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2 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Atalanta-Fiorentina (1-0)


La camaleontica Dea di quest'inizio di stagione si porta ancora a casa i tre punti, contro una Fiorentina sempre più priva di certezze.


- L'Atalanta ribadisce un mantra di questo suo avvio di campionato: talvolta per ritrovarsi bisogna cambiare. La squadra di Gasperini conferma il suo diverso atteggiamento tattico rispetto al passato, con uno schieramento sempre pieno di 1vs1 ma non più disposto a concedere spazi e parità numerica nelle retrovie. Squadra meno ossessiva, squadra più verticale, che si prende meno rischi dietro e talvolta complica il lavoro dei suoi riferimenti offensivi, fin troppo spesso cercati con il solo lancio lungo. Eppure la Dea va, trovando ancora una volta nelle qualità dei singoli le soluzioni giuste, e ancora una volta mostrando un'abile lettura della gara, andando ad alzarsi e a spingere con forza nel momento di sbandamento dell'avversario;

- Una questione simile arrovella anche Italiano, pericolosamente al limite del loop rotazioni-infortuni-cambi mentre la squadra appare sempre più spaurita. Al netto delle solite assenze (Milenkovic, Gonzalez) e difficoltà date dal giocare contro l'Atalanta, la Fiorentina paga i soliti deficit qualitativi mai risolti e non sembra trovarsi in campo. Nel primo tempo, i viola durano una ventina di minuti ma senza mai davvero innescarsi con efficacia davanti, poi inizia la risalita (psicologica ma anche, in maniera più prosaica, del campo) da parte dei padroni di casa, spesso vincitori nei duelli e più in grado di creare superiorità numerica davanti;

- Alla fine, e con un risultato che per occasioni create forse poteva anche essere più largo per l'Atalanta, la differenza tra le due squadre non sta tanto nel divario tecnico ma nelle rispettive capacità di adattamento. I viola, che in teoria hanno cercato di riproporre la soluzione tattica vista con il Verona, ovvero più ricerca di gioco in profondità e tanto lavoro sporco per Kouamé centravanti, oltre a un Barak quasi scaricato da compiti in palleggio, nei fatti sono caduti nelle dense morse difensive bergamasche. Situazione cambiata solo nel finale, quando Italiano ha buttato dentro tutta la batteria di attaccanti per provare a smuovere qualcosa. Jovic da subentrato ci ha provato, ma senza fortuna;

- Si dice di come i contesti tattici debbano aiutare i giocatori ad esaltarsi. Eppure la prova di Muriel smentisce ciò, costretto quasi da unica punta a duellare costantemente con Quarta su palloni talvolta disperati. Eppure il colombiano (ex di turno, e assist a tabellino ndr) ha trovato nei 73 minuti in campo più volte il modo di esser pericoloso, finendo sul lungo per spremere il difensore argentino. Quest'ultimo peraltro, autore di una prova positiva, ha la "macchia" del contrasto perso proprio su Muriel in occasione del gol-partita, con tutta la difesa viola ancora una volta rivedibile da schierata;

- Una domanda sull'Atalanta da farsi è se questa fase, diciamo di "acclimatamento" dei giocatori e di conseguente rettifica di principi di gioco, sarà transitoria o definitiva. Gasperini non ha fatto neanche troppo mistero di esser stato costretto a questa soluzione, che oltre ad esser premiata dai risultati ha il pregio di metter più a loro agio certi elementi (Lookman forse su tutti). Una domanda, ben più decisiva, da farsi sulla Fiorentina è se sarà capace di trovare una zona comfort che permetta di farle esaltare i suoi singoli, e soprattutto farla uscire dal tunnel.

(foto in copertina Sky/LaPresse)

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