Considerazioni sparse post Napoli-Rangers (3-0)


Il lupo perde il pelo, ma non il vizio: anche il Napoli cambia pelle e diversi uomini, ma come al solito in Europa ne fa tre e ipoteca quasi al 100% il primo posto.


- Spalletti aveva detto di non fare scelte per il turnover, ma solo per vincere, ma i suoi sono talmente bravi che gli permettono di fare entrambe le cose: sono sei gli uomini diversi rispetto alla formazione titolare dell'Olimpico, eppure il risultato non cambia affatto. Il Napoli, pur con qualche "seconda linea" (il virgolettato è d'obbligo), continua la sua corsa a suon di gol, ben 20 in cinque uscite europee;

- I primi minuti della partita sono calcio all'ennesima potenza: il Napoli si diverte a fare l'Houdini della situazione, e come un navigato illusionista nasconde il pallone per minuti interi agli scozzesi, che si ritrovano a correre a vuoto quasi come tori da sfiancare prima di venir matati dal torero;

- I panni del torero li veste Simeone: per lui zero minuti nelle ultime tre, ovvero dal rientro di Osimhen, ma per lui zero polemiche e due gol (4 totali in Champions) a dire senza mezzi termini che lui è lì, a disposizione, pronto a dare il suo contributo. A proposito di Simeone: la sua chimica con Mario Rui (terzo gol del Cholito su assist del portoghese) è roba da studiare nei laboratori delle migliori università del mondo;

- I Rangers ci provano in tutti i modi, ma non riescono a non recitare la parte della vittima sacrificale: gli scozzesi per la verità provano anche a giocarsela e fare la propria partita in maniera encomiabile. La verità però è che i Rangers non sono forti abbastanza per la Champions, e in particolare per questo Napoli;

- Con questa vittoria il Napoli fa 5 su 5, con +16 di differenza reti. Un dato non da sottovalutare, visto che resta da giocare la trasferta ad Anfield contro il già qualificato Liverpool, valida per il primo posto: gli azzurri però ci arrivano nelle migliori condizioni. Vero, il Napoli storicamente è abituato a complicarsi la vita da solo: stavolta però gli azzurri devono davvero impegnarsi, visto che il primo posto può sfuggire solo con una sconfitta con quattro gol di scarto...

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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