
Considerazioni sparse post Feyenoord-Lazio (1-0)
Una partita in cui la Lazio si brucia con le sue stesse mani.
- Rabbia. Frustrazione. Amore. Delusione. Amarezza. Una partita che ha fatto urlare contro il cielo. Se è vero che chi è causa del suo mal deve piangere sè stesso, è altrettanto vero che altri fattori hanno portato a ciò. Sarebbe, però, cercare un appiglio. Quasi una giustificazione. Lì dove non deve esserci. Specialmente questa settimana. Una retrocessione in Conference, per sola differenza reti. Per quel disastro avvenuto in Danimarca. L'intero percorso dovrà essere una lezione da tenere bene a mente per Sarri e i suoi ragazzi;
- L'ambiente olandese si fa sentire. Pesa. Nonostante ciò la Lazio inizia bene. Una traversa e diverse occasioni limpide, ma nessuna trasformata. Lo strano caso di Felipe Anderson: giocatore, francamente, inspiegabile (quantomeno ad avviso di chi scrive). Gli olandesi crescono col passare dei minuti e pressano, sospinti dal vento incessante e dall'incitamento. Nulla di che preoccuparsi per il momento: si va all’intervallo sullo 0 a 0;
- Nel secondo tempo succede tutto. Situazioni anomale. Valutazioni strane. Una rete. Quella olandese. Frutto di un errore, l'unico, dei centrali. Probabilmente anche di Provedel. Ammonizioni - ma anche un rosso - che fioccano come le gocce di pioggia sulla città portuale nordica. Sempre Anderson, in un momento precedente al caos, potrebbe. Sì, potrebbe. Ma la potenza non diventa atto. Nessuna sorpresa, il brasiliano è così. Ti fa finire all'inferno per il quantitativo di invocazioni divine per ciascuna partita enucleate. Nonostante ciò è terzo posto. Sarebbe stato meglio il quarto?;
- Salvo l'errore sul gol di posizionamento, la Lazio gioca una partita dignitosa. Fa quello che deve fare. Regge l'urto. Riparte ed è sempre pericolosa. Non c'è molto da recriminare ai singoli. L'impegno, il gioco e le distanze ci sono: Sarri, ora, dovrà trasformarsi in raffinato stratega delle menti. Ci sono tre partite prima della sosta. C'è da guardare unicamente avanti. Non affossarsi per un calo fisiologico benché in un momento nevralgico;
- Gli olandesi fanno il loro. Squadra fumosa e poco precisa, ma trascinata da una caldissima atmosfera. Passano addirittura come primi nel girone. Chapeau? No. Fato favorevole e astri ben allineati. Del resto, però, è il Gioco. Maledetto e amatissimo.
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