, 13 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Atalanta-Inter (2-3)


L’Inter va all’inferno e ritorna con una prova matura e importante che unisce dinamismo e tecnica.


- A Bergamo va in scena una partita fondamentale per entrambe le contendenti. Da un lato i padroni di casa chiamati a riprendersi dopo i recenti (e inaspettati) risultati negativi. Dall'altra un'Inter che ha finito le possibilità d'errore e deve dimostrare di poter vincere uno scontro diretto. Ne esce una partita intensa e cattiva, bella da vedere. La vince l'Inter grazie alla classe del suo giocatore migliore in questo periodo: l'eterno Edin Dzeko;

- Gasperini rispolvera Palomino per un problema all'ultimo accusato da Toloi. La squadra gioca bene ed è viva ma sembra che manchi un pizzico di qualità (davvero l’Atalanta può prescindere da Malinovsky?) e dietro concede troppo spazio all'Inter. I nerazzurri di Bergamo sono una buona squadra che sta tentando di dar vita a un nuovo ciclo, ma ci vuole tempo e pazienza;

- Inter che pronti via si trova schiacciata dall'arrembaggio bergamasco a cui regala un rigore con un'entrata folle di De Vrji. Da quel momento gli uomini di Inzaghi iniziano a salire di giri e prendono il possesso del centrocampo. Barella e Cahlanoglu guidano i compagni mentre Dzeko gestisce le trame offensive. Tre goal e partita sostanzialmente controllata nella ripresa. Ma resta il problema dei troppi goal incassati;

- L'Inter porta a casa tre punti preziosissimi, una prestazione matura come da tempo non le capitava in campionato e tanta convinzione dalla quale ripartire dopo i Mondiali. Gli uomini di Inzaghi sembrano aver trovato il loro equilibrio tattico ma Brozovic ha dimostrato negli ultimi minuti che il suo fosforo serve ancora e tanto;

- Nell'Inter bocciato De Vrij e poco convincente l'ingresso di Bellanova. Molto bene Skriniar, tutto il centrocampo e i due esterni che non danno pace agli opposti atalantini. Lautaro si sta specializzando in goal di testa da calcio d'angolo tagliando sul primo palo è il secondo consecutivo. Molto bene, soluzione utile da tenere in faretra. Nell’Atalanta Palomino croce e delizia, Koopmeiners dirige con ordine le operazioni. Davanti si salva solo Lookman.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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