Logo Sportellate
, 5 Ottobre 2022

Considerazioni sparse post Juventus-Maccabi Haifa (3-1)


L’attesa notte di Adrien Rabiot.


- La Juventus prende i primi tre punti europei contro una squadra simpatica e frizzante, che ci ha fatto tornare alla mente il meraviglioso Crotone di Stroppa e Serse Cosmi, con Messias, Simy e Ounas a fare la samba davanti mentre dietro veniva giù tutto. La Juve vince nella serata che chiude definitivamente l’arco narrativo di Adrien Rabiot secondo l’eterna massima di Alberto Arbasino. È nato giovane promessa, è diventato solito stronzo, sta diventando un venerabile maestro;

- Allegri ha guardato a lungo Rabiot come si guarda un animale mai visto allo zoo, con circospezione e curiosità, senza avere un’ idea precisa di cosa si ha davanti. Nella prima conferenza ha sparato subito alto, sancendo che puó fare pure dieci gol. Da allora lo ha messo inspiegabilmente fisso sulla sinistra, nella perversa convinzione di fare di lui una sorta di Mandzukic in papillon. Alla fine, dopo anche qualche lamentela del giocatore stesso, Allegri si è arreso e lo ha piazzato in mezzo al campo, dove deve stare. Ora, con qualche anno di ritardo, Rabiot si sta mostrando insostituibile e anche Mister Minnesota nelle sue dichiarazioni sembra omaggiarlo di continuo, dando l’idea di considerarlo uno dei pochi giocatori degni del suo vecchio ciclo;

- Il francese copre tanto campo, corre avanti e dietro, muove la palla con frequenza. Non è un fuoriclasse, ma in una squadra così piatta e bassa, incapace di mettere i centrocampisti tecnici nelle condizioni di fare bene (Paredes ancora male), la galoppata di Rabiot in mezzo al campo diventa ossigeno. La narrativa intorno al suo nome è stata sempre eccessiva. C’è sempre ma si vede poco. Il mese scorso non c’era e i risultati si sono visti. E pensare che ad agosto sembrava fuori rosa, fuori dal progetto, fuori dal mondo. Ennesimo segnale di un progetto tecnico che dire sconclusionato è poco;

- Stasera la Juve ha seriamente rischiato, tra bellissimi cognomi ebraici da film dei fratelli Coen e giocatori a digiuno. Anche con i tre punti in tasca, Allegri continua a dare l’idea di sbagliare qualsiasi cosa tocchi. I cambi di stasera hanno rannicchiato la squadra che sembrava destinata ad andare a velocità da crociera verso il terzo gol. Invece qualche brivido e un po’ di timore di troppo. Il Maccabi davanti ha mostrato tecnica e coraggio, un coraggio ancora totalmente assente nel vocabolario di questa squadra. C’era peró ovviamente troppa differenza in campo;

- La differenza per la verità l’ha fatta essenzialmente un solo uomo. Angel Di Maria si toglie la polvere di dosso e concede novanta minuti di grande calcio. Tre assist in ciabatte e un abisso qualitativo rispetto al contesto circostante quasi imbarazzante. Nella sensazione di unicità che circonda la sua prestazione (la sua seconda vera partita in bianconero dai tempi di ferragosto) c’è un po’ tutto il senso beffardo del suo acquisto. Un ospite d’onore di caratura mondiale pronto ad illuminare il palco, ma pur sempre un ospite. Per stasera era sufficiente.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

Ti potrebbe interessare

Dallo stesso autore

Gaucci, l'insaziabile

Un estratto dall'articolo su Gaucci che trovate nel nostro magazine.

Anatomia dell’Allegrata

E come imparare a riconoscerla.

Cinque giocatori con una stagione da salvare

In sole tre partite. Joaquin Correa Brother, where art thou? […]

Cinque cose da seguire nella Formula 1 2022

Pronti per il Gp di Arabia Saudita? 1- Le prove […]
1 2 3 8
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu