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, 16 Novembre 2022

Mondiale 2022: guida alla Tunisia


Una squadra ostica e compatta ma sorteggiata in un gruppo troppo difficile, con Francia, Danimarca e Australia.


Le condotte criminali intorno al mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


Stadio Gigante de Arroyito, Rosario. 2 giugno 1978. Solo il calcio può regalare una giornata storica per il continente africano in un pomeriggio argentino, nel bel mezzo di una dittatura militare e di un Mondiale a dir poco condizionato. Solo il calcio permette ad Ali Kaabi, Nejib Ghommidh e Mokhtar Dhouieb, gli autori dei tre gol quel giorno, di entrare negli annali dello sport della Tunisia. Due difensori e un centrocampista difensivo. Argentina 1978 è la prima partecipazione de Les Aigles de Carthage ai Mondiali, e quella vittoria per 3-1 contro il Messico è la prima vittoria di una nazionale africana ai Campionati del Mondo.

All'entusiasmo, però, segue la delusione, dato che la terza partita del girone, un pareggio a reti bianche contro la Germania Ovest campione uscente, non è sufficiente alla Tunisia per superare il girone eliminatorio. Poco male: la spedizione in Sudamerica ha tutto l'aspetto di un punto di partenza, l'inizio di una promettente stagione per il movimento tunisino e il calcio africano in generale.

E invece la Storia recita un altro copione: fino al 1994, quando ottiene la qualificazione in quanto paese ospitante, la Tunisia non si qualifica nemmeno alla Coppa d'Africa, figurarsi se si parla di Coppa del Mondo. Come spesso accade nella storia delle nazionali africane, è l'intervento taumaturgico di uno "stregone bianco" europeo a risollevare le sorti delle Aigles. All'anagrafe Henryk Kasperczak (l'invito ad approfondire la sua carriera da giocatore e da allenatore è più un obbligo che un consiglio), polacco, dopo l'esperienza in Costa d'Avorio riporta la Tunisia alla fase finale di un Mondiale a Francia '98, vent'anni dopo l'ultima volta, senza tuttavia riuscire a vincere una partita.

Da allora la storia della nazionale tunisina ha continuato a scorrere agrodolce, a oscillare tra gli alti della Coppa d'Africa vinta nel 2004 e i bassi delle 0 vittorie ai mondiali del 2002 e del 2006. Per godere di un'altra vittoria, la seconda della storia della Tunisia al Mondiale, bisognerà attendere la terza partita del girone di Russia 2018, una vittoria in rimonta per 2-1 sul Panama. Ancora una nazionale centramericana quindi, dopo il Messico quarant'anni prima. Oggi il compito di guidare la Tunisia a una nuova campagna mondiale spetta al CT Jalel Kadri, subentrato in panchina solo lo scorso febbraio, giusto in tempo per i play-off qualificazione di marzo vinti contro il Mali.

La rosa

In porta l'alternanza tra Bechir Ben Said e Aymen Dahmen è stata una costante della gestione Kadri, dunque non è escluso che anche in Qatar verranno impiegati entrambi. A ulteriore dimostrazione dell'incertezza sui portieri, Kadri è stato uno dei pochissimi selezionatori di Qatar 2022 a includerne nella lista ben 4. Di questi il giramondo Hassen, tornato in patria per guadagnarsi la chiamata, e Aymen Balbouli, trentottenne con 73 presenze in Nazionale, non dovrebbero vedere il campo, ma la loro presenza in spogliatoio è ritenuta fondamentale.

La difesa, rigorosamente a 4, ruota attorno a Montassar Talbi, centrale del sorprendente Lorient: 24 anni, nato a Parigi, è passato fugacemente anche dal Benevento, dalla Russia e dalla Turchia prima di imporsi in Bretagna come uno dei centrali più interessanti della Ligue 1. Al suo fianco potrebbe trovare minuti Dylan Bronn, centrale della Salernitana. Arrivato in estate dal Metz, in Serie A non ha rispettato esattamente le aspettative che c'erano su di lui, ma con la maglia della Tunisia è riuscito spesso a trasformarsi. Completano il reparto Yassine Meriah (Esperance), Nader Ghandri (Club Africain) e Bilel Ifa, uno degli unici due giocatori del Mondiale a giocare in Kuwait.

Stupisce non trovare i fratelli Rekik nella rosa di Kadri: né Karim, centrale del Siviglia, né il fratello minore Omar, in forza allo Sparta Rotterdam. Entrambi difensori centrali e nati in Olanda, il maggiore ha optato per la nazionale oranje, mentre il più piccolo, grazie alle origini dei genitori, ha scelto di indossare la maglia delle Aquile di Cartagine. Non è bastato, però, per essere convocato.

