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, 13 Novembre 2022

Mondiale 2022: guida alla Polonia


Una rosa piena di giocatori provenienti dal campionato italiano, che in Qatar ha l'obiettivo minimo degli ottavi di finale.


Le condotte criminali intorno al mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


In vista del Mondiale Qatar 2022, la redazione ha chiesto a ciascuno di presentare una nazionale. La mia scelta è stata tutto fuorché casuale. Nessun dubbio: vada per la Polonia. È lì che ho trascorso la mia ultima vacanza prima della pandemia. È di quel posto che ho degli ottimi ricordi.

Ho avuto modo di conoscere Cracovia, città ricca dal punto di vista storico-artistico. Già solo il centro storico, che preserva un definito e riconoscibile stile architettonico, è patrimonio dell'umanità dal 1978. Cracovia, poi, ospita uno dei più famosi dipinti di Leonardo da Vinci: la Dama con l'Ermellino. Se volessimo fare un paragone azzardato, potremmo definire Cracovia come la "Roma" della Polonia.

Un soggiorno in Polonia equivale ad una passeggiata nella storia. A pochi chilometri di distanza da una fiorente città quale Cracovia si è consumato uno dei più efferati crimini contro l'umanità. È proprio in quel posto, maledetto posto, che tutt'oggi si possono visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Un posto dove l'umanità ha toccato uno dei suoi minimi, dal Big Bang ai giorni nostri. Un posto dove ognuno di noi, in religioso silenzio, è chiamato ad una profonda introspezione.

La storia d'Europa, quindi, è intrecciata fino in fondo con il passato ed il presente della Polonia. Basti pensare, in un'epoca non troppo remota, alle lotte sociali di Solidarność; alla mitezza di Papa Giovanni Paolo II (al secolo Karol Józef Wojtyła). Il Santo polacco ruppe una tradizione di Papi italiani che durava da ben 455 anni.

Eventi che hanno segnato la storia e che, inevitabilmente, condizioneranno anche il futuro. In sintesi, non si può non pensare alla Polonia senza fare un tuffo nel passato. Il vivido ricordo della bella realtà che ho avuto modo di apprezzare mi ha spinto fin qui.

Parallelamente al legame che tiene attaccata la Polonia alla storia europea, ce n'è un altro altrettanto solido che lega la Polonia al calcio italiano. Dei 26 convocati dal CT Czesław Michniewicz al Mondiale 2022, undici calcano i campi delle nostre serie italiane.

L'amore dei club italiani verso i calciatori polacchi è maturato ormai da più di tre decenni. Questo rapporto idilliaco, tra l'altro, non nacque con un interprete casuale. Il primo calciatore polacco ad approdare in Italia risponde al nome di Zbigniew Kazimierz Boniek, detto Zibì. Col senno di poi, è facile innamorarsi di uno così. Un talento così cristallino e decisivo da guadagnarsi l'appellativo di Bello di Notte, affibbiato direttamente dall'Avvocato Agnelli.

Il "Bello di giorno" (Michel Platini) e il "Bello di notte" (Zibì Boniek)

Nacque così un profondo interesse verso i giocatori polacchi ed il calcio polacco. Quel calcio e quella gente potevano seriamente contribuire a regalare interpreti di spicco al nostro calcio.

Il legame tra Polonia e Italia, tuttavia, ha anche un connotato spiacevole sempre in ambito calcistico. Proprio l'interesse e lo studio verso le squadre polacche, avversarie delle italiane nelle competizioni europee, portarono Gaetano Scirea a volare a 1350 km da Torino per assistere ad una partita del Górnik Zabrze.

La maledetta trasferta, come noto, fu fatale per l'ex difensore e campione del mondo. Un incidente d'auto impedì all'Italia di riabbracciare uno dei suoi patrimoni calcistici. Ancora oggi, a distanza di 33 anni dal tragico incidente, ricordiamo Gaetano Scirea come esempio di sportività e signorilità. Come modello di sport e di vita.

Il cammino nelle qualificazioni verso il Mondiale 2022

Il cammino della Polonia verso Qatar 2022 ha avuto inizio il 25 marzo dello scorso anno, in un pirotecnico scontro con l'Ungheria terminato 3-3. Il girone di qualificazione vedeva come avversarie: Inghilterra, Albania, Ungheria, Andorra e San Marino. Probabilmente uno dei più equilibrati rispetto ai 10 totali.

