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- di Marco Scalas

Il pagellone di Inter-Roma (1-2)


La Roma ha due certezze, Dybala e Smalling: l'Inter, invece, nemmeno una.


INTER

Handanovic 5.5: Nuova partita, nuova prestazione insufficiente per il portiere sloveno. Sembra partire bene con due parate a gioco fermo, ma sulla prima azione pericolosa dei giallorossi capitola, facendosi impietosamente piegare le mani dalla volée mancina - centrale - di Dybala. Nella ripresa subisce il consueto gol su palla inattiva, sul quale non ha grandi colpe ma in cui sembra non fare nulla per evitare che la sfera finisca in rete;

Skriniar 5: Fisicamente in crescita rispetto alle scorse uscite, ma ancora lontano dal baluardo difensivo degli anni passati. Perde Smalling nell'occasione del 2-1 giallorosso e va in affanno sul finale quando Abraham lo punta in campo aperto. Urge al più presto un suo recupero per registrare la fase difensiva della squadra;

Acerbi 6: Si è adattato subito nella sua nuova avventura in maglia nerazzurra, conquistando la fiducia del suo mentore Inzaghi e togliendo, di fatto, il posto da titolare ad un de Vrij improponibile. Guida la retroguardia con esperienza, scuotendo i compagni a più riprese e contenendo gli attacchi avversari per vie centrali. Rischia solo nella ripresa, quando si fa sorprendere dalla girata repentina di Abraham;

Bastoni 5.5: Anche lui meno in affanno rispetto alle precedenti uscite, ma è anche vero che la Roma non sforna una prestazione a trazione anteriore. Si fa sorprendere nell'azione della rete di Dybala, anche per via dell'errore grossolano di Barella. Per il resto, annulla abbastanza facilmente Zaniolo e va di rado in sofferenza;

Dumfries 5.5: Prima del match sembrava destinato a vincere il duello con Spinazzola, per via della forma fisica ancora non ottimale dell'esterno giallorosso. Tuttavia, trova nell'ex Juventus un avversario ostico che gli impedisce di sfondare in avanti e che lo tiene in apprensione in fase difensiva;

Barella 6: Bravissimo nel servire a Dimarco un cioccolatino per il vantaggio interista. Molto meno in occasione dell'1-1 avversario quando perde una palla sanguinosa in uscita, mandando la Roma in rete. Per il resto solita prestazione di sostanza e di sacrificio, anche se non sempre si fa trovare lucido in alcuni momenti chiave del match;

Asllani 6: Non era facile rimpiazzare un totem come Brozovic, ma le qualità ci sono tutte. Palla al piede fa sempre la cosa giusta e, nel secondo tempo, si rende anche pericoloso con un destro potente dal limite dell'area che sibila a fil di palo. Non ha ancora i tempi del suo collega croato, ma meriterebbe più fiducia da parte di Inzaghi;

Calhanoglu 6: Si rende pericoloso con la specialità della casa, i calci piazzati. Ci prova anche con un altro pezzo del repertorio, ovvero il tiro dalla distanza, ma non riesce a centrare il bersaglio. Sfortunato nel secondo tempo, quando da punizione butta giù la traversa con un destro potentissimo. Unica nota negativa il passaggio complicato da cui nasce poi l'errore di Barella;

Dimarco 6.5: Il migliore in casa Inter, nonché l'uomo più in forma della squadra. Si è ormai appropriato della fascia sinistra e sforna una prestazione che fa il paio con le belle performance mostrate in Nazionale. Dal suo piede mancino nasce sempre qualcosa di interessante, anche se la rete la mette a segno con un destro tanto sporco quanto efficace;

Dzeko 5.5: Il VAR gli cancella quello che sarebbe stato il terzo gol contro la sua ex squadra in quattro partite. La sua partita, però, finisce sostanzialmente lì: tante sponde e duelli con i centrali avversari, senza riuscire, tuttavia, ad incidere sul match;

Lautaro 5.5: Dovrebbe essere lui a prendere per mano i compagni nel momento di difficoltà, ma nelle ultime uscite qualcosa si è inceppato anche per il Toro. Si fa vedere solo con un colpo di testa centrale, e la sensazione è che soffra più del dovuto l'assenza del suo partner offensivo Lukaku;

