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Spalletti
, 10 Novembre 2022

I fantasmi di Luciano Spalletti


Un allenatore sempre circondato da nemici.

Ci sono tanti allenatori diffidenti e sospettosi, che vedono nemici ovunque, che hanno la costante sindrome dell'accerchiamento. Ma Luciano Spalletti è di un'altra categoria: è un genio del campo. Parafrasando la sua citazione di Schopenhauer "Se il talento vede nemici che gli altri non vedono, il genio vede nemici che non esistono". Il bambino del sesto senso vedeva i defunti, Luciano nostro vede i nemici.

Insomma: ci sono paranoici dilettanti e poi c'è lui, un professionista del ramo. Ma essere visionari non sempre è una qualità.

È comprensibile che un tecnico debba stare sempre all'erta, con le antenne ritte, attento a ogni scricchiolio. Appena le cose vanno male, è il primo a pagare, il perfetto capro espiatorio. A volte è meglio che anticipi e preveda certi malumori, come in Minority Report. Ma senza strafare. Non si porti troppo avanti col lavoro per eccessiva solerzia. C'era un vecchio film con Mel Gibson, "Ipotesi di complotto", in cui il protagonista vedeva cospirazioni ovunque. Per la legge dei grandi numeri, una teoria strampalata su dieci, si rivela vera. Ma quante energie si sprecano?

Henry Kissinger diceva che perfino i paranoici hanno nemici reali. Non fa una piega. Ma se continua così Spalletti userà Marco Domenichini come assaggiatore.

La sindrome del controllo è logorante. Il tecnico toscano molli un po' la presa, si rassegni: ci sarà sempre qualche variabile che sfuggirà dal suo controllo. Lasci che il rumore dei nemici sia un acufene, un ronzio di fondo a cui ci si abitua. Insomma Spalletti "stia sereno", anzi no, che porta male. Ma si goda il momento con equilibrio, almeno. Anche perché il sospetto non è l'anticamera della verità, ma del khomeinismo.

Il nostro tecnico è talmente litigioso che da bambino aveva un nemico immaginario. Sembra quasi di vederlo, un giovane Spalletti, formulare assurde teorie per giustificare un brutto voto. I complotti del giovane Lucio. Sicuramente la maggioranza dei suoi insegnanti faceva parte degli Illuminati, del Bildeberg e lui povera vittima del complotto. Insomma un Dan Brown involuto e boccacesco.

Come sappiamo questa sorta di paranoia è cosa recente. Il trauma, è quasi superfluo ricordarlo, è stato Francesco Totti. Roma, per citare Castellitto Jr. è stato il suo Vietnam. Ed è normale che il mister proprio come i reduci di quell'assurda guerra ogni tanto sia sconvolto da repentini e violenti flashback.

Spalletti è così per troppo amore, per eccessiva dedizione al lavoro. È protettivo in modo esagerato coi suoi calciatori. Sembra come quei genitori che vogliono sapere tutto dei figli, che li vogliono controllare h24. E arrivano a cammuffarsi per seguirli ovunque e vedere come si comportano anche a scuola. Ma Spalletti ha dato loro le giuste indicazioni, gli insegnamenti corretti, si fidi di loro, allora! Così rischia davvero di trasmettere la sua insicurezza. Luciano rischia di essere come la mamma di Psycho per i calciatori. Una voce sempre presente. Un freno alla loro fantasia. E ce lo immaginiamo dondolarsi lentamente sulla sedia, scheletrico, che ripete: "Sempre Kvara, sempre lui... I compagni non sono contenti...".

Kvara e gli altri non lo seguano nelle sue paure, ignorino quelle voci spettrali! Lo spettro dei suoi secondi posti e delle sue delusioni aleggia. Lo spirito dickensiano del campionato passato gli sia da monito. Quest'anno cresca anche lui e impari dai suoi errori. Se ci è riuscito Scrooge può riuscirci anche Lucio.

È giunto il momento che anche lui faccia un salto di qualità e che si comporti da vincente. Mostri sicurezza, si tenga per lui le sue visioni mistico-complottiste. La Cassandra delle dietrologie che è in lui si faccia da parte. Non sprechi tempo a cercare cimici e talpe, se proprio vuole darsi alla disinfestazione si concentri su di sè, e cacci via i suoi fantasmi.

Per fare un paragone cinematografico: da La conversazione a Ghostbusters. Facciamo un patto: noi smettiamo di pensare al cinema, ma lui la finisca di farsi film assurdi.

  • Andrea Frau. Classe '86, autore e redattore di Verde Rivista, enigmista per lavoro e aspirante insegnante. Laico, libertario e interista.

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