Come prevedibile, il girone è stato dominato dall'Inghilterra di Southgate. I britannici hanno fatto un cammino quasi totalmente lineare, con 8 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte. Sarebbe stato difficile, se non impossibile, fare meglio. Nonostante venisse da risultati altalenanti, l'Inghilterra ha dominato il girone senza batter ciglio.

Ad ogni modo, la Polonia ha totalizzato 20 punti e ipotecato il secondo posto già dalla penultima giornata. Il tabellone segnava 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sole sconfitte. 30 gol fatti e 11 subiti. Un bottino tutt'altro che modesto, se vogliamo. Il cammino, però, non era terminato. Prima di staccare i pass per Qatar 2022, rimaneva l'ostacolo play-off. Il sogno di entrare tra le pretendenti della Coppa del Mondo era lì a due sole partite.

La prima contendente era la Russia di Valerij Karpin. La partita, mai giocata, avrebbe dovuto avere luogo il 24 marzo 2022. Per ovvi (e anche giusti) motivi, la selezione russa è stata esclusa dal torneo e la Polonia ammessa direttamente alla finale dei play-off contro la Svezia. Poi un rigore trasformato dal solito Robert Lewandowski ed un inserimento di Piotr Zieliński hanno fatto il resto, regalando alla Polonia la qualificazione al mondiale 2022.

La rosa

Polonia

Lo scorso 10 novembre l'attuale CT della Polonia ha diramato la lista ufficiale dei convocati. Una lista ricca di giocatori "italiani": Dragowski (Spezia), Skorupski (Bologna), Szczesny (Juventus), Bereszynski (Sampdoria), Glik (Benevento), Kiwior (Spezia), Zieliński (Napoli), Żurkowski (Fiorentina), Milik (Juventus), Piątek (Salernitana). Oltre a questi, Nicola Zalewski, giovane e promettente calciatore della Roma che avrebbe potuto optare per la Nazionale italiana, essendo nato a Tivoli. Il talentino, però, ha più volte ribadito di sentirsi "polacco al 100%" e infatti fin dall'Under-16 difende i colori bianco-rossi della sua terra d'origine.

Altri "italiani", pur pre-convocati, sono stati esclusi dalla lista dei partenti: Dawidowicz (Verona), Linetty (Torino) e Reca (Spezia) per infortunio muscolare.

Sono molti anche i pre-convocati che popolano le top leghe europee: Bednarek (Aston Villa), Cash (Aston Villa), Frankowski (Lens).

A questi va aggiunto lui, che merita un paragrafo a parte: Robert Lewandowski. Primatista di presenze e gol con la maglia della nazionale polacca, sarà ancora lui l'uomo di punta nella spedizione di Qatar 2022. Possiamo tranquillamente dire che si tratta del giocatore più forte e al contempo rappresentativo della storia del calcio polacco. Senza timore di smentita. Sono stati molti i giocatori polacchi a compiere grandi gesta, ma solo lui ha elevato il ruolo di attaccante all'ennesima potenza.

Robert Lewandowski, primatista di reti e presenze della Polonia

Possiamo dirci privilegiati per aver condiviso la stessa epoca storica di uno degli attaccanti più completi di sempre. Lewandowski è attualmente al nono posto nella classifica dei marcatori all-time, con una spaventosa media di 0,70 reti per partita. Intimamente gli auguriamo che al Mondiale possa togliersi buone soddisfazioni, anche per riscattare seppur simbolicamente la mancata assegnazione del Pallone d'Oro 2020.

Tutto sommato, le convocazioni del CT Czesław Michniewicz sono condivisibili. La Polonia al momento può contare su un mix di giocatori di esperienza internazionale e di giovani promettenti.

Michniewicz è subentrato sulla panchina della nazionale alla vigilia dei play-off di marzo, dopo che Paulo Sousa, il precedente CT che aveva guidato la Polonia nel girone di qualificazione, ha rassegnato le dimissioni per motivi tuttora sconosciuti.

Il nuovo selezionatore Czesław Michniewicz è riuscito subito a centrare l'obiettivo per cui era stato nominato: condurre la Polonia al Mondiale 2022 vincendo il play-off. Al brillante traguardo raggiunto, però, sono seguite alcune prestazioni non altrettanto entusiasmanti nel corso della Nations League.

Con il nuovo CT alla guida, la Polonia ha giocato solo 8 partite. Non certo un numero sufficiente a definire un'identità tattica ben precisa. Il modulo di gioco è variabile: dal 4-1-4-1 sperimentato contro la Svezia fino al 3-4-2-1 dell'ultima gara di Nations League.

