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3 min

- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Juventus-Bologna (3-0)


La Juventus respira.


-Era impensabile vedere tutto d'un tratto una Juve scintillante ma, vista l'aridità tecnica e di risultati in cui versano i bianconeri, reduci da un tragico settembre, quello che ottiene questa sera la squadra di Allegri è un risultato di grande importanza più per quello che evita che per quello che davvero vale. La desolazione di uno Stadium semivuoto è un segnale quanto mai lapidario della situazione che si vive in casa Juve, un ambiente che non avrebbe potuto reggere un risultato diverso da quello di stasera. La Juventus fa il suo dovere e vince, anche agevolmente, contro un Bologna mai pervenuto in campo. E respira un po' di ossigeno;

-Nonostante il risultato pur largo, il primo tempo è flemmatico e non mette certo in risalto una Juve che ruba l'occhio, ma sicuramente le buone notizie per Allegri arrivano da un atteggiamento più serio e concreto per tutto l'arco della partita. La Juve lotta, combatte e dimostra, almeno negli intenti, di essere disposta quantomeno a tirarsi su le maniche per superare la tempesta e, questa volta, evita quei blackout parziali o totali che nelle scorse uscite stagionali hanno compromesso anche quelle partite approcciate bene. E mette un mattoncino in quel deserto tecnico, tattico ed emotivo che ha creato durante il mese scorso;

-Se c'era un avversario adatto a risollevare una Juventus fragile e incerta, quello è il tristissimo Bologna che si presenta a Torino per questa partita. Se i bianconeri arrivano a questa gara con poche certezze, i rossoblu se possibile ne hanno ancora meno e sono i testimonial più convinti di questo messaggio. La squadra di Thiago Motta, che avrà molto lavoro da fare sulla sua nuova panchina, non sembra credere nemmeno per un secondo di poter ottenere qualcosa da questa gara e se ne sta lì ad aspettare di perdere sin dal primo minuto. Non un bel segnale, anche in una gara che sicuramente si presentava complicata;

-"Non dobbiamo strafare" dice Allegri prima della gara e, in un certo senso, ottiene esattamente quello che vuole. La Juve di stasera è pratica, dritta al sodo, e realizza i primi due gol con due azioni di contropiede eseguite perfettamente. Segna, crea i presupposti per segnare ancora e soprattutto concede poco o niente ad un Bologna timido e un po' annacquato. Importante il lavoro di McKennie che, nella sua confusione, fa movimenti che aprono gli spazi ai due centravanti e, nell'insolito ruolo di quarto di centrocampo, riesce anche a rendersi più utile in fase difensiva. Importante anche il rientro di Rabiot, sempre gran parafulmine di critiche, ma autore di una prova di sostanza che spiega perché Allegri sentisse così tanto la sua mancanza;

-Che ruolo ha Milik in questa Juve? Al suo arrivo era pacifico per tutti che il polacco servisse a riempire il buco del vice Vlahovic, rendendosi utile all'occorrenza ma senza ambire davvero ad una maglia da titolare. Le prime prestazioni dell'ex Napoli, però, sembrano ribaltare le ideali gerarchie iniziali, mentre Allegri si mostra sempre più avvezzo a sperimentare questa soluzione un po' "delneriana" del doppio centravanti di peso. I due, per ora, in campo si parlano il giusto, ma se poi finiscono entrambi sul tabellino alla fine la soluzione potrebbe essere presa veramente in considerazione, almeno per qualche partita. Intanto, anche grazie a loro, dopo tanti passi indietro, la Juve stasera fa un passetto avanti. Da qualche parte bisognerà pur ripartire.

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Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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