
Considerazioni sparse post Lecce-Juventus (0-1)
La Generazione Z della Juventus sembra essere adesso l'unico appiglio per salvare una stagione.
- Una Juventus raffazzonata e con obiettivi indecifrabili scende in campo con due classe 2003, con Allegri che esaudisce quindi le richieste popolari di fare giocare i giovani, i quali lo avevano "risollevato" nel finale contro il Benfica. Il canovaccio tattico del Lecce è chiaro: una fase difensiva attenta, e non potrebbe essere altrimenti. I bianconeri non riescono a trovare varchi, grazie a un giro palla stile moviola e quindi i contenuti tecnici oggi ne risentono;
- Molto cambia con l’ingresso in campo di Fagioli, che riesce a dare più verticalità e delicatezza al possesso palla. Una Juventus più determinata e viva entra in campo nella ripresa, dando l’idea di non avere l’encefalogramma piatto come si pensa. Le occasioni da gol però latitano e la mossa Kean di Allegri sembra muoversi in una direzione giusta, e ancor di più quella di Iling Junior, di gran lunga in questo momento l’uomo più in forma. A un minuto dal suo ingresso in campo, infatti la Juventus trova un meritato vantaggio;
- Il gol di Fagioli è di gran lunga il gesto tecnico migliore della partita. Al secondo posto l’esultanza tardelliana e la commozione, figlia del passato nel vivaio. Difficile non pensare a Del Piero vedendo una giocata risolutiva così. Il numero 44 merita un intero paragrafo di queste considerazioni, così come meriterebbe di ricevere più opportunità in un deserto tecnico sempre più evidente. Visti i vari tentativi di regia andati fallendo, si dovrebbe a questo punto puntare più su di lui: la linea verde non può più essere ignorata da Massimiliano Allegri;
- L’unico punto positivo ora per la Juventus è la terza vittoria consecutiva in campionato, che comunque le permette di essere in corsa per i primi quattro posti, in questo momento obiettivo massimo preventivabile. Parlando del Lecce, oltre alla bellezza del Via del Mare pieno e festante, è chiaro come abbia tatticamente impostato la partita per uscire con uno 0-0 e che di conseguenza fa veramente poco per pareggiarla. Nonostante questo, il palo colpito da Hjulmand nelle scorribande finali, grida vendetta. Se si vuole pensare a salvarsi, non si può che affidarsi alla freschezza di Strefezza e alla solidità difensiva che passa proprio dal danese prima e da Baschirotto poi. Il buon calcio mostrato nelle prime partite sembra però aver lasciato spazio ad altre tattiche;
- Nonostante i tre punti, per la Juventus sembra lontana la strada della risalita. Non rimane altro che continuare con la logica del passo dopo passo, e affidarsi a coloro che sembrano dare le migliori garanzie: in questo momento tra la Generazione Z (Soulé, Miretti, Fagioli e Iling Junior) e gli altri sembra esserci una minima differenza, che sta nella voglia di volersi prendere una famelica rivincita. A volte nelle emergenze nascono le migliori opportunità, a questo e nient'altro può affidarsi Allegri ora.
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