Correa S.V

Gosens S.V

Bellanova S.V

Mkhitaryan S.V

Carboni S.V

Inzaghi 5: La situazione gli sta lentamente scivolando di mano e non appare in grado di trovare una soluzione ai numerosi problemi della sua squadra. Incassa la quarta sconfitta in otto partite in un match che, tutto sommato, non avrebbe meritato di perdere, ma nel quale ci mette del suo coi soliti cambi tardivi a risultato ormai compromesso;

Roma

Rui Patricio 5.5: Al pari del suo collega nerazzurro non vive un periodo particolarmente positivo. Incassa un altro gol evitabilissimo - quello di Dimarco - denotando scarsa reattività. Per il resto non deve sporcarsi praticamente mai i guanti e può trascorrere una serata relativamente tranquilla;

Mancini 6.5: Prova convincente del centrale giallorosso, che si rende protagonista di una prestazione priva di sbavature. Sempre attento nei duelli con Dzeko e negli anticipi sugli avversari. In crescita rispetto all'avvio di stagione;

Smalling 7.5: Si prende la palma di migliore in campo, e non è la prima volta che capita. Questa Roma ha due certezze, una è Dybala, l'altra senza dubbio il centrale inglese. Partita dominante per lui, che tiene a bada senza affanni la coppia Dzeko-Lautaro e, nella ripresa, sigla la rete della vittoria con un colpo di testa ravvicinato e preciso;

Ibanez 6: Graziato dal VAR in occasione del gol annullato a Dzeko, sul quale era stato tutto fuorché impeccabile. Da lì in poi non sbaglia però più nulla e coi due suoi colleghi di reparto respinge i velleitari tentativi avversari;

Celik 5.5: In ritardo sulla rete di Dimarco, che lo beffa con un ottimo taglio. Non si spinge particolarmente in avanti, anche per contenere l'ispirato esterno avversario. Tutto sommato una prestazione affidabile per il turco, che al momento offre più garanzie rispetto a Karsdorp su quella fascia;

Cristante 6: Soffre il maggior dinamismo del centrocampo avversario, ma non va in affanno, portando a casa un buon numero di duelli. Solito lavoro sporco per lui, ormai imprescindibile per Mourinho e i suoi compagni;

Matic 6: Al pari del suo compagno di reparto non è un fulmine di guerra e ci mette un po' a salire in cattedra. Quando lo fa, però, detta gli equilibri della sua squadra e diventa padrone della zona centrale del campo;

Spinazzola 6.5: L'avvio di stagione non è stato dei più facili per lui, ma nelle ultime partite la condizione fisica è cresciuta e si vede. Non è ancora al top, ma tanto basta per risultare fondamentale nell'esito del match. È suo, infatti, il recupero palla su Barella e il conseguente assist al bacio per il tiro al volo di Dybala;

Pellegrini 6.5: Mancano i suoi gol alla Roma, che lo scorso anno, specie nella parte iniziale della stagione, era stata trascinata dalle reti del suo capitano. Non fa comunque mancare la sua qualità, pennellando un lancio sulla testa di Smalling che l'inglese deve solo spingere in porta;

Dybala 7: Doveva essere lui l'uomo in più della Roma in questa stagione e, fino ad ora, così è stato. Trascorre un primo tempo complicato, ma alla prima palla utile punisce i nerazzurri, pur con la complicità di Handanovic. Si sacrifica anche in fase di contenimento, denotando un buono stato di forma;

Zaniolo 5.5: Non fa mancare l'impegno e la quantità, ma non riesce a imprimere il segno nella partita. Bastoni lo contiene bene e lui non riesce mai a sprigionare la sua potenza. Un po'una costante di questa prima parte di stagione, dove il 22 giallorosso ancora sta faticando a salire di livello nelle prestazioni;

Abraham 6: Mourinho lo lascia in panchina, lanciandogli un chiaro segnale. Il suo ingresso nel secondo tempo dà vivacità alla squadra, e l'inglese ci prova prima con una girata e poi con un'azione solitaria. Purtroppo per i suoi, però, continua ad essere impreciso sotto porta;

Belotti S.V

Camara S.V

Mourinho 7: Al quarto tentativo batte la sua ex squadra e sfata il tabù San Siro. La sua Roma non è bella, ma è cinica e solida e colpisce l'Inter nei suoi punti più deboli. Vittoria pesantissima per lo Special One, che rilancia le ambizioni giallorosse in ottica classifica e certifica la crescita, anche a livello di personalità, della squadra.

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Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

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