
Considerazioni sparse post Atalanta-Inter (2-3)
L’Inter va all’inferno e ritorna con una prova matura e importante che unisce dinamismo e tecnica.
- A Bergamo va in scena una partita fondamentale per entrambe le contendenti. Da un lato i padroni di casa chiamati a riprendersi dopo i recenti (e inaspettati) risultati negativi. Dall'altra un'Inter che ha finito le possibilità d'errore e deve dimostrare di poter vincere uno scontro diretto. Ne esce una partita intensa e cattiva, bella da vedere. La vince l'Inter grazie alla classe del suo giocatore migliore in questo periodo: l'eterno Edin Dzeko;
- Gasperini rispolvera Palomino per un problema all'ultimo accusato da Toloi. La squadra gioca bene ed è viva ma sembra che manchi un pizzico di qualità (davvero l’Atalanta può prescindere da Malinovsky?) e dietro concede troppo spazio all'Inter. I nerazzurri di Bergamo sono una buona squadra che sta tentando di dar vita a un nuovo ciclo, ma ci vuole tempo e pazienza;
- Inter che pronti via si trova schiacciata dall'arrembaggio bergamasco a cui regala un rigore con un'entrata folle di De Vrji. Da quel momento gli uomini di Inzaghi iniziano a salire di giri e prendono il possesso del centrocampo. Barella e Cahlanoglu guidano i compagni mentre Dzeko gestisce le trame offensive. Tre goal e partita sostanzialmente controllata nella ripresa. Ma resta il problema dei troppi goal incassati;
- L'Inter porta a casa tre punti preziosissimi, una prestazione matura come da tempo non le capitava in campionato e tanta convinzione dalla quale ripartire dopo i Mondiali. Gli uomini di Inzaghi sembrano aver trovato il loro equilibrio tattico ma Brozovic ha dimostrato negli ultimi minuti che il suo fosforo serve ancora e tanto;
- Nell'Inter bocciato De Vrij e poco convincente l'ingresso di Bellanova. Molto bene Skriniar, tutto il centrocampo e i due esterni che non danno pace agli opposti atalantini. Lautaro si sta specializzando in goal di testa da calcio d'angolo tagliando sul primo palo è il secondo consecutivo. Molto bene, soluzione utile da tenere in faretra. Nell’Atalanta Palomino croce e delizia, Koopmeiners dirige con ordine le operazioni. Davanti si salva solo Lookman.
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