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, , 12 Ottobre 2022

Considerazioni sparse post Napoli-Ajax (4-2)


4 vittorie su 4 in Champions, differenza reti +13, qualificazione agli ottavi già ipotecata: questo Napoli non si pone limiti.


- Avete presente la storia del calabrone che è troppo pesante per volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso? Ecco, il Napoli fa esattamente così: magari avrà pure dei limiti, ma la squadra di Spalletti non li conosce e li supera continuamente. Con questa di oggi al Maradona le vittorie sono 4 in 4 partite, unica squadra (in attesa del Bayern) ad essere a punteggio pieno, i punti sono 12 e stavolta bastano per accedere agli ottavi, con buone possibilità di vincere un girone che alla vigilia vedeva gli azzurri solo a rincorrere dietro il Liverpool;

- Se il Liverpool doveva recitare la parte del leone, all'Ajax spettava il ruolo di contender per gli azzurri: al termine della settimana che ha visto le due squadre sfidarsi possiamo dire che la sfida, tra le due compagini, non è mai stata in piedi. Non solo per il risultato complessivo (un 10-3 che suona imbarazzante per una squadra dal blasone dei lancieri), ma è soprattutto quanto visto in campo nei 180 minuti a rendere l'Ajax un avversario mai realmente credibile per questo Napoli: anche oggi, pur avendo avuto la forza di riaprire nominalmente la gara per ben due volte, mai si è avuto un minimo brivido di paura che la partita potesse prendere una strada diversa;

- Il merito, al di là delle difficoltà degli olandesi, è stato di un Napoli aggressivo, brillante e determinato sin dalle prime battute. Non è certo una novità quest'anno. Occorre infatti poco piu di un quarti d'ora agli azzurri per ritrovarsi a condurre per 2-0, spegnendo ogni velleità di vendetta degli olandesi. Nel secondo tempo gli azzurri rallentano, si specchiano persino un po', ma non perdono mai per davvero il controllo della partita: una dimostrazione di forza assolutamente straordinaria;

- Quello che stupisce di questa squadra è l'assoluta sincronia di movimenti tra gli undici, anzi i sedici giocatori in campo: mai come quest'anno la rosa è numerosa e qualitativamente di gran livello, al punto che i cambi quasi non inficiano sull'efficacia della manovra;

- I singoli tuttavia meritano la loro parte: Lobotka nel mezzo del campo giganteggia come suo solito, e Kvaratskhelia al solito fa il bello e il cattivo tempo ogni volta che decide di partire. Ma oggi c'è gloria anche per Lozano, autore di un gol di pregevole fattura e vicino a ripetersi in più di un'occasione. Torna al gol anche Osimhen, che prova a recuperare il terreno perduto nei confronti di un Raspadori sempre più centrale nei giochi offensivi di Spalletti. Ordinata anche la prova di Juan Jesus, che non fa rimpiangere Rrahmani.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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