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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Napoli-Torino (3-1)

Il Napoli rientra in campo dopo la sosta così come aveva finito, ovvero vincendo una partita dal peso specifico importante e, soprattutto, più difficile di quanto possa sembrare leggendo il tabellino.


-Il Torino è la squadra che ha subito più gol di tutte in Serie A nel corso degli ultimi dieci minuti; tuttavia il Napoli non lo sa e fa tutto nei primi dieci. La partenza in quarta degli azzurri, unita per onor di cronaca a una fase difensiva piuttosto allegra della squadra di Juric, spostano immediatamente l'inerzia della gara;

-La chiave della gara è stato il forcing iniziale degli azzurri, che ha scombussolato non poco il terzetto difensivo dei granata, costretto a forzare l'uscita con il lancio lungo, puntualmente preda del solito Lobotka. Il primo gol poi squilibra ancor di più il Torino, costretto ad ingaggiare duelli con gli azzurri lasciando troppo campo alle sue spalle, divenuto terreno di conquista per le scorribande di Anguissa e Kvaratskhelia;

-Nel secondo tempo il Torino cambia marcia, contestualmente a un calo anche atletico del Napoli: nella seconda frazione i granata trovano equilibri e coraggio, tenendo molto palla (è la squadra ad aver avuto il predominio del possesso, numeri alla mano) e stressando parecchio la retroguardia azzurra. Dal canto suo, il Napoli tiene molto bene, dimostrandosi una squadra capace di esaltarsi anche nella difesa ad oltranza: contenendo bene gli attacchi avversari e chiamando in causa poche volte Meret;

-La crescita di Anguissa, doppietta a parte, diventa sempre più evidente gara dopo gara: dopo un primo anno comunque di altissimo livello la passata stagione, il camerunese quest'anno si sta laureando a centrocampista universale, che resta a dare sostanza nel centro ma non disdegna l'inserimento, trovandosi spesso addirittura a ridosso di Raspadori. Siamo, probabilmente, di fronte all'ennesimo capolavoro di Spalletti, un maestro nel migliorare il rendimento dei suoi centrocampisti;

-Nel Torino bocciato tutta la fase difensiva, complice degli azzurri in occasione di due dei tre gol del Napoli, risultando troppo passiva in occasione delle ripartenza avversarie. Male in particolare Milinkovic-Savic, che in occasione del 2-0 fa un errore da matita blu. Errore grave anche per Meret in occasione del gol granata, ma si riscatta nel secondo tempo con un intervento non banale a metà ripresa.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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