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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Ajax-Napoli (1-6)


Non è tennis, nonostante il risultato possa trarre in inganno, ma il Napoli stasera ha giocato un altro sport.


- Un Napoli stellare gioca la miglior partita della sua storia europea, annichilendo gli olandesi dell'Ajax in trasferta con un tennistico 1-6. Record assoluto degli azzurri in Europa. Che partita!;

- Sembra impossibile immaginarlo, ma il Napoli è stato persino in svantaggio: l'Ajax infatti era anche partito forte, infastidendo non poco la costruzione della manovra azzurra con un pressing asfissiante. Gli olandesi però, durano solo 18 minuti, fino al gol di Raspadori perfettamente imboccato da Olivera. Nel secondo tempo i lancieri, complice l'immediato gol del 4-1 firmato ancora Raspadori, non riescono a opporre la minima resistenza agli avversari: il silenzio tombale della Johan Cruijff Arena, in questo senso, dice più di mille parole;

- Se l'Ajax è sembrato non avere vie di uscita, soffocato dall'angoscia come l'osservatore di "Campo di grano con volo di corvi" di Vincent Van Gogh (esposto proprio nella capitale olandese), il merito è stato soprattutto di un Napoli vicino come non mai all'idea di perfezione. Giuntoli è riuscito a costruire squadra completamente di livello, Spalletti è riuscito a renderla europea come poche altre se ne sono viste nel recente passato italiano. Una squadra sfrontata nella sua proposta di gioco, ambiziosa ogni qual volta scende in campo e soprattutto bellissima e tremendamente efficace davanti alla porta;

- È stata la vittoria assoluta del collettivo, mai come stavolta senza retorica: verrebbe da dar 10 in pagella a tutti, da Meret fino a Gaetano. Persino i meno appariscenti, come Olivera, sono stati capaci di giocate fondamentali come l'assist per il primo gol. Persino nella sua serata più difficile, Kvaratskhelia segna il suo primo gol in Champions con una marcatura che è un capolavoro. Le medaglie più splendenti sul petto del Napoli sono però sempre loro: Lobotka e Anguissa, per i quali gli aggettivi sono finiti da tempo;

- Una serata che entra di diritto nella storia della SSC Napoli. Si era detto lo stesso dopo l'esordio col Liverpool, e un mese dopo la storia si è ripetuta: ci troviamo forse di fronte a una squadra in grado di scriverla la storia? Non lo possiamo sapere: quel che è certo è che dopo 3 giornate, in un girone con due squadre storiche come Liverpool e Ajax e una rognosa come i Rangers, i punti sono 9 e la differenza reti è addirittura +11. I sogni, si sa, sono desideri: nessuno a Napoli avrebbe però mai osato desiderare così tanto.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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