Logo sportellate
, 5 Novembre 2022

Considerazioni sparse post Atalanta-Napoli (1-2)


Bergamo rappresentava un crocevia importante per il Napoli e la sua stagione, fin qui quasi perfetta: gli azzurri superano agevolmente anche quest'altro checkpoint fondamentale, tornando a casa con tre punti pesantissimi che possono significare la prima fuga di questo campionato.


-Per il Napoli la sfida all'Atalanta, squadra che negli ultimi anni ha spesso rappresentato una vera e propria bestia nera, rappresentava un crocevia fondamentale per capire la portata delle sue ambizioni. Il fatto che arrivi dopo la prima sconfitta stagionale e senza la sua stella più luminosa dà ancor di più a questo match i caratteri della partita della verità;

-L'Atalanta fa di tutto per vincere una partita che anche per il proprio cammino può essere decisiva: una vittoria avrebbe potuto rilanciare le ambizioni di altissima classifica dei nerazzurri. Gasperini la prepara col suo classico stile, con ritmi intensi ai limiti della follia lungo tutto il campo che ha dato più di un grattacapo alla costruzione dal basso dei partenopei. La partenza forsennata dell'Atalanta si traduce in un vantaggio meritato a firma del solito Lookman;

-Se di prova di maturità si trattava, il Napoli la supera a pieni voti: lo schiaffo atalantino non scompone gli azzurri, che ci mettono quattro minuti a riprendere il match, e pochi altri per mettere la freccia e passare avanti;

-Nel secondo tempo il canovaccio è stato chiaro, con un'Atalanta che gioca il suo calcio con aggressività e voglia di raggiungere il pareggio, con un'occasione ghiotta per raggiungere il pari. Il Napoli nel complesso però non corre partocolari rischi, cosa non scontata contro una squadra difficile da affrontare e soprattutto atleticamente più fresca e riposata, non avendo l'incombenza delle coppe europee;

-Il Napoli l'ha vinta grazie alle infinite armi a disposizione di Spalletti: manca Kvaratskhelia? Ed ecco che Elmas viene rispolverato e sigla il gol decisivo. Più che il macedone però, a ereditare il ruolo di uomo in più è stato Victor Osimhen, oggi semplicemente straripante con la sua fisicità incontenibile persino per una squadra fisica come l'Atalanta. Nota di merito per Alex Meret: un giocatore che sembrava perso definitivamente lo scorso anno, ma che anche oggi si è rivelato decisivo quando chiamato in causa. Una crescita eccezionale per il portiere friulano, capace di riprendere le redini della sua carriera proprio nel momento più buio.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

pencilcrossmenu