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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post MotoGP della Spagna


L’Italia gode! Francesco Bagnaia è campione del Mondo!


- 50 anni dopo, esattamente dal Mondiale del 1972 vinto da Giacomo Agostini in sella alla MV Agusta un pilota italiano su moto italiana ha vinto il motomondiale nella sua categoria più prestigiosa! Pecco Bagnaia è campione, 13 anni dopo la vittoria di Valentino Rossi, ultimo italiano iridato. La Ducati è campione dopo il titolo di Casey Stoner. Valencia è tutta rossa oggi! Bagnaia dopo Rossi, Bagnaia dopo Biaggi, Bagnaia dopo Uncini, Bagnaia dopo Agostini, Bagnaia tra chi ha fatto la storia del motosport italiano e scusate se ci stiamo dimenticando qualcuno. Oggi è festa, Francesco Bagnaia su Ducati ha vinto il campionato del Mondo!

- Il Mondiale vinto da Bagnaia è la narrazione di un una rincorsa insperata (91 punti recuperati in metà campionato sono qualcosa di strepitoso), di un forcing forsennato, di urla strozzate, di cadute improvvise, di scivoloni drammatici. Ma è anche la narrazione di cosa vuol dire essere resilienti, di avere talento vero, di cosa significhi credere in un progetto, di cosa significhi far parte di un team che è una famiglia, capace di sostenerlo ancor prima che si potesse cominciare ad ipotizzare anche solo una vittoria. Bagnaia è il centro del progetto di Ducati, è il risultato di una scuola italiana tornata vincente, grazie soprattutto a quel signore che abbiamo deciso di non nominare per non spostare l’attenzione dal fresco World Champion;

- La Ducati 2022 è stata una moto praticamente perfetta. Ha vinto da moto dominatrice, da moto da battere come non si era mai visto. Il terzo posto di Bastianini (fenomenale su moto clienti) ne è la prova lampante. I fallimenti delle moto ufficiali durante le prime gare del Mondiale fuori dall’Europa non rendevano merito ad un’astronave mascherata da motocicletta. Siamo arrivati a chiedere disperatamente l’aiuto di Pecco per risollevare le sorti del Mondiale e soprattutto per risollevare l’umore degli appassionati italiani, in quel periodo attaccati a Bastianini con tutte le proprie forze. Ma non sarebbe stato sufficiente per portare a casa il tanto agognato titolo, serviva un Pecco d’annata. Serviva una rincorsa clamorosa, eccezionale. Serviva un binomio moto-pilota che sfiorasse la perfezione. E’ successo. Di nuovo. Finalmente;

- La lotta con Fabio Quartararo è stata meravigliosa. Nonostante, di massima, dove riusciva a dominare Pecco, non riusciva a carburare Fabio (e viceversa), il duello è stato spettacolare in termini di sportività. Soprattutto in questa disciplina non si erano mai visti dei contendenti così corretti tra loro. Non una parola fuori posto, non una sportellata di troppo. Fabio rimane un pilota incredibile che purtroppo non ha avuto a disposizione una moto all’altezza. La Yamaha, nonostante l’ottima ciclistica, aveva diversi cavalli in meno da poter sprigionare, soprattutto rispetto alla perfetta Ducati. Eppure il sorpasso di Bagnaia in campionato è avvenuto solo alla penultima gara, solo alla fine del campionato. Solo grazie alla tenacia ed alla caparbietà di Quartararo, pilota d’altri tempi, manico esagerato e bravo ragazzo. Non vediamo l’ora di tornare a vederli battagliare l’anno prossimo, magari insieme a Marc Marquez;

- Il carro di Pecco Bagnaia è in partenza dal binario 1, i signori passeggeri sono invitati a prendere posto. Chissà che la vittoria Mondiale di Bagnaia possa riaccendere il fuoco all’interno dei cuori dei tifosi italiani, chissà che non si possa tornare a vedere il Mugello pieno, con colori gialli e rossi insieme. Dovesse succedere sarà sopratutto grazie a Pecco che abbiamo aspettato, abbiamo bacchettato, abbiamo sostenuto, abbiamo incoraggiato e con lui abbiamo empatizzato nei momenti di difficoltà. Adesso lo idolatriamo e accidenti se lo idolatriamo! Pecco può essere il nostro nuovo motore trainante per il motorsport italiano. Ah, bravo Alex Rins. Anzi, bravissimo. In pochi si sono accorti di questa vittoria così importante, la seconda avvenuta dopo l’annuncio del ritiro della sua Suzuki dalla MotoGP. Si lascia da vincitori, inspiegabile. Ma lo rispettiamo, speranzosi che si possa fare un passo indietro.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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