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, 6 Ottobre 2022

Considerazioni sparse post Heart of Midlothian-Fiorentina (0-3)


Nelle lande scozzesi riappare finalmente la Fiorentina di Italiano.


- La Fiorentina arrivava alla terza giornata di Conference League con un bagaglio carico di problemi, ansie, preoccupazioni. Problemi di rendimento, ansie da classifica, preoccupazioni per l'infermeria che non si svuota mai. Ma i viola, con la complicità di un avversario più che modesto, ripartono da Edimburgo con una boccata di ossigeno e soprattutto con la prima, sonora vittoria in trasferta stagionale. Risultato netto, in una gara subito indirizzata dalla rete di Mandragora dopo quattro minuti e mai stata in discussione;

- Italiano è alla ricerca di certezze con il lanternino in questo avvio di stagione. Contro gli Hearts le ritrova tornando all'impostazione tattica più congeniale forse in primis a lui stesso. 4-3-3, squadra altissima, difensori che conducono palla e cercano le verticalizzazioni, mezzali che si devono alternare tra palleggio e attacco dello spazio, terzini a fare le ali aggiunte. E Luka Jovic. Già, perché se gli esterni Saponara e Kouamé erano obbligati (Ikoné squalificato, Gonzalez a mezzo servizio e Sottil ai box) per il complicatissimo ruolo di centravanti c'era la scelta tra il serbo e Cabral. L'ex Real Madrid, in campo novanta minuti, è sembrato confermare i segnali di ripresa, nonostante ancora troppa ruggine sottoporta che ci si augura sia stata un po' ripulita dal gol dello 0-3;

- Certe soluzioni di gioco viste in serata meritano attenzione, non tanto per la novità, quanto perché potrebbero essere per la Fiorentina la via da percorrere senza rischiare di snaturarsi. Ancor più responsabilità dei centrali di difesa in fase di costruzione e sviluppo, e quando si presenta la possibilità, ricerca con più frequenza della palla diretta sugli attaccanti per una risalita più rapida. Dividendo in questo le responsabilità tra Jovic, chiamato a venire incontro per giostrare con la palla tra i piedi, e Kouamé delegato al duello aereo e alla profondità. Curiosa (ed efficace) anche la scelta del terzino destro, ovvero il mancino Terzic, autore di un'ottima gara e dell'assist del vantaggio. Il numero 15 serbo ha compensato i limiti di Kouamé in dribbling, attuando lui la giocata di venire dentro il campo nelle fasi di possesso orizzontale dei viola, con l'ivoriano a dare ampiezza. Tutte cose che potrebbe esser interessante rivedere con Gonzalez in campo... ;

- Ok Gonzalez è importante che torni presto al massimo per i viola, ma Kouamé all'oggi è l'eroe di cui la Fiorentina ha bisogno. Il gol in acrobazia è un piccolo gioiello, l'assist per il gol di Jovic vale per l'importanza di far sbloccare il serbo prima ancora che per la rete in sé. L'attaccante ivoriano è passato in poco tempo da separato in casa a giocatore più importante della Fiorentina. Non certo perché sia quello tecnicamente più forte, ma perché è quello più utile. Fisicità e corsa al servizio di una squadra troppo spesso irritantemente barocca, l'ex Genoa è una ventata di pragmatismo per la Fiorentina, preziosa soluzione di emergenza in attesa di ricomporre il puzzle;

- Qualche impressione sugli Hearts, squadra ricca di storia e fascino ma assai povera di qualità. Se non fossero abbastanza significativi i dati sul possesso palla (28%), sui passaggi tentati (1/3 di quelli della Fiorentina), su quelli riusciti (1/4 di quelli della Fiorentina) e sui tiri (4, due in porta), forse è meglio solo evidenziare come il portiere-leggenda Gordon sia stato il migliore in campo degli scozzesi. Certo, l'inferiorità numerica a inizio ripresa non ha aiutato, ma la squadra di Edimburgo è parsa uscita direttamente dalla bassa Premier League di metà anni '90. Con un simpatico allegato: la cornice di pubblico, 20mila esaltati sotto la pioggia scozzese. Bellissimo.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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