
Considerazioni sparse post Cremonese-Milan (0-0)
Il fortino retto da Alvini regge contro un Milan con poche idee in fase offensiva.
- Il Milan di Pioli sopperisce da due anni a squalifiche e infortuni, pur non avendo una rosa che vanta venticinque giocatori dello stesso livello, grazie ad un impianto di gioco ben preciso e la capacità del proprio allenatore di far sentire tutti importanti quando vengono impiegati. Ciò nonostante, quando a mancare contemporaneamente sono Theo Hernandez e Leao, motore della fascia sinistra, l'allenatore rossonero è costretto ad inventarsi sempre qualcosa di nuovo, per sopperire alla mancanza di qualità che ne deriva. Il tentativo di stasera con la difesa a tre, per tenere più alti Ballo-Touré e Messias contro una squadra chiusa come la Cremonese, sulla carta è sensato, ma che non sia la stessa cosa è palese;
- Fatica acuìta anche dal ritorno in grande stile di Carnesecchi, alla sua quinta uscita dopo l'infortunio, che lo sta vedendo crescere partita dopo partita, dimostrando perché sia considerato un potenziale top anche per il futuro della nostra nazionale maggiore, non solo dell'Under-21. Nel primo tempo è lui che tiene in piedi la baracca, pur contro un Milan non irresistibile, neutralizzando le conclusioni di Origi, Thiaw (di testa) e di Messias, sul quale si ripete a metà ripresa;
- Quanto detto finora non vuole togliere nulla ad un'ottima Cremonese, messa benissimo in campo da un coraggioso e scatenato Alvini, che non ha mai smesso di "telecomandare" i suoi per tutta la durata del match. Un turnover quasi completo, di ben otto giocatori, che aveva fatto pensare a molti ad una scelta conservativa in vista dell'ultimo match prima della sosta, lo scontro diretto contro l'Empoli, che invece sul campo si è dimostrata una gestione delle forze ideale, per sfruttare la condizione fisica contro una squadra evidentemente stanca, dopo i molti impegni tra Serie A e Champions League;
- Tra i rossoneri, ad esclusione di una difesa onestamente poco impegnata, è difficile trovare qualcuno che si sia distinto particolarmente. Nella prima ora di gioco, il più attivo è stato Origi, che con le sue qualità fisiche riusciva in qualche modo a tenere alta la squadra, pure faticando a destreggiarsi nelle maglie difensive avversarie. Resta comunque difficile capire perché Pioli abbia scelto di togliere lui e non Rebic, all'ingresso di Leao: un errore compreso tardi dall'allenatore rossonero, che ha provato a rimediare inserendo Lazetic nel finale. Bene Messias, nella ripresa, contenuto spesso e volentieri con le cattive dai difensori avversari, al punto da costringere Alvini ad un paio di sostituzioni di altrettanti ammoniti;
- Inutile dire che il risultato finale sia manna dal cielo per la Cremonese e una mezza tragedia sportiva per i campioni d'Italia, distanti ora ben otto lunghezze dal Napoli dei record di Spalletti e a rischio di essere agganciati nuovamente da Lazio e Atalanta al secondo posto in classifica. I padroni di casa restano invece ancora a secco di vittorie in Serie A, ma l'impatto con la categoria sembra essere stato smaltito quasi totalmente ed è auspicabile che, molto presto, le buone prestazioni si trasformeranno in molti più punti.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