Tra i terzini c'è un altro nome noto ai sostenitori del club di Iervolino: Wajdi Kechrida, 17 presenze nella scorsa Serie A, ha consapevolmente deciso di trasferirsi all'Athromitos per riconquistarsi i galloni nelle rotazioni di Kadri. Detto, fatto: l'ex granata è nei 26, ma non dovrebbe partire tra i titolari. La fascia destra, infatti, è regno di Mohamed Dräger, nato e cresciuto nella tedesca Friburgo, passato a giugno al Lucerna in prestito dal Nottingham Forest. Sull'altra fascia ci sarà un ballottaggio tra Ali Abdi, passato in estate al Caen, e l'espertissimo Ali Maaloul, una carriera tra Tunisia ed Egitto, ma il primo sembra favorito per una maglia da titolare.

La cerniera foltissima di centrocampo, molto spesso a 5 per il costante abbassamento degli esterni d'attacco, poggia su Ellyes Skhiri, Ben Romdhane (unico della rosa ad aver indossato, sinora, un'unica maglia in carriera, ovviamente quella dell'Esperance) e Ferjani Sassi: quantità, esperienza, di certo non primissima qualità. Dalla panchina potrebbe contribuire Aissa Laidouni, perno della capolista ungherese Ferencvaros allenata dall'ex ct della Russia Stanislav Cherchesov. Come nel club, anche in Nazionale Ghaylen Chaaleli dovrebbe essere prima riserva di Ben Romdhane.

Attenzione a Saif-Eddine Khaoui: l'inizio di stagione spumeggiante in maglia Clermont ha rialzato le quotazioni del ventisettenne nato a Parigi. Come? Non leggete il suo nome tra i 26? L'esclusione del trequartista è una delle più discusse: sacrificato sull'altare del quarto portiere. Un po' di frizzantezza sulla trequarti potrebbe portarla Hannibal Mejbri, promessa diciottenne scuola Man United, 15 presenze e 2 assist col Birmingham nell'attuale Championship.

"Sabbia" è un podcast in quattro episodi scritto e realizzato da Sportellate. Un progetto nato con l'obiettivo di descrivere le fondamenta criminali su cui poggiano - tanto metaforicamente quanto letteralmente - gli stadi di Qatar 2022. Online dal 14 novembre su tutte le piattaforme di streaming podcast.

Davanti, accanto al totem Khazri, nell'ultimo anno si sono alternati diversi uomini, dal trentenne Naim Sliti (nato a Marsiglia ma consacratosi all'Ettifaq in Arabia Saudita) al talento Ben Slimane, in forza al Brondby, di cui si parla un gran bene. Anche la sua è una storia di multiculturalismo e naturalizzazioni: nato a Copenaghen da genitori tunisini, a livello giovanile ha rappresentato anche la Norvegia prima di rispondere alla convocazione in nazionale maggiore della Tunisia.

Oltre a Taha Yassine Khenissi, compagno di Ifa in Kuwait, al pretoriano Jaziri e a Isaam Jebali, trapiantato ormai definitivamente in Danimarca, il nome che fa più piacere leggere è quello di Youssef Msakni. E qui occorre dedicare qualche riga a parte. Lo storico capitano delle Aquile di Cartagine, dal 2019 di stanza nel campionato qatariota, ha dovuto saltare Russia 2018 per infortunio. Oggi a ormai 32 anni realizzerà finalmente il sogno di guidare con la fascia al braccio la sua nazionale in un Mondiale. Se non lo farà fisicamente in campo, lo farà senz'altro fuori dal campo: nelle gerarchie di Kadri dovrebbe partire dalla panchina, ma 17 gol in 87 presenze non sono facilmente accantonabili.

Il pronostico

Immaginare per la Tunisia qualcosa più di un dignitoso terzo posto, con al più una vittoria nella sfida finale con l'Australia, in un gruppo G guidato da Francia e Danimarca, farebbe un torto alle nostre competenze calcistiche. Un altro obiettivo che la Tunisia potrebbe porsi, e che rende il girone un po' più interessante, è la sfida con gli ex colonizzatori francesi: una partita che accenderà le comunità tunisine di tutta la Francia e che le Aquile potrebbero affrontare con una determinazione ulteriore.

Quel che è certo è che le Aquile di Cartagine, proprio per via di un sorteggio sulla carta improbo, saranno più libere dalle pressioni. Non è da escludere un grosso seguito di sostenitori tunisini: le immagini del Parc des Princes di Parigi in occasione dell'ultima amichevole col Brasile erano una gioia per gli occhi e per il cuore. Ma difficilmente l'ostacolo del girone sarà superato.


  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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