. Un progetto nato con l'obiettivo di descrivere le fondamenta criminali su cui poggiano - tanto metaforicamente quanto letteralmente - gli stadi di Qatar 2022. Online dal 14 novembre su tutte le piattaforme di streaming podcast.

L'Ecuador ha però rischiato di non partecipare alla rassegna qatariota, alimentando per un momento le fantasie inutili quanto patetiche anche di noi Italiani. Il Cile ha fatto ricorso contro l'utilizzo di Bryan Castillo, secondo le accuse nato in Colombia tre anni prima di quelli effettivamente dichiarati. La FIFA ha respinto il ricorso ed archiviato il caso e quindi l'Ecuador parteciperà al Mondiale come meritato sul campo.

La rosa

La rosa dell'Ecuador, come anticipato, offre un giusto connubio tra veterani esperti e giovani rampanti. Da una parte il mediano Gruezo, il portiere vecchia guardia Dominguez e soprattutto il sempreverde Enner Valencia, tutti alla loro seconda partecipazione iridata. Proprio i Mondiali del 2014 consacrarono al grande calcio il talento di Enner, ora in forza al Fenerbache, che si erge a trascinatore della squadra e vorrà ripetersi anche in Qatar. Dall'altra parte invece i giovani del Brighton di De Zerbi: Estupiñán (che è anche transitato all'Udinese) e soprattutto l'astro nascente del calcio ecuadoregno Moses Caicedo, il wonder boy che ha già attirato l'interesse di tanti top club e che vorrà consacrarsi nella vetrina del Mondiale. Senza tralasciare Piero Hincapié, vent'anni e già titolare nel Bayer Leverkusen.

Il pronostico

La Tri si trova nel girone con i padroni di casa del Qatar (con cui sarà protagonista del match inaugurale proprio oggi, il 20 novembre), l'Olanda e il Senegal. Con l'Olanda che, almeno sulla carta, sembra la principale candidata a vincere il girone, l'Ecuador si giocherà la qualificazione probabilmente con il Senegal. Non va sottovalutato comunque il Qatar, dal momento che le squadre di casa godono tradizionalmente di un entusiasmo eccezionale. Già la partita inaugurale del Mondiale dirà molto sulle possibilità dell'Ecuador (e del Qatar) di avanzare alla fase successiva. La squadra che dovesse guadagnare subito tre punti - specie se poi il giorno successivo il Senegal dovesse perdere con l'Olanda - si candiderebbe al passaggio del turno e, perché no, a essere una sorpresa di Qatar 2022.


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Poeta, fotografo, scienziato politico e stopper. Queste solo alcune delle attività in cui vorrebbe ma non può. Zemaniano fino al midollo, ha il 433 spregiudicato del Boemo come stile di vita. Tifoso quindi del Salisburgo, con la testa sempre in America Latina e il corpo momentaneamente a Roma.

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