, 12 Novembre 2022

Mondiale 2022: guida alla Francia


I campioni del Mondo della Francia si presentano in Qatar per difendere il titolo, ma non sembrano più la squadra imbattibile del recente passato.


Le condotte criminali dietro il mondiale in Qatar sono note a tutti. Sportellate ha deciso che così come non ha mai rinunciato a raccontare questi aspetti oscuri, allo stesso modo fornirà anche il racconto sportivo di quanto accadrà sul campo. È un modo per offrire un'informazione completa a 360°. Abbiamo approfondito le ragioni della nostra scelta in questo post.


Diciamocelo subito chiaramente: non c'è troppo da scoprire sulla Nazionale francese. Si tratta di una delle nazionali più forti e conosciute al mondo, una squadra che può contare su stelle di livello mondiale, che non hanno bisogno di nessuna presentazione. La Francia fa paura a tutti ed è una di quelle che, alla fine, nel novero delle favorite, anche senza pensarci troppo, ce la metti sempre.

È una nazionale che con le aspettative enormi deve anche farci i conti, però. E allora proviamo a fare l'esercizio di metterci nei panni di un tifoso francese alla vigilia di Euro 2020, l'ultima grande manifestazione per nazionali disputata dai Blues.

Metti che la tua squadra, campione del Mondo in carica, si presenti all'Europeo con una rosa persino rinforzata rispetto a quella che ha trionfato in Russia. Dopo che il tuo centravanti ha segnato 0 gol nel mondiale vinto, per il nuovo europeo sei riuscito a riavere in nazionale Benzema, uno che un po' di gol in carriera li ha segnati. La tua squadra sembra frutto di un patto col diavolo: una rosa già forte è diventata ancora più forte; sembra non aspirare alla vittoria ma direttamente alla perfezione. E infatti gioca in modo un po' supponente, annoiata dalla sua stessa superiorità. Il che è inevitabile, per una rosa che non ha praticamente difetti e che per forza di cose va considerata la nazionale migliore dell'Europeo.

Eppure perde. Non solo: si sgretola con una caduta così fragorosa da risultare spettacolare, in una delle partite in assoluto più spettacolari della manifestazione. “La desillusion” titola Le Parisien, mentre ritrae gli eroi sconfitti da una Svizzera apparentemente innocua, ma che ha gettato la Francia in una nuova dimensione: quella della disillusione. Perché era un'illusione la perfezione, era una chimera l'imbattibilità.

È il segno che la Francia non è affatto imbattibile, e che, anzi, quell'equilibrio perfetto e così idilliaco che aveva accompagnato gli uomini di Deschamps in Russia sembra essersi rotto. La musica è finita, gli amici se ne vanno, e dall'altra parte delle Alpi si scoprono umani come mai avrebbero voluto ammettere di essere.

Oggi i Blues non solo non sono più quelli del Mondiale vinto, e non sono nemmeno quelli dell'Europeo perso autoeliminandosi fragorosamente. Nel 2022 la Francia ha vinto solo 3 delle 8 partite giocate (di cui 2 erano amichevoli) e chiuso un pessimo girone di Nations League al terzo posto, con 5 punti in 6 partite. D'accordo, non si tratta della competizione più prestigiosa mai partorita dalla mente umana, ma finire dietro a Croazia e Danimarca - subendo una doppietta da Cornelius (sì, quel Cornelius) e un gol da Skov Olsen (esatto, proprio quello Skov Olsen) - non è esattamente indice di una squadra in piena salute.

Nell'epoca della disillusione, allora, la Francia ha bisogna di ritrovare se stessa, e di tornare a illudersi sentendo suonare la Marsigliese: sembra che non ci sia niente di meglio di un Mondiale per farlo.

La rosa

Per contrastare quell'atmosfera da fine impero che aleggiava intorno ai Blues già durante l'europeo, Deschamps (che vive minacciato dall'ingombrante ombra di Zidane) ha sostituito l'antico 4-2-3-1 con un nuovissimo 3-4-1-2. Parallelamente, e complice alcune assenze, il CT francese ha gradualmente rimpolpato la rosa con una serie di volti nuovi: a questi spetta il compito di portare nuova linfa a una squadra che non deve fare l'errore di voler vivere nel passato.

Tra i portieri, la crescita impressionante di Mike Maignan al Milan poteva mettere in discussione la titolarità di uno Hugo Lloris che, pur essendo un punto cardinale di questa nazionale, si trova nella fase calante della carriera. I problemi fisici del milanista hanno però frenato la sua affermazione da titolare tra i pali della Francia, i quali anche in Qatar saranno difesi dal portiere degli Spurs, con Areola e Mandanda a fare da riserve.

Diversi i possibili interpreti del terzetto difensivo di Deschamps. Un reparto in cui Raphael Varane con la sua esperienza e la sua personalità dovrebbe essere il perno fondamentale, ma non è detto che il recente infortunio glielo consenta. Varane è uscito in lacrime dalla recente sfida contro il Chelsea e il CT è stato chiarissimo a questo proposito: non si va ad un Mondiale da infortunati. Nella lista delle convocazioni il difensore dei Red Devils è presente, ma è legittimo conservare qualche dubbio sulle sue effettive condizioni, soprattutto nel contesto di una competizione che si svolge su un numero relativamente basso di partite.