Presumiamo che Czesław Michniewicz adotterà un 3-4-2-1 o un 3-4-1-2 nel corso del Mondiale 2022. In entrambi i casi i giocatori fondamentali sono gli esterni di centrocampo, in grado sia di dedicarsi alla fase difensiva sia di spingersi in profondità per cercare i riferimenti offensivi. Non è una squadra che ama particolarmente il possesso palla: lascia il pallino del gioco agli avversari. Spesso soffre i contropiedi avversari e si trova a difendere in spazi ampi.

Accanto ai soliti noti, ci sono diversi giocatori interessanti da tenere d'occhio. Jakub Kiwior è una delle giovani promesse del calcio polacco, ormai da oltre un anno tra i titolari dello Spezia. Ha ricevuto recentemente parole di stima dal proprio capitano Robert Lewandowski: "Kiwior è già una realtà, ha davvero un grande potenziale. Me ne sono accorto durante il riscaldamento prima della partita contro l’Olanda, perché in allenamento è molto difficile vedere certe cose [...]". Difensore centrale abile col pallone tra i piedi, per la sua qualità nella gestione del possesso è stato schierato più volte da Thiago Motta come mediano.

Sebastian Szymanski ha 23 anni e gioca playmaker nel Feyenoord. Ha un piede mancino preciso e delicato e grazie alla sua duttilità può essere schierato come mediano, trequartista o ala destra. È anche discretamente prolifico: ha realizzato 4 gol e 4 assist in 14 presenze con la maglia degli olandesi. Se non sarà titolare, al mondiale sarà comunque una delle primissime scelte dalla panchina.

Un altro giocatore interessante è Karol Swiderski, un attaccante venticinquenne dello Charlotte FC, in MLS. La sua carriera fin qui è stata ambigua: dopo gli inizi in patria e una breve esperienza al PAOK Salonicco ha deciso di migrare negli USA. Per caratteristiche sembra il giocatore più indicato ad affiancare Lewandowski nella coppia d'attacco. Nonostante Milik abbia più volte ribadito di poter coabitare con Lewandowski, Swiderski sembra aver trovato una buona intesa col suo capitano.

Altri nomi interessanti del calcio polacco, ma non convocati per il Qatar: Aleksander Buksa, classe 2003 di proprietà del Genoa; Jakub Kaminski, ala destra classe 2002 del Wolfsburg; Kacper Kozlowski, centrale di centrocampo o trequartista di proprietà del Brighton in prestito al Vitesse. Giovani interessanti che lasciano presagire un buon futuro per la nazionale polacca.

Il pronostico

La Polonia è stata sorteggiata nel Gruppo C insieme ad Argentina, Messico e Arabia Saudita. L'avventura della selezione biancorossa a Qatar 2022 inizierà il 22 novembre contro il Messico. Proseguirà poi il 26 novembre contro l'Arabia Saudita e il 30 novembre con l'Argentina. Si tratta di un girone ben amalgamato, aperto a più scenari finali.

Se l'Argentina è la candidata principale a vincere il girone, il secondo posto dovrebbero contenderselo Polonia e Messico. In questo senso, sarà già fondamentale l'esito della prima partita. Il Messico è una squadra storicamente ostica nelle competizioni mondiali, e in Qatar si presenta con la solita rosa composta da diversi calciatori di talento. Almeno sulla carta, però, non è superiore alla Polonia. Per questo Lewandowski e compagni hanno discrete possibilità di qualificarsi agli ottavi di finale.

Qatar 2022 sarà un'occasione per vedere all'opera la generazione d'oro del calcio polacco. Gli undici titolari sono ormai giocatori esperti. La maggior parte di loro milita nei top campionati europei e ha notevole esperienza in campo internazionale. La selezione polacca può ambire a un risultato memorabile. I due terzi posti del 1974 e del 1982 sono ad oggi i migliori piazzamenti raggiunti. Dal 1982 in poi, però, i biancorossi non sono mai andati oltre gli ottavi di finale.

Perché il Mondiale 2022 non venga considerato una delusione la Polonia deve ambire almeno agli ottavi. Se dovesse piazzarsi seconda nel girone, agli ottavi potrebbe incontrare la Francia - presumibilmente prima classificata del Girone D. Competere con la corazzata Bleus poi sarebbe complicato, ma sognare è lecito.


  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

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