
Considerazioni sparse post Napoli-Bologna (3-2)
Un Bologna più vivo che mai è un'ottima notizia per Thiago Motta, ma i tre punti restano comunque affare del Napoli, che non sembra conoscere soste.
- La corsa di Spalletti a fine gara, ad unirsi all'abbraccio collettivo dei suoi, la dice lunga sull'insidia rappresentata da questa partita: a un certo punto il Bologna sembrava davvero poter portare a casa un punto preziosissimo, ma alla fine gli azzurri sono riusciti a fare ancora una volta bottino pieno. Una vittoria che solo a giugno sapremo quanto sarà stata importante effettivamente, ma che adesso ha un peso non indifferente sul cammino e sul morale della squadra partenopea;
- Un Bologna con tante assenze, forzate (come nel caso di Arnautovic) o dovute a precise scelte tecniche (come Soriano ed Orsolini), per un po' ha davvero annusato l'impresa: gli uomini di Thiago Motta hanno offerto una bella prova collettiva, risultando difficili da superare in fase difensiva, e piuttosto pericolosi in quella offensiva. Dall'emergenza offensiva emerge Zirkzee, oggi in gol e in generale autore di una prestazione ricca di buone cose: l'augurio è di continuare a vedere in campo questo giovane attaccante anche quando il bomber austriaco tornerà a disposizione;
- Nonostante un Bologna davvero ottimo, specialmente se paragonato alle ultime uscite, il Napoli ha come prevedibile fatto la partita: specialmente fino al 75' gli azzurri hanno mosso palla con velocità e intelligenza, non perdendo mai la pazienza neppure dopo i gol subiti. A vedere le occasioni avute, il risultato sta persino stretto, alla luce delle numerose occasioni sprecate per chiudere anzitempo la contesa;
- Una grossa fetta di preoccupazione al Napoli l'ha messa Meret, oggi impreciso e vicino alla versione insicura e impacciata della passata stagione: assolutamente colpevole sul gol di Barrow, quando si fa sfuggire il tiro non di certo irresistibile del gambiano ex Atalanta, anche successivamente è apparso maggiormente in ansia di quanto fatto vedere nelle ultime uscite. Benissimo Kim e Juan Jesus, che hanno eretto un muro insuperabile dietro, un 10 a Spalletti per la lettura della gara: i gol di Lozano e del ritrovato Osimhen, entrati nel secondo tempo al posto di Politano e Raspadori, sono lì a premiare il piano gara e le intuizioni del tecnico di Certaldo;
- Se c'è un appunto da fare al Napoli dopo una vittoria che ha fatto gioire i tifosi accorsi in massa al Maradona come nei migliori match di cartello, è l'inevitabile stanchezza accusata dai suoi uomini migliori: l'uscita di Lobotka, insostituibile fino ad oggi, è sintomatico di come gli azzurri siano sulle gambe. La buona notizia, oltre al rientro a pieno regime di Demme, l'uomo che perlomeno numericamente dovrebbe sostituire lo slovacco, è che non ci sono impegni infrasettimanali, con gli azzurri che potranno preparare con maggiore calma (magari usufruendo di qualche giorno di riposo) la difficile trasferta dell'Olimpico contro la Roma. Che magari non restituirà gli uomini ancora in infermeria, ma magari farà tornare qualche energia fresca, sia fisica che mentale, che l'ultimo quarto d'ora di stasera ha certificato servire come il pane agli uomini chiave della squadra partenopea.
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