Anche Kimpembè e Lucas Hernandez, altri elementi chiave della difesa francese, stanno provando a recuperare da infortuni che li hanno tenuti fuori a lungo, e convocati per la spedizione in Qatar nonostante le condizioni non ottimali. Se in forma, giocherebbero titolari, ma in loro assenza Deschamps virerà su quei calciatori testati negli ultimi impegni. Tutti difensori in ascesa: Dayot Upamecano, che si è preso la titolarità nella difesa del Bayern Monaco, e William Saliba, che all'Arsenal sta mostrando di aver completato il salto di qualità dopo i tre anni di prestito in Ligue 1. Sulle corsie correranno Theo Hernandez e Pavard, mentre completeranno il reparto Koundé del Barcellona e Konaté del Liverpool, alternative di buon livello.

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Con Varane in dubbio, è il momento di William Saliba

La vera rivoluzione però è a centrocampo, dove pesa come un macigno l'assenza di due pilastri dei recenti successi francesi: N'Golo Kanté e Paul Pogba. Per sostituirli Deschamps ha pescato dal Real Madrid: Tchouameni e Camavinga, sempre più importanti nella mediana dei blancos, saranno i titolari anche del centrocampo francese, dove porteranno la loro conoscenza reciproca e la loro freschezza. Sono loro il presente ma soprattutto il futuro della nazionale Blues.

Da Torino arriverà poi Adrien Rabiot che, nonostante le valigie già pronte, è recentemente diventato una delle poche certezze di quella nave in tempesta che è la Juventus. Viene il sospetto che anche nella Francia, alla fine, potrà giocare un ruolo chiave. Nelle ultime uscite sono stati provati dal CT francese anche Guendouzi e Fofana, che completeranno il reparto insieme ad una vecchia conoscenza del nostro campionato come Jordan Veretout.

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I due gioielli del Real sono pronti a prendersi il centrocampo della Francia

Inutile però stare a girarci troppo intorno: le fortune della Francia dipendono dal suo straordinario parco attaccanti. È lì che i francesi staccano tutte le altre nazionali del mondiale. Se Re Mida Karim Benzema ha coronato il suo magic moment con il Pallone d'Oro - e sappiamo tutti quanto la sua presenza possa fare la differenza - il primo violino dei Blues sarà ancora Kyilian Mbappé. Il fuoriclasse del PSG viene da un europeo agrodolce, giocato in un momento in cui ci aspettavamo da lui una svolta definitiva verso l'Olimpo. Tra polemiche, contratti faraonici e prestazioni non sempre all'altezza delle mastodontiche aspettative, Mbappé può fare ancora un passo per consacrarsi tra i migliori in assoluto: anche per lui questo mondiale è la chance più grossa di tutte.

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A fluttuare tra le linee, alle spalle delle punte, c'è Antoine Griezmann, le petit diable, non più nel fiore della carriera ma con tutte le qualità per completare un tridente che ha pochi eguali nel mondo.

Naturalmente in tutte le caselle dell'attacco non mancano alternative di altissimo livello: Dembelé e Coman sono esterni puri che aggiungono soluzioni e possono portare freschezza e qualità a partita in corso. Pensare a questi nomi come a delle "riserve" fa effetto e, sinceramente, anche un po' di invidia. Deschamps ha convocato poi un jolly offensivo come Nkunku del Lipsia, probabilmente per darsi qualche alternativa tattica, mentre il centravanti di scorta sarà Olivier Giroud. Uno che si porta dietro la reputazione di punta bellina che non segna (complice anche il Mondiale 2018 chiuso a 0 reti), ma che nei fatti è il secondo marcatore più prolifico nella storia della nazionale francese.

Il pronostico

Come detto in apertura, è sempre complicato non considerare la Francia tra le favorite per la vittoria finale, eppure stavolta sembrano esserci almeno due o tre formazioni superiori. La Francia è stata sorteggiata nel girone D con Danimarca, Tunisia e Australia: nel suo raggruppamento è la principale candidata al primo posto, ma i danesi hanno lasciato dei brutti ricordi ai Blues nei recenti incontri di Nations League. Sarà fondamentale conquistare sul campo il primo posto per non complicare troppo la strada nelle fasi successive.

La Francia è una squadra che in qualche modo ha già cominciato un processo di ricostruzione: con le sue qualità potrebbe anche vincere il torneo, ma se dovesse fermarsi tra i quarti e le semifinali non sarebbe una vergogna visto il periodo di transizione che sta vivendo. Molto passerà dal pieno recupero di alcune pedine importanti e dagli incroci che proporrà il tabellone. Probabilmente non finire tra le prime quattro verrebbe considerato un fallimento in Francia, ed è per questo che le semifinali sono l'obiettivo minimo che i transalpini dovrebbero porsi per questo Mondiale.


  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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