
Considerazioni sparse post Inter-Viktoria Plzen (4-0)
L’Inter ci mette mezz’ora a sbloccarsi e poi celebra alla grande gli ottavi di Champions League più gustosi e difficili.
- L'Inter si gioca l'accesso agli ottavi con un turno d'anticipo nonostante sia finita nel "girone di ferro". Classico palcoscenico che si presta a paradiso o inferno com'è scritto nel DNA dell'Inter. Il Viktoria non ha nulla da chiedere se non il rispetto del proprio orgoglio e lo sfruttare una vetrina prestigiosa come quella di San Siro. Ne esce una partita viva solo per i primi 25 minuti poi la condizione e la determinazione interista fanno la differenza e da quel momento in poi è un soliloquio esaltante che premia i nerazzurri nella loro Champions più difficile;
- Barella è straripante, imposta, corre dappertutto ed è tornato il cuore pulsante di una squadra che non a caso ha ripreso a correre con costanza e convinzione. Dimarco dimostra una crescita esaltante oltre a un piede raffinatissimo. Dzeko ha una classe che fa maledire le 36 primavere che si porta sulle spalle. Lautaro gioca da uomo squadra istruendo e motivando i compagni. Il meno convincente sembra paradossalmente Onana che non esce in un paio di circostanze ed esibisce un paio di leggerezze che sarà bene eliminare al più presto;
- Difficile parlare del Viktoria che come all'andata infoltisce retroguardia e centrocampo ma tiene il ritmo dei nerazzurri per meno di un tempo. La sfida di quest'oggi per i giocatori nerazzurri era mentale e contro se stessi e il Viktoria non riesce a inserirsi in maniera concreta nella partita. Praticamente assente nella fase offensiva, riesce a creare qualche timido grattacapo sui calci d'angolo ma davvero troppo troppo poco;
- I ragazzi di Inzaghi centrano una qualificazione bellissima e difficilissima che fa da contraltare agli stenti di inizio campionato. Fa impressione notare come il criticatissimo Inzaghi con una rosa meno ampia rispetto a quello di Conte abbia sempre fatto (nettamente) meglio del più quotato collega in Europa. Un applauso grande questa sera se lo merita anche il tecnico piacentino;
- Ultimo punto che è un augurio e un in bocca al lupo a Lukaku che torna e torna con goal (e anche, sembrerebbe, più asciutto). L'Inter ha bisogno dei chili e della forza fisica del belga a patto che in partite tecnicamente più complesse riesca a giocare meglio di fioretto. Per stasera basta abbondantemente così